Il Circolo Fotografico Milanese e le periferie

Passato e presente delle periferie milanesi: le periferie sono diventate argomento centrale per la vita sociale di Milano, per le potenzialità che offrono. Un percorso di osservazione urbana attuato dai fotografi soci del Circolo Fotografico Milanese. Fino al 23 Giugno, Spazio Seicentro, Via Savona Milano – #artevitae

di Rita Manganello

La città di Milano ha un’area di 181,8 chilometri quadrati. Pochini se pensiamo alle metropoli del mondo con una superficie più vasta e l’aspirazione a una maggiore omogeneità dal punto di vista urbanistico. Ciò detto per introdurre un argomento caro a tutti quelli che in una città vivono e idealmente la vorrebbero pensare olisticamente come un organismo ben integrato; ma, ancora oggi nel terzo millennio, la tradizione culturale e progettuale insiste a distinguere tra centro e periferia, là dove il centro si imbelletta e mostra il meglio di sé tra palazzi, strade, piazze, arredo e decoro urbano.

Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. Renzo Piano

La spesa pubblica è orientata al buon mantenimento dei quartieri centrali e questo accade anche a Milano, città meritatamente europea, ormai.
La discontinuità tra zone centrali e periferia è un argomento ricorrente, da quando la città ha iniziato a espandersi verso l’esterno.
La buona fotografia non può mancare di documentare l’esistente, tra presente e passato e il Circolo Fotografico Milanese non perde mai l’opportunità di dare un contributo alla memoria, costruendo un folto archivio di immagini ciò che è stato e di ciò che è ora la città ai margini, cosa si trova attraversando quel confine ideale che separa  i due mondi. Ideale o reale ?
A tal fine vi invito a visitare la bella mostra del Milanese – grande scuola di fotografia a vocazione socio-antropologica – che si tiene fino al 23 giugno 2018 a Milano, presso lo Spazio Seicentro. Curatrice dell’esposizione LuciaLaura Esposto,  fotografa e presidente del CFM, Laura Zulian, vicepresidente e Angelo Pepe socio fotografo del Circolo Fotografico Milanese.
“Là dove c’era l’erba”…esordisce la presentazione delle belle e nostalgiche foto realizzate dai soci del circolo. A Partire dagli anni ’60 fino ai nostri giorni, la Milano più marginale e iconica, quella dei film del neorealismo, quella dei contrasti tra moderno e rurale, i bambini che giocano per strada nelle viette anguste e disadorne, l’avvento dei palazzoni sorti nel secondo dopoguerra e oltre, progettati per contenere e stipare più umanità possibile; nessuna apprezzabile estetica, un’edilizia al risparmio fatta per chi non può permettersi di meglio. Una dicotomia diffusa che separa gli individui tra chi per ceto può aspirare a belle e confortevoli dimore, e chi si deve accontentare di scomparire nell’anonimato dei casermoni popolari ma, grande concessione al comfort, col bagno in casa.

La città, allora, è di tutti? Più o meno. Dopo tutto il cambiamento è un rendering tirato a lucido che fa bella mostra di sé nelle stanze della burocrazia cittadina.
Sovente si sente parlare di riqualificazione delle periferie nei comitati cittadini, nelle comunicazioni delle amministrazioni locali, nei proclami di quella politica attenta ai bisogni delle persone. Un sogno sognato da molti e non solo da quelli che nelle periferie ci vivono,  un sogno di rinascita dei luoghi, di integrazione, di mobilità dolce, di trasformazione a favore di una dimensione di città cosiddetta smart; la domanda è: “sì, ma quando?” Intanto dossier, progetti, visioni, buoni propositi si accumulano nell’immaginario delle persone che hanno tanta voglia di vivere una prospettiva di vera trasformazione.

Le foto dei soci del CFM hanno il pregio di saper raccontare consapevolmente  un mondo in bilico tra il vecchio e il nuovo, là dove, a tratti, il nuovo non si manifesta molto diverso dal vecchio come concezione di scarsa apertura verso modi differenti di concepire la vita in città, sempre lasciata in una dimensione univoca di limitata apertura alla condivisione degli spazi comuni, affetta da una carente sostenibilità portatrice di innovazione, che potrebbe promuovere il riuso e dare lavoro agli operatori del settore.

Allora guardiamo queste fotografie con attenzione mista ad affetto, per noi milanesi, mentre ascoltiamo le note della canzone di Celentano: là dove c’era l’erba ora c’è, una città…

 


Note biografiche sull’autrice

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale e si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi.

Carlo Cavicchio – Via Pesto, Milano 2013

One Reply to “Il Circolo Fotografico Milanese e le periferie”

  1. Grazie Rita.
    E’ proprio un bell’articolo.
    Accorati ringraziamenti anche da parte di tutti i soci del CFM.

    Angelo Pepe

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