I negozi che se ne vanno

In queste Libere Divagazioni il nostro Luca Tizzi oggi si occupa dei negozi storici che lentamente, ma non troppo, stanno abbandonando le nostre città sostituiti da più anonimi esercizi globalizzati. In particolare si sofferma sulla storica Ditta Fratelli Alinari, Fotografi in Firenze dal 1852.

di Luca Tizzi

Le città si trasformano continuamente nel corso della loro vita, mai così velocemente come negli ultimi anni. Per alcune città queste trasformazioni sono un effettivo, apprezzabile, miglioramento, per altre il loro effetto è deleterio. Tra le città che soffrono questa “evoluzione” ne abbiamo un paio in Italia che patiscono più di altre, Venezia e Firenze.
La massiccia concentrazione di turisti, 15/20 milioni all’anno, nello spazio relativamente ristretto dei loro centri storici, entrambi patrimonio UNESCO dell’umanità, le stanno letteralmente massacrando.
Non conosco benissimo Venezia, l’avrò visitata una decina volte in tutto, ma conosco bene Firenze e non abitandoci più da anni, ma continuando ad andarvi con una certa frequenza, riesco a coglierne la trasformazione in maniera forse più diretta e traumatica dei residenti che spesso fiorentini non sono e non hanno termini di paragone tra il “Vecchio” e il nuovo.

Fotografia dei Fratelli Alinari – Isola Tiberina, Roma

Firenze è una città nata quasi per caso, che si è sviluppata in fretta, ha dominato culturalmente, artisticamente ed economicamente il mondo occidentale per alcuni decenni e poi si è adagiata, quasi addormentata, sui suoi  lustri ormai capitale di un piccolo ma importante granducato.
In quei decenni di splendore è nato il Rinascimento, la più bella espressione artistica ed architettonica che l’umanità abbia prodotto, e Firenze ne è stata la culla. Nel suo lento pisolare è comunque rimasta punto di riferimento universale per gli amanti dell’arte e ha continuato a far nascere locali e botteghe artigiane uniche al mondo. Queste negli ultimi anni stanno letteralmente scomparendo sopraffatte da attività commerciali dedite alla ristorazione o legate ai grandi marchi della moda ormai impersonale.

A Firenze esistono e operano ancora tre tra le imprese familiari più antiche al mondo, due aziende vinicole, Barone Ricasoli (a. 1141) e Marchesi Antinori (a.1385), e una orafa, Torrini (a.1369).  Sempre a Firenze troviamo  la più antica farmacia d’Europa, l’Antica Spezieria di Santa Maria Novella, attiva dal 1612. Queste attività hanno superato indenni i secoli e sono giunte sino a noi seppur trasformate.
Oltre a queste secolari attività nel capoluogo toscano è nata anche la più antica agenzia fotografica, diciamo così, del mondo, la Fratelli Alinari. https://www.alinari.it/

Fotografia Fratelli Alinari – Giuseppe Garibaldi

Fondata nel 1852 da tre fratelli, Leopoldo, Giuseppe e Romualdo,  fu la prima ditta fotografica al servizio di vari musei, quelli Vaticani e il Louvre in primis. Vittorio Alinari, figlio di Leopoldo, arricchì il catalogo dell’azienda pubblicando,  ad esempio, un volume illustrato dove sono riprodotti fotograficamente i luoghi della Divina Commedia.  Nel Novecento diventarono i primi fornitori di immagini per la grande editoria.

Cinquemilioni e cinquecentomila negativi sono custoditi nei loro archivi che ospitano dei corpus fotografici anche di altri editori,  Touring Club, Ansa, RaiTeche, Osservatore Romano per citarne alcuni. In tempi recenti hanno digitalizzato, si dice così, circa trecentocinquantamila immagini, visibili on line sul loro sito,  salvate anche su una pellicola speciale e immagazzinate in una miniera tra i ghiacci perenni delle Isole Svalbard.  Per la serie del “ce l’ho più grosso io” la digitalizzazione è avvenuta utilizzando un dorso Phase One da 80 Megapixel. https://www.alinari.it/it/esplora-immagini

Studio Jarmund Vigsnaes – Longyearbyen – Photo Statsbygg

La sede storica della Ditta Alinari è a due passi dalla stazione di Firenze, in quel largo dove termina Via Nazionale e che ha preso il nome dalla celebre famiglia di fotografi.
La Ditta è stata sfrattata, al posto del prezioso archivi, e  del museo della Storia della Fotografia,  nascerà probabilmente un albergo di lusso. Anche 22 lavoratori saranno sfrattati.

Il MIBAC sta cercando una soluzione per ospitare archivio e museo non si bene ancora dove, forse all’interno dell’antico Spedale delle Leopoldine nella vicina Piazza di Santa Maria Novella ma, anche se riuscissero a salvare negativi, macchine fotografiche e tutto il personale, resta comunque il fatto che tutte le antiche, prestigiose, attività storiche dei centri cittadini, quello di Firenze per primo, sono costrette per sopravvivere a trasferirsi in locali di periferia che snaturano la loro storia mentre le città d’arte italiane assomigliano sempre più  a dei detestabili non-luoghi.

Un inversione di tendenza sembra impossibile

 

Note biografiche sull’autore

Florentini natione non moribus – Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

NB: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright.L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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