Il DNA del cinema? Corto. Anzi, cortissimo.

Cominciamo oggi un nuovo viaggio, quello nell’incredibile mondo del cortometraggio. Un cinema meno frequentato ma che finalmente sta ricominciando ad alzare la testa, anche grazie a qualche manipolo di appassionati che hanno deciso di puntare sul suo immenso potenziale, che unisce tradizione e sperimentazione.

di Gabriella Maldini

 Quando oggi pensiamo al cortometraggio, siamo soliti commettere un errore madornale, pensarlo come a un cinema di serie B. Una variante secondaria, accessoria e perfino successiva rispetto al ‘cinema vero’, quello dei lungometraggi che costituiscono lo sfondo consueto della nostra condizione di spettatori. Ma la realtà è ben diversa, basta fare un po’ di storia. Del cinema, naturalmente. Il 28 dicembre 1895, i fratelli Lumière proiettano per la prima volta in pubblico, in un caffè parigino, i primi due film della storia: L’uscita degli operai dalla fabbrica e L’arrivo del treno in stazione. Durata: 45 secondi il primo, cinquanta il secondo.

La storia del cinema inizia con il cortometraggio, che nella sua manciata di secondi conteneva già un mondo, e soprattutto una visione del mondo. Aderente al vero, e quindi volta a mostrare la realtà, come nel caso dei fratelli Lumière, oppure fantastica, espressione di fantasia, sogno e immaginazione, come nel caso del grandissimo Georges Méliès, che nel suo film più indimenticabile, del 1902, racconta addirittura un viaggio sulla luna.

Viaggio sulla luna, di George Méliès, 1902

Dopo i Lumière, Méliès è il secondo padre del cinema. Colui che, dal 1896 al 1914 realizzò più di cinquecento film, della durata compresa tra uno e quaranta minuti. E’ considerato l’inventore degli effetti speciali, di un cinema fantastico che mostra mondi altri da quello reale. Ma la novità più importante del suo cinema fu il montaggio, che divenne subito una delle tecniche imprescindibili del linguaggio cinematografico ed è tuttora considerato quello che si definisce lo ‘specifico filmico’, vale a dire il gesto proprio esclusivamente del cinema, quello che lo contraddistingue da ogni altra forma espressiva. Il montaggio è lo strumento attraverso il quale si costruisce la narrazione cinematografica, sia che duri quaranta secondi che duecento minuti.

In principio ovviamente, l’obiettivo era realizzare pellicole di sempre maggiore durata, conquistando sempre più spazio e strumenti per arricchire la narrazione, ma a un certo punto è iniziata una sempre più attenta riscoperta del cortometraggio, che i grandi autori, per inciso, non avevano mai dimenticato e smesso di amare. Quasi tutti i più grandi registi infatti sono partiti proprio dal cortometraggio. E non solo grandi maestri del passato, come Hitchcock, che ha iniziato la propria carriera all’epoca del muto, ma autori di culto molto più recenti, e tra loro diversissimi,  come Kubrick, Wenders, Lynch e Scorsese.

Martin Scorsese

Di Scorsese, in particolare, resta indimenticabile il cortometraggio del 1967 intitolato The Big Shave (La grande rasatura), in cui un uomo davanti allo specchio del bagno inizia a farsi la barba e, sempre con lo stesso rasoio, finisce, in tempo reale, col tagliarsi la gola.

The Big Shave, 1967

The Big Shave, locandina

Naturale e di grande interesse il fatto che negli ultimi anni, in tutto il mondo, stiano nascendo veri e propri Festival dedicati al cortometraggio.  E noi italiani siamo in ottima posizione, come dimostra Il Sedicicorto International Film Festival, nato a Forlì nel 2004 da un’idea di Gianluca e Gianni Castellini.

Gianluca e Gianni Castellini

Si tratta di un evento annuale di respiro sia locale che internazionale e che si contraddistingue per la volontà di far conoscere a un pubblico sempre più vasto il cinema corto indipendente . L’ultima edizione, conclusasi il 13 ottobre scorso, ha proposto un’offerta di più di 250 film provenienti da tutto il mondo, confermandosi come una delle manifestazioni più importanti del settore. Nelle prossime puntate continueremo a viaggiare nel mondo del Sedicicorto, con zoommate sulle diverse aree tematiche, spazi dedicati ai backstage, ai protagonisti, anticipazioni sui nuovi progetti e tante news sul mondo del cortometraggio.


Note biografiche sull’autrice

Nata a Forlì nel 1970, dopo il diploma al liceo classico si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha svolto un Master in Comunicazione a Roma e Milano, poi un corso di Racconto e Romanzo  e uno di Sceneggiatura cinematografica alla Scuola Holden di Torino. E’ docente di cinema e letteratura e ha diverse collaborazioni in atto, fra cui quella con il Forlì International film Festival Sedicicorto e le scuole medie, per le quali sta portando avanti un progetto didattico che coinvolge i ragazzi delle classi terze in una ‘lezione cinematografica’ dal titolo ‘In viaggio col maestro’, centrata sul rapporto umano e formativo che unisce allievo e insegnante. Nel maggio 2018 è uscito il suo primo libro, edito da CartaCanta, dal titolo ‘I narratori della modernità’, un saggio di letteratura francese dedicato a Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant come quei grandi padri della letteratura che per primi hanno raccontato la nascita del mondo moderno.

Per ArteVitae scrive nella sezione Cinema e TV


Immagini e video inclusi in questo articolo sono reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: