Ho fatto un viaggio – Les Salins du Midi

Ho fatto un viaggio in Camargue, un paesaggio surreale, a contatto con la natura.

di Alessandra Bettoni

Ho fatto un viaggio. Non ho preso un aereo, non ho portato nemmeno il passaporto, non sono arrivata lì a piedi. Ma sì, ho fatto un viaggio come non mi accadeva da qualche anno a questa parte.

VW Westfalia del 1979

Viaggiare con un van Westfalia del ‘79 ha il sapore dell’avventura. È quasi impossibile fissare un itinerario preciso, si parte con un’idea di massima, possibilmente con una meta da raggiungere, il punto più lontano dal quale poi fare ritorno, e si calcolano le distanze lungo il percorso, in ore di viaggio e mai in chilometri.

 

Questa volta la metà è la Camargue. È il sud della Francia, “le Midi”, che offre l’opportunità di immergersi nella natura, spingendosi in una terra ricca di paludi formate sul Delta del Rodano e oasi naturali protette all’interno del Parc Naturel Régional de Camargue.

“Rotolando verso sud” come dicevano i Negrita, si attraversano sterminati prati dove è impossibile perdersi visto che c’è una sola strada, quella strada che percorsa fino in fondo porta al mare. Considerata un’isola accessibile solo attraverso un ponte o via mare, la Camargue è una riserva naturale che si estende su 850 chilometri quadrati ed è l’ultimo tratto di terra che il Grande Fiume, il Rodano, attraversa prima di affacciarsi sul mare.

Si guida proprio fino alla fine della strada per arrivare a una lunga spiaggia dove sostano i camperisti. Il nostro percorso continua invece fino a Saintes Maries de la Mer. L’arrivo in città nel tardo pomeriggio è stato proprio come lo ricordavo.

La luce, calda e avvolgente, il vento amabile figlio del più impetuoso Mistral, la chiarezza delle casette imbiancate a calce, il silenzio della città ancora assopita nella “siesta” pomeridiana. È una terra di confine e molto più di altri luoghi lascia assaporare l’incrocio di più culture e genti.

I voyageurs tziganes che fino a pochi anni fa abitavano nelle carovane con cui si spostavano tra i mercati di Provenza e Spagna mediterranea si mischiano ai francesi meridionali con i quali convivono. E poi la Spagna, la cui vicinanza geografica è palpabile in ogni dove, tanto che a tratti si ha l’impressione di essersi lasciati la Francia alle spalle e di aver varcato il confine dei Pirenei.

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala”. Giovanni 19,25

La leggenda racconta che Maria di Clèofa e Maria Maddalena sarebbero arrivate in questi luoghi assieme alla serva Sara la Nera, portando il Cristianesimo in Europa. Le statue delle tre Marie a cui la città è intitolata sono conservate nella chiesa fortezza della città, ma è Sara, la Madonna Nera, che viene celebrata a maggio dai pellegrini gitani che da tutto il mondo si radunano qui per una festa, portando in giro la statua e danzando e ballando per le strade.

Un po’ più a nord della città gitana, oltre le bocche del Rodano, emerge dagli acquitrini della regione paludosa la città di Aigues-Mortes. Anche in una giornata infame, con un cielo plumbeo carico di nuvole e qualche scroscio estivo, il borgo circondato dalle alte mura in pietra che rievocano l’epoca dei Templari e delle Crociate riesce a svelare il suo tremendo fascino.

 Dall’alto delle mura, percorribili a piedi partendo dalla torre principale di Costanza si può godere dell’affaccio sulle distese paludose circostanti con un primo scorcio sulla salina più grande del mediterraneo che riunisce le compagnie di produzione del sale della regione sotto il nome di Salins du Midi. Forse vi sarà capitato di acquistare il sale da tavola, quello con la balena, ebbene il sale La Baleine viene prodotto proprio in questa regione, in questa salina che è una delle più antiche.

Le saline, quel luogo dove il mare è rosa. Sono uno spettacolo per gli occhi e per l’anima. Immense distese di acqua salata che per un particolare effetto di una micro-alga assumono questo colore rosa, molto intenso che contrasta con il bianco dei cumuli di sale sulle rive.

E’ davvero un paesaggio surreale. Ho fatto un viaggio, solo per questo. E per un soffio di Mistral. – AB

 


Note biografiche dell’autrice

Alessandra nasce nel 1966 e si sente ancora  in quella fase della vita in cui non vuole cedere alla civetteria di omettere questo dato dalla sua biografia. Vive a Milano, la città che l’ha adottata e nella quale si sente a proprio agio. Di mestiere insegna: tiene corsi privati di lingua inglese, ma fino a qualche anno fa si occupava di marketing e vendite per le aziende e viaggiava spesso per lavoro, anche all’estero. La sua vita l’ha sempre portata a contatto con le persone, ciò nonostante si ritiene abbastanza “orso” per apprezzare una serata a casa da sola, ma non abbastanza per apprezzare un pasto al ristorante consumato senza compagnia. Apprezza qualsiasi forma di espressione artistica. Ama in particolare l’architettura e la fotografia. Fotografa da pochi anni, il digitale è l’unico universo che conosce. E’ co-fondatrice di ArteVitae Blog, ne cura l’editing, la promozione e a volte scrive.


Immagini e video inclusi in questo articolo sono di Alessandra Bettoni©. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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