Il tunnel – Racconto breve di Daniela Luisa Bonalume

Il tunnel è il un racconto breve scritto da Daniela Bonalume per la raccolta “Suggestive Evasioni”. Una lettura veloce, intensa e dal finale bruciante, quello che non ti aspetti e ti sorprende sempre. Una storia bonsai che concentra la trama in pochi, avvincenti paragrafi. Da leggere in un respiro.

di Daniela Luisa Bonalume

 

Mi corico presto in vista dell’appuntamento dell’indomani mattina. Ho pensato a lungo prima di prendere questa decisione, prima di prendere in considerazione questa proposta. Mi sdraio ancora vestito. Accendo la tivù ai piedi del letto e scorro i primi canali. Mi annoio.

Faccio un po’ di zapping. Tra un canale e l’altro mi spoglio e mi metto il piumone addosso. Mi annoio ancora.

Zapping.

Alt: canale erotico. Continuo ad annoiarmi. Cambio. Sport, l’ennesima replica di una partita di calcio.

Basta.

Spengo ed inizio a contare le pecore. Purtroppo non sono sufficienti. Riaccendo la tivù e approdo su Marzullo.

Interessante. Si parla di Dario Fo. Mi è sempre piaciuto. Alcuni artisti di teatro ne parlano. Parlano anche della moglie, gran bella donna, e molto intelligente!

Seguo. Finisce alle 2 passate!

Cavolo, volevo addormentarmi presto per essere bello, pimpante e riposato per quell’appuntamento ed invece ho fatto più tardi del solito. Spengo nuovamente e mi assopisco. Solo per poco, o così sembra!

Tutta colpa di lei. Il pensiero di lei con me giorno e notte.

Mi fa stare sveglio e non trovo pace. Mi giro e mi rigiro, ma non trovo pace. Guardo la sveglia. Solo le 4 e 20.

Appuntamento alle 7 e mezza.

Un’ora può passare tra doccia, colazione e barba. Ma ne restano ancora due e rotti. Trepido ancora. Mi rigiro, e infine cedo esausto. Mi addormento un po’.

Alle 6 sono già in piena abluzione. Nonostante la notte in bianco sono un grillo.

Vestito di tutto punto e profumato come un gelsomino a giugno, un’ora dopo esco dalla porta di casa e mi avvio “lento pede” verso il luogo dell’appuntamento.

Arrivo in anticipo. Troppo in anticipo!

Faccio un giro lì intorno, prendo un cappuccino al bar. Niente cornetto, non vorrei presentarmi con i residui di cibo tra i denti. All’ora giusta mi affaccio.

Eccola!

La tipa: 25/30 anni, alta, gambe lunghe e tornite. Mora di capelli, lunghi, dritti e lucidi come fili di seta, ha grandi occhi neri e profondi, bocca carnosa modello “ambizione delle botulinanti”. Con uno stroncante sorriso mi saluta e mi accompagna nello spogliatoio, spingendo leggermente la mia schiena con la sua mano.

Cammino lentamente, sono emozionato. Mi porge un capo con certe trasparenze…e si eclissa e, chiudendo la porta, lascia un profumo fresco dietro di sé.

Luce.

Buio.

Luce buio.

Luce buio luce buio.

Luce.

Non capisco questo gioco di luci.

Mi destabilizza un po’.

Chissà il perché?!

Mi spoglio e mi infilo in quel capo così “quasi trasparente”.

Aspetto.

La tipa arriva, finalmente! E con un evidente ancheggio. Mi preleva sfiorandomi un braccio e mi fa accomodare nella stanza accanto. Mi fa sdraiare, e con uno sguardo allusivo mi lega.

“E’ la prima volta, credo. Non mi sembra di averla già vista! ” – mi chiede. Per lei, invece, non lo è di sicuro. “Sono pronto” – dico, non rispondendo alla sua domanda.

Siamo pronti!

Il tunnel ammicca, apre la bocca e pensa “finalmente sarò penetrato”. Ed io mi sento già proiettato all’interno.

La tipa mi sorride e posa lievemente la sua mano sulla mia spalla destra. Procede spedita come le consente la sua professionalità. Speriamo bene!

Esperienza ineffabile. Eccomi qui. Legato, con un pulsante in mano, da schiacciare senza pietà qualora le sensazioni fossero troppo intense, per me!

Si parte…

Rrrrrrrrrr gium gium gium rrrrrrrrr tr tr tr tr tr mmmmmm

Stummm stummm trooook trooook groar groar gium gium gium

Che trip!

Beep beep.

Quasi 20 minuti!! E’ vero che all’ingresso hanno voluto dei soldi…però la prestazione sembra essere stata di ottima qualità. Il tunnel, dopo i suoi mugolii ed eruttazioni, mi espelle… A dire il vero sono un po’ confuso. Vorrei alzarmi ma sono ancora legato.

Arrivano di corsa, mi slegano accertandosi che non siano rimasti segni sulla pelle. Mi aiutano a rimettermi in piedi e mi riaccompagnano nello spogliatoio. Mi sorridono chiedendomi se fosse andato tutto bene. Annuisco, saluto cercando qualche conferma nei loro occhi e mi rivesto. Mentre lascio la stanza, la tipa mi viene incontro con passo spedito, non ancheggia più, ha un foglio bianco in mano ed in modo molto sbrigativo mi comunica che:

“L’esito della sua Risonanza Magnetica alla spalla destra sarà pronto tra 4 giorni, la potrà ritirare al desk. Buona giornata e grazie.”


Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.

 

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