Il Bacio, icona del Novecento

Il bacio di Hayez, celebre dipinto italiano d’epoca risorgimentale, ha avuto una straordinaria fortuna iconografica. Nel Novecento è fonte di ispirazione nei capolavori di molti artisti.


«Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo rosa messo tra le parole t’amo.» (Cyrano de Bergerac – Edmond Rostand)

Il lavoro di trentacinque muscoli facciali, l’accelerazione del battito cardiaco, l’aumento della pressione e lo sprigionarsi di ormoni che migliorano l’umore. In altre parole, il bacio.

La sensazione che ne deriva è potente.

Baciarsi sembrerebbe essere una prerogativa degli umani, l’Homo Sapiens è infatti l’unica specie che si scambia baci anche se talune effusioni fra animali a volte sembrano proprio simulare l’atto del baciare. Il bacio è da sempre fonte di ispirazione. L’amore decantato in tutte le arti trova la sua massima espressione nella rappresentazione del bacio, quel trasporto di due innamorati che sin dall’antichità, pittori, scultori, fotografi, registi cinematografici hanno spesso rappresentato in opere intense e cariche di sentimento.

Tu dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille, e quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento. E quando poi saranno mille e mille nasconderemo il loro vero numero, che non getti il malocchio l’invidioso per un numero di baci così alto. Catullo (I sec. a.C.)

Nella storia dell’arte possiamo trovare tanti esempi, il primo che mi sovviene, il bacio artistico per eccellenza è quello di Hayez. Di questo capolavoro abbiamo già parlato in un precedente articolo, vale la pena ricordare che questo dipinto non è solo il più importante e forse il più celebre del romanticismo italiano, ma è anche uno dei simboli più riconosciuti e celebrati dell’amore romantico. Nell’epoca risorgimentale, l’Italia vive una situazione molto tumultuosa, in netto contrasto con la Casa Asburgica che a breve sarebbe stata forzata ad abbandonare il territorio italico. Le società segrete, i moti e le guerre di indipendenza porteranno l’Italia a liberarsi della dominazione austriaca sino alla formazione del Regno d’Italia nel 1861. In questo clima rivoluzionario si inserisce Francesco Hayez pittore veneziano che vive e lavora a Milano, noto negli ambienti sovversivi e considerato il principale esponente della pittura risorgimentale e romantica italiana. Il suo dipinto più famoso, oggi custodito nella Pinacoteca di Brera a Milano, fu realizzato nella sua prima versione proprio nel 1859, due anni prima dell’unificazione d’Italia.

Francesco Hayez, Il bacio, 1859

Il bacio di Hayez ha avuto negli anni successivi una straordinaria fortuna iconografica e nel Novecento ha ispirato grafici pubblicitari, fotografi, artisti e grandi registi che decisero di prendere a modello proprio quella coppia di amanti appassionati. Fra i tanti esempi di emulazione, alcuni hanno attratto la mia attenzione più di altri e ve li propongo in questa carrellata iconografica.

Risale agli anni Venti la creazione della meravigliosa scatolo blu dei cioccolatini Baci Perugina. L’allora direttore artistico della Perugina, Federico Seneca (1891-1976) creò il manifesto pubblicitario e la celebre scatola, proponendo l’immagine di due innamorati ispirati a quest’opera.

Federico Seneca, manifesto pubblicitario Baci Perugina 1922

Nel 1954, il regista Luchino Visconti gira il suo capolavoro Senso, film di ambientazione risorgimentale tra i più importanti della storia del cinema. In una memorabile scena del film, Visconti cita fedelmente i due amanti di Hayez.

Senso – Luchino Visconti 1954

Anche la fotografia ha voluto celebrare il bacio.

Fra i più celebri baci fotografici del Novecento ricordiamo “V-Day Kiss” di Alfred Eisenstaedt,. La foto ritrae una ragazza, assistente di un dentista, baciata da un marinaio in licenza a Times Square e fu scattata il 14 agosto 1945. Resa famosa in tutto il mondo dalla pubblicazione sulla rivista Life, la foto è divenuta negli USA l’icona della fine della Seconda Guerra mondiale. Lo scatto fu estemporaneo ma la somiglianza con il capolavoro di Hayez risulta abbastanza evidente. L’altro famoso bacio fotografico, “Le baiser de l’Hôtel de la Ville”, o Bacio davanti all’Hotel de la Ville è una celebre foto di Robert Doisneau. Scattata a Parigi il 9 marzo 1950 è ‘interpretata’ da due modelli occasionali, una giovane coppia che passeggiando per strada, ad un tratto, nel mezzo della folla, si scambia un romantico bacio.

Infine, in tempi più recenti Il Bacio di Hayez si è prestato ad una rivisitazione in chiave ironica e digitale. Sto parlando del remake digitale di Daniele Urgo, che si definisce Urban Artist, intitolato “Il Bacio nel posto sbagliato al momento sbagliato”, in cui alla coppia di giovani avvinghiati di Hayez si avvicina un venditore di rose, con tanto di cappuccio, simbolo quest’ultimo dell’epoca contemporanea.

Daniele Urgo, il bacio e il venditore di rose 2011


NB: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright.L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.


Note biografiche sull’autrice di questo articolo

Alessandra Bettoni

Alessandra nasce nel 1966 e si sente ancora  in quella fase della vita in cui non vuole cedere alla civetteria di omettere questo dato dalla sua biografia. Vive a Milano, la città che l’ha adottata e nella quale si sente a proprio agio. Di mestiere insegna: tiene corsi privati di lingua inglese, ma fino a qualche anno fa si occupava di marketing e vendite per le aziende e viaggiava spesso per lavoro, anche all’estero. La sua vita l’ha sempre portata a contatto con le persone, ciò nonostante si ritiene abbastanza “orso” per apprezzare una serata a casa da sola, ma non abbastanza per apprezzare un pasto al ristorante consumato senza compagnia. Apprezza qualsiasi forma di espressione artistica. Ama in particolare l’architettura e la fotografia. Fotografa da pochi anni, il digitale è l’unico universo che conosce. E’ una delle ideatrici e fondatrici di ArteVitae Blog, ne cura l’editing, la promozione e a volte scrive.

 

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