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I CASTIGLIONI, da Achille a Monica e il grande design italiano nel mondo

Lo scorso anno è stato celebrato a Milano il centenario della nascita di Achille Castiglioni con mostre dedicate a lui e ai suoi fratelli, Livio e Pier Giacomo. Tre fratelli che con la loro creatività, il loro rigore e la loro genialità nella sperimentazione hanno creato una serie di progetti all’avanguardia e di oggetti diventati ormai delle icone senza tempo.

La Fondazione Achille Castiglioni, ora gestita dai figli, era in origine dal 1947 al 2002, il suo studio e tale è rimasto negli arredi e negli archivi. La Fondazione ha messo a disposizione, in occasione delle mostre, un grande numero di progetti e disegni.

Nel 2004 l’Archivio Castiglioni è stato dichiarato patrimonio culturale di particolare importanza dalla Soprintendenza Archivistica della Lombardia e il suo uso è stato assegnato alla Fondazione Achille Castiglioni nella sede dello studio storico, divenuto ora studio-museo.

Logo Compasso d’Oro

Lo studio Castiglioni è stato uno dei più importanti del suo tempo, con  290 progetti di produzione industriale, 480 di allestimento, 191 di architettura,  ha vinto per 8 volte il premio Compasso d’Oro, il più antico ed autorevole premio mondiale del design, ideato da Giò Ponti, oltre al Compasso d’Oro alla carriera e un gran  numero di premi internazionali.

Le mostre si sono tenute a Milano, due presso la Fondazione e la più importante, monografica, sulla figura e il lavoro di Achille, alla Triennale da ottobre 2018 a febbraio 2019, un’altra, non meno importante al M.a.x. Museo di Chiasso nel 2018.

Achille Castiglioni nasce a Milano il 16 febbraio 1918. Studia Architettura presso il Politecnico di Milano e consegue la laurea nel 1944. I fratelli maggiori Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968) hanno uno studio di architettura in piazza Castello a Milano.

 

I Castiglioni, Pier Giacomo, Livio e Achille erano figli dello scultore Giannino Castiglioni, autore di numerosissime opere tra le quali la porta S. Ambrogio del Duomo di Milano (1950), la fontana di S. Francesco in Piazzetta S. Angelo a Milano (1927), la scultura funeraria Golgota al Cimitero Monumentale di Milano (1933) e poi molte altre sia in Italia che nel mondo.

 

I tre fratelli lavoravano in simbiosi in una sorta di energia creativa fino alla morte di Pier Giacomo nel 1969 e di Livio nel 1979.

Inizialmente si dedicarono all’architettura, tra gli anni 1950 e 1960. Era il periodo dei grandi allestimenti per mostre, come quello per la  Triennale di Milano dedicato agli apparecchi radio, spaziando anche con famosi padiglioni fieristici, da quello della Montecatini nel 1955, all’ENI e alla RAI nel 1951. Famosi  gli allestimenti innovativi di negozi e ristoranti come Gavina (arredi), Flos (lampade), Ristorante Buriassi, Birreria Splugen Brau.

Nel 1984 a Tokyo, per la mostra “Exhibition of italian design” Achille Castiglioni allestisce la presentazione del padiglione Italia, dove, anziché mostrare una serie di mobili, ricrea un ambiente da pranzo utilizzando tutti i suoi pezzi più famosi, dai tavolini Cumano (Zanotta 1977) alle sedute Primate (Zanotta 1970), dai bicchieri Ovio (Danese 1983) con il  caratteristico elastico “da bicchiere” per evitare che possano urtare tra loro, al  portasale individuale Phil (Alessi 1982) con il servizio di posate Dry (Alessi 1982) che vincerà il premio Compasso d’Oro. Ad illuminare l’ambiente così ricreato le lampade Noce (Flos 1972).

Il principio fondamentale di tutte le sue esposizioni è quello di coinvolgere ed immergere il visitatore con sensazioni multiple attraverso un uso sapiente della luce, con effetti di chiaroscuro e plastici effetti luminosi in un continuo gioco di volumi realizzati su vari livelli e sfasamenti, in modo da creare un percorso scenografico incidendo sull’elemento di suggestione.

Con questo concetto viene anche allestita, nel 1963, la mostra a Palazzo Reale di Milano “Le vie d’acqua da Milano al mare”, un vero e proprio spettacolo di suoni, luci e colori in grado di coinvolgere l’emotività del visitatore.

Le vie d’acqua da Milano al mare – Palazzo Reale – 1963

 

Oltre agli allestimenti, è il design la grande passione di Achille Castiglioni.

Ciò che caratterizza il suo design è un senso di ironia, dell’umorismo, dell’invenzione, del reinventare un oggetto di uso comune.

“Se non siete curiosi, lasciate perdere” A. Castiglioni

Nei suoi progetti è preponderante la logica della forma e della funzionalità, presta una grande attenzione alla produzione industriale dando all’oggetto stesso, oltre alla necessaria funzionalità, anche una sua espressività trasformandolo in un’icona senza tempo. Usando ironia ed inventiva, riesce a creare oggetti nuovi e intelligenti, trasformandoli da funzionali a oggetti con un loro peculiare carattere.

Achille Castiglioni è l’inventore del disegno industriale: la produzione in serie deve avere una validità estetica, costare poco, essere funzionale ma anche piacevole.

Ironia e gioco lo troviamo nella progettazione dello sgabello Mezzadro, realizzato nel 1957 per Zanotta, che richiama il sedile di un trattore, oppure con lo sgabello Sella, sempre del 1957 per Zanotta, che altro non è che un sellino di bicicletta collegato a un’asta e a una base che consente alla seduta di restare in equilibrio. Il progetto è nato per coprire l’esigenza di inventare uno sgabello per telefono, quando allora i telefoni erano appesi al muro e le persone dovevano stare in piedi per parlare. Una riconferma della sua attenzione per la funzionalità unita all’ironia.

Due lampade ormai diventate iconiche leggende sono la lampada Arco, del 1962 per Flos, nata dall’esigenza di creare una lampada da terra con le stesse caratteristiche del lampadario, una lampada che rivoluzionasse la la vecchia idea di “salotto”. Con estrema attenzione al dettaglio, la lampada è frutto di un attento studio di statica, controbilanciando, con un basamento di marmo, il peso della lampada stessa, la quale ha uno stelo curvo realizzato in settori, in modo da poterne variare l’altezza e il punto luce in base ad ogni esigenza. Contemporaneamente viene progettata, sempre nel 1962 per Flos, la lampada Toio, costituita da un semplice assemblaggio di pezzi industriali a vista con un trasformatore alla base in evidenza, uno stelo a forma di canna da pesca e il fanale di un’automobile americana. Una lampada che, con la sua luce diffusa, si è inserita a pieno titolo nell’empireo iconico dell’arredamento.

 

Sempre del 1960 per Flos è la lampada a sospensione studiata appositamente per la Birreria Splugen Brau.

Lampada Splugen 1960 – Flos

Altro prodotto diventato una vera e propria icona dell’epoca è il Radiofonografo studiato per Brion Vega nel 1965, è giocato su vari componenti posizionati su un piedistallo mobile su ruote e formato da giradischi e altoparlanti componibili in base alle esigenze e ai gusti.

La carriera dei Castiglioni è lunghissima, portata avanti solamente da Achille dopo la prematura scomparsa del fratello Pier Giacomo, con collaborazioni per le aziende più importanti dell’epoca quali, Cassina, Frau, Kartell, Flos, Olivetti, Lancia, Zanotta, Brionvega, Siemens, Knoll, Alessi.

 

L’elenco degli arredi e degli oggetti progettati dai Castiglioni è molto lungo e sarebbe riduttivo elencarne solo alcuni.

 

“Il design è l’arte di inventarmi un’invenzione e trasformarlo in forma” – A. Castiglioni

E l’arte del design non si ferma con la scomparsa di Achille, uno dei suoi figli, Monica, è attualmente, oltre che una grande fotografa,  una riconosciuta e stimata designer e creatrice di gioielli.

Monica Castiglioni . New York

Con la sua attività si divide tra Milano e New York, nel suo laboratorio-studio-showroom milanese ci si perde tra i suoi magnifici scatti  fotografici realizzati a New York e i gioielli da lei creati, spesso delle vere e proprie sculture, dei pezzi unici  in bronzo o argento abbinati a volte con perle, ambra o pietre, famosi ed apprezzati in tutto il mondo.

Con estro, fantasia e classe sta attualmente sperimentando la realizzazione di gioielli stampati in 3D.

Monica Castiglioni e la scultura Pistilli

Monica Castiglioni foto: “A glimpse in the puddle”

 

Per saperne di più:

https://monicacastiglioni.com/

https://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Castiglioni

https://it.wikipedia.org/wiki/Giannino_Castiglioni

https://www.youtube.com/watch?v=obKzhxwVZFw

https://www.youtube.com/watch?v=4bR_9R3U8QE

© Le foto sono state reperite in rete e potrebbero essere per la maggior parte copyright della Fondazione Castiglioni e di Monica Castiglioni anche i video sono state reperiti in rete e possono essere soggetti a copyright . Sia le foto che i video sono stati inseriti puramente a scopo esplicativo. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

 

© Giusy Baffi 2019

www.giusybaffi.com

Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Il suo interesse è l’Arte a tutto tondo. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, ha vinto il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013, le sue foto sono state pubblicate su prestigiose riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Le sue foto sono state presentate ad una mostra personale e a diverse mostre fotografiche collettive nazionali, alla mostra itinerante “Come look my town” organizzata dal gruppo Archiminimal  che in 10 mesi ha toccato le più prestigiose piazze italiane, a mostre internazionali ad Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Barcellona, Atene, Vienna, Belgrado, al MIA Photo Fair di Milano 2018 e al  MIA Photo Fair di MIlano 2019.

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