Hyuro, storia di un’arte libera al femminile

Ci sono attuali giovani donne artiste che attraverso la loro arte ed il loro coraggio, si mettono a nudo sui muri del mondo per svegliare le menti assopite di questa società antica. Qualcuno ancora urla allo scandalo. E se fossimo su una time-line facebookiana, sicuramente correrebbero a far bloccare certe immagini poco vestite e poco aggraziate. Parlo delle opere di Hyuro.

Di Cristiana Zamboni

Hyuro FestiWall street artfestival
(Photo credit Marcello-Bocchieri)

Volevo essere la musa di un musicista e la modella di Michelangelo. Volevo essere la bandiera della rivoluzione mondiale.  M. Occhipinti

Giovane street-artist argentina che vive in Spagna. Confermata al successo nella passata edizione del Festiwall di Ragusa. Un‘interessantissima manifestazione artistica che mette in scena l’arte urbana, ponendo l’accento sulla possibilità di poter modernizzare ed abbellire le città metropolitane attraverso murales ad altissimo contenuto socio-culturale e politico di giovani artisti emergenti.

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Pablo Picasso

Contradiction Madrid Spain Hyuro
(Immagine presa dal web)

Nella passata edizione del 2016  l’opera Una donna libera di Hyuro ottiene un’incredibile successo.

Racconta, in un parziale fermo-immagine, la storia di Maria Occhipinti.  Una donna dallo spirito ribelle ed anarchico che decise di battersi per l’uguaglianza dei diritti civili delle donne. Cresciuta  sotto una tradizione  fortemente patriarcale in cui la donna veniva comandata, a turno,  da tutte le figure maschili esistenti nella sua vita. Dal padre al fratello, dal marito al prete e così via.

Maria Occhipinti davanti al Quirinale nel Capodanno del 1980 (Salvatore Lo Leggio) Foto presa dal web

Fu una combattente del diritto di pensiero e di parola femminile.   Hyuro , attraverso la sua espressività artistica, ci racconta una Maria in perenne viaggio sul cavallo della sua ribellione. Fiera ed orgogliosa lascia che la bandiera del suo pensiero sventoli al vento.  Portandosi via con sé le sue idee cercando di diffonderle  il più possibile  così da poter arrivare ovunque ci sia bisogno di un cambiamento nella cultura popolare maschilista del suo tempo.

Hyuro Unknown Argentina (Immagine presa dal web)

Hyuro,  vero nome Tamara Djurovic,  classe 1974. Rappresenta, attraverso la sua arte, dei veri e propri dialoghi. Profondi ed interiori. In cui, l’immaginazione, è usata allo scopo di rendere il suo messaggio immendiato e compreso.

Un’immaginazione semplice. Nessuna figura complessa o artificiosa. Immagini pulite ed essenziali ma cariche di un forte mormorio di sottofondo.  Figure immobili.  In bianco e nero in cui il quasi totale annullamento del colore nella sua arte,  amplifica il messaggio delle immagini. Corpi bloccati ed abbandonati da un’anima scesa per le strade ad interagire con lo spazio e le altre forme di vita.

Hyuro (immagine presa dal web)

Visi contriti ed in perenne attesa. Coperti da lunghi capelli neri,  così pesanti,  che portano la testa a chinarsi. Non in segno di consenso. Ma in bilico tra la sfiancante ricerca d’interazione coi propri simili e la pesantezza dei pensieri generati ma mai espressi.

Figure che,  nonostante siano avvolte dal nulla e dal silenzio,  mormorano con la natura e si adattano a qualsiasi forma di comunicazione pur d’esprimersi.

Come Hayez, utilizza la rappresentazione dei comportamenti umani come simboli per narrare fatti  storici e politici del panorama mondiale.

