I virus, questi sconosciuti. Tra realtà e fantasia.

Attraverso alcuni film sull’argomento un breve articolo di Luca Tizzi sulla attuale situazione che stiamo vivendo, ad Aprile 2020 la vita degli umani è condizionata da un microorganismo, che nemmeno si vede,  capace di bloccare le attività umane.

Stiamo attraversando un momento difficile, siamo nell’anno del signore 2020, MMXX per i puristi, alla metà di Aprile che, come tutti sappiamo, è il più crudele dei mesi. Da qualche mese stiamo, tutto il mondo lo sta facendo, combattendo contro un piccolo essere chiamato SARS-CoV-2 che ha  provocato il COVID-19 (COronaVIrus Disease 19), un piccolo virus che provoca una malattia respiratoria spesso mortale. Di lui si è detto tutto e il contrario di tutto. Sembra sia comparso nella città di Wuhan, in Cina, per le abitudine alimentari di quella popolazione. Il contagio sarebbe avvenuto per  una zoonosi, il passaggio di virus e batteri tra specie animali diverse.

La diffusione di questo esserino ha costretto una buona parte del mondo all’isolamento sociale, l’unico modo per evitare il contagio sembra essere, in attesa di un rimedio farmacologico, l’impedire che le persone si incontrino. L’uomo è però abituato a vivere in gruppi, per difendersi meglio dai predatori, da tribù avversarie, per procacciarsi del cibo e proteggere la parte più debole della comunità; questa forzata solitudine familiare sta creando problemi di carattere psicologico nelle persone. L’isolamento sociale ha provocato la chiusura di fabbriche, attività commerciali, di ristorazione, insomma tutto quello ritenuto non indispensabile a breve termine è stato chiuso costringendo milioni di persone a chiudersi in casa e ad uscire, utilizzando spesso  improvvisate protezioni dal contagio, solo per le inderogabili necessità.

Lo stare confinati tra le mura domestiche ha permesso di sperimentare in maniera massiccia lo “Smart Working”, lavorare da casa anziché dall’ufficio, ha contribuito ad abbattere l’inquinamento atmosferico e ha fatto proliferare gli abbonamenti ai canali televisivi non generalisti che trasmettono in continuazione films e fiction di ogni genere, d’altronde il tempo bisogna pur passarlo in qualche modo.

Nella storia del cinema ci sono innumerevoli pellicole che trattano il tema del come sconfiggere un epidemia, che poi è quello che stiamo vivendo adesso.

Verrebbe da ricordare Virus Letale, film del 1995 con Dustin Hoffman e Rene Russo con la regia di Wolfgang Petersen. Racconta le peripezie di uno scienziato, medico dell’esercito, che cerca di sconfiggere un virus che lo stesso esercito vorrebbe utilizzare come arma biologica. Il film è una corsa contro il tempo per ritrovare prima di tutto una scimmietta, portatrice sana del virus, e poi per produrre il vaccino ed evitare che una intera città venga distrutta perché contagiata.

Molto più simile alla nostra situazione attuale è il film Contagion, di Steven Soderbergh, il cast è composto da attori stellari come Matt Damon, Kate Winslet e Gwyneth Paltrow. Sembra la premonizione della diffusione del nostro virus e nella fase finale viene mostrato come è avvenuto il contagio e la nascita del “paziente Zero”, colui che per primo contrae il virus e sviluppa la malattia.

Esiste però anche un film, forse l’unico, dove i virus ed i batteri vengono in aiuto dell’umanità anziché distruggerla. E’ una pellicola del 1953 diretto da Byron Haskin e si ispira al romanzo del 1897 di Herbert George Wells, un classico del cinema di fantascienza ripreso anche da Steven Spielberg nel 2005.

Racconta la battaglia contro un’invasione extraterrestre. Una meteora cade nel sud della California, contiene delle astronavi aliene che uccidono chiunque entri in contatto con loro. L’esercito americano dispiega le sue armi più potenti per distruggere gli invasori ma nulla può contro la loro forza. Soltanto le più piccole creature che “Dio nella sua infinita saggezza aveva messo sulla terra”, virus e batteri innocui per l’uomo, riescono a distruggere gli invasori extraterrestri.

Ricorda un po’ il colonialismo spagnolo in America meridionale,  dove la nostra semplice, comune influenza si trasformò in una malattia mortale per gli indigeni. 

Note biografiche sull’autore

Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari, ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. Libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

NB: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright.L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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2 Risposte

  1. Angelo Ferrarini ha detto:

    La frase latina di presentazione è dedotta dal famoso incipit dantesco: «Libri titulus est: “Incipit Comedia Dantis Alagherii, Florentini natione, non moribus”.» , dove Florentini è genitivo, concordato con Dantis.
    Suggerisco per la presentazione a fine articolo: “Florentinus natione ecc.” al nominativo, concordato con il seguito: Luca Tizzi ecc. Saluti A.F.

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