Il Caffè con la Psicologa – Le lallazioni

Il caffè con la psicologa. Il Festival della Canzone Italiana si è appena concluso ma per chi ha in casa un neonato ogni giorno potrebbe essere Sanremo. La lallazione è una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio dei bambini. Ne parliamo con Virginia Palombi

di Virginia Palombi

C’è un momento nella vita da neo-genitori in cui ci sentiamo travolti dall’emozione pensando che il nostro bambino voglia cominciare a parlare ed a comunicare con il mondo esterno. Eh sì, perché i nostri piccolini – i più precoci già dai 4 mesi circa – iniziano a produrre una serie di suoni composti inizialmente da una vocale ed una consonante, suoni tipo  MA MA MA  GA GA GA , e che ripetono incessantemente con una buona dose di orgoglio, grinta, stupore iniziale ed allegria. Sappiatelo: da qui a passare a quei meravigliosi momenti in cui il bambino vi sputacchierà tutta la pastina addosso perché sta sperimentando suoni tipo BRRRUMMM è un attimo!

Baby Babbling

Questo fenomeno si chiama Lallazione e costituisce una tappa fondamentale per lo sviluppo del linguaggio. Inizialmente non c’è un intento realmente comunicativo; il bambino comincia a produrre questi suoni in maniera assolutamente spontanea, casuale durante attività prevalentemente motorie come quella del cambio pannolino, o del bagnetto e così via.

Una volta che comincia, il gioco è fatto: di lì a poco la vostra casa si trasformerà  in un piccolo festival di Sanremo h24: vostro figlio proverà un iniziale stupore – della serie: ma sono stato proprio io??? wooww… Ma è realmente la mia voce???… chissà quante consonanti e vocali posso produrre? – iniziando  a sperimentare se stesso, ripetendo senza sosta questi suoni.

Aldilà dell’aspetto ludico, è importante considerare che le lallazioni sono rinforzate da 2 fattori cruciali:

1) il piacere di autoascoltarsi, da cui la continua ripetizione dei suoni, che provocherà una maggiore conoscenza di sé;

2) l’interazione con mamma e papà che devono incoraggiare la produzione di questi suoni, imitandoli anche dal punto di vista dell’intonazione ed alternandosi alle lallazioni dei propri figli, proprio come in un normale dialogo tra pari.

Ma andiamo proprio sul lato pratico, quindi eccovi qualche consiglio utile per dare al vostro bambino più opportunità di diventare un futuro cicerone:

  • fatelo divertire mentre lallate con lui;
  • non dimenticate mai di divertirvi anche voi e di manifestare il vostro entusiasmo e la vostra soddisfazione nei suoi confronti: sorridete e rinforzate con gioia le lallazioni di vostro figlio – anche se siete alla 127esima ripetizione!!
  • parlategli imitando i suoi suoni ed i suoi vocalizzi, alternandovi con lui, proprio come fareste con un adulto;
  • quando è il vostro turno, riproducete gli stessi suoni e gradualmente immettetene di nuovi, facendo attenzione che lui vi segua;
  • più in generale: parlate ai vostri bambini, sempre, magari utilizzando diverse tonalità di voce. Se ogni tanto li sorprenderete, li costringerete a porre ancora più attenzione, perché fate qualcosa che loro non si aspettano.

Baby Babbling

A proposito dell’ultimo punto mi preme condividere  con voi un’ultima riflessione un pò più generale, ma alla quale tengo davvero molto: spesso sento  genitori che ripetono le parole utilizzate dai figli, come “Bumba, bau, ciccia” ecc ecc.  Non fatelo, non serve; i bambini ci capiscono lo stesso, anche se diremo “acqua, cane, carne” e così via. Anzi, parlando correttamente non li costringeremo a compiere il doppio sforzo di memoria: quello di imparare il termine bumba associarlo ad acqua e poi memorizzare il termine corretto. Lasciamo che loro dicano bumba ma noi chiamiamola acqua . Quando chiedo ai genitori perché anche loro ripetono  bumba, spesso mi rispondono che hanno paura di non essere compresi dal figlio; non è così, se il bambino ci chiede bumba e noi andiamo verso di lui dicendo, ad esempio,  vuoi l’acqua? Eccola!… non c’è nessun tipo di messaggio che non sia stato compreso, né da parte nostra né da parte di nostro figlio.


 

 Potete scrivere le vostre domande a Il Caffè con la Psicologa scrivendo all’indirizzo mail virginiapalombi@artevitae.it

Virginia Palombi risponde oggi alla domanda di Andrea dalla provincia di  Latina.

DOMANDA: Ciao Virginia, mi chiamo Andrea e ti scrivo perché sono fidanzato da quasi un anno con una ragazza:  vorrei organizzare un viaggetto con lei,  anche un mini week end in una capitale europea,  ma  poi mi blocco perché ho molta paura di volare.  Cosa posso fare per affrontare questa paura?

VIRGINIA: Ciao Andrea, per rispondere al meglio a questa domanda, sarebbe interessante capire quanti anni hai, anche se immagino tu sia giovane; inoltre vorrei capire se hai mai volato o se si tratta di una paura che fino ad ora ti ha totalmente bloccato,  impedendoti di prendere un aereo.  Il primo messaggio che  voglio ti arrivi è che non sei il solo a provare questo genere di paure, anzi! in realtà in pochi trovano il coraggio di esplicitarle. La maggior parte delle persone preferisce bypassare il problema, evitando la paura: fino a quando è possibile, si  preferisce non prendere l’aereo.  Ritengo, invece, che sia un vissuto che appartiene a molti, anche se naturalmente con sfumature diverse; questo è il motivo per cui tratterò l’argomento nel mio prossimo articolo.

 


 

Note biografiche sull’autrice

Virginia nasce a Roma nel 1978, ma vive stabilmente a Marino, uno dei paesi più apprezzati dei Castelli Romani. Dopo aver frequentato il liceo classico si laurea alla Sapienza in Psicologia Clinica e di Comunità. Già durante il percorso di studi, mostra uno spiccato interesse per le dinamiche relazionali e si avvicina al mondo scolastico, lavorando con bambini dai 3 ai 12 anni con disturbi dell’apprendimento e del comportamento. Parallelamente cerca di alimentare la passione per “l’altro”, conducendo per 4 anni, in due radio romane, un programma di attualità e frequentando per 7 anni un corso di teatro che l’ha portata a calcare palchi anche importanti come per esempio il Ghione di Roma. Oggi lavora in un’azienda romana che da oltre 20 anni si occupa di Customer Care, ricoprendo parte attiva nei processi di selezione e di formazione del personale.


Per ArteVitae scrive nella sezione PSICOLOGIA, esplorando il favoloso e complesso ambito delle Relazioni Umane e cura la rubrica Il caffè con la psicologa, uno spazio vivace e interattivo, tutto dedicato ai lettori, nel quale Virginia risponde alle loro domande.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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