Hyuro a Valencia, in Spagna (immagine presa dal web)

A me piace stare in mezzo alla gente,ascoltare le opinioni e creare interazioni tra la mia opera e chi la osserva. Hyuro

L‘ essere donna e artista impegnata nel sociale si ritrova in tutte le immagini di Hyuro.   Ama interagire col  pubblico e raccogliere opinioni e sensazioni.  Riporta,  nelle sue opere,  il suo vivere e sentire il mondo che la circonda.   Non ha paura di mettersi a nudo sui muri del mondo così, come Maria Occhipinti, non ebbe paura d’esprimere il suo diritto alla libertà e di mostrarlo alla gente.

Hyuro ricerca,  analizza e rappresenta le contraddizioni umane.   La sua voglia di comunicare vaga, attraverso il segno ed il colore, alla incessate ricerca di un primordiale scontro con la quasi totale mancanza della voglia di ascoltare che ormai dilaga tra i rapporti umani.

Hyuro Immagine presa dal web dal sito Collater.al

Rappresenta un altruismo racchiuso in gabbie che,  ad oggi,  non si sono ancora completamente aperte. Una solidarietà che vive in città scatole dove la solitudine lascia indifferenti e, nonostante la propria strada sia occupata da altri simili, non vi è, nemmeno per sbaglio, il più piccolo contatto. Un’umanità che si nasconde sotto sedie e tavoli.  Che passa il tempo ad attendere.  Incompleti e mai conclusi.

Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. O. Fallaci

Predilige la figura femminile perchè,  essendo lei stessa una donna,  è un’immagine che meglio riesce ad elaborare e utilizzare  per  incarnare  le emozioni e le contraddizioni che vive.

dibujo15 Hyuro (Immagine presa dal web)

Narra, esattamente come in un reportage di guerra, una donna vestita di tutte le contrarietà e le contraddizioni che la società moderna attraversa.

Disegna una donna che non si adatta ma è disponibile a spogliarsi  delle sue impalcature mentali  pur di trovare un contatto che generi un  modo perspicace e penetrante d’interagire fra umano ed umano e fra umano e natura.   Una donna rinchiusa, ancora oggi, in gabbie che non le permettono d’esprimersi completamente.   Un gentil sesso che vive una condizione imposta identificandola in un  piccolo tassello sociale erroneamente accreditato come libero e paritario.

Hyuro Dibujo No 41 Valencia 2013

Vestite come un uomo ma senza volto e senza testa.

Racconta di una società altamente individuale e solitaria che viaggia nella propria strettoia a senso unico.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima. Henri Bergson

Le opere di Hyuro, silenziose e penetranti, ti lasciano in balia dei dubbi che , inevitabilmente, mettono a soqquadro le convinzioni sociali ereditate col dna.

Opera di Hyuro (Immagine web)

Così come le intense parole scritte da Maria Occhipinti nella sua poesia raccolta in Anni di incessante logorio. Come le parole sapientemente usate da Oriana Fallaci per cercare di spiegare il futuro del mondo e soprattutto del peso ambiguo ed immobile della figure femminile. E così via con le innumerevoli coraggiose figure femminile che, anche attraverso il silenzio inetto da scandali, a testa china lavorando e studiando, hanno cercato a loro modo, di cambiare il corso della storia.

Mi domandavo chi avesse inventato queste tradizioni e perché la donna fosse considerata un essere da sottomettere e dominare. M. Occhipinti

Figure urlarti, senza mai essere davvero ascoltate. Donne capaci di imprire amore ed insegnare il rispetto. Donne sole, usate, comprate, lacerate anche solo sotto il nome del dovere tratto da religioni o tradizioni.

L’amo con passione la vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta d’un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso. O. Fallaci

L’arte di Hyuro, coinvolge e contiene l’ennesima flebile speranza di un mondo in cui essere donna non è appartenere o meno ad una quota rosa, ma è avere il rispetto e la libertà di vivere ognuna, per propria scelta, la sua storia in totale libertà.

 



Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae Cristiana scrive nella sezione ARTE 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Antonella Puccini ha detto:

    Articolo interessante, appassionante. Le penultime righe con citazione di Oriana Fallaci, poi……bello. Complimenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: