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Giò Ponti. Amare l’architettura in mostra al MAXXI.

Al MAXXI di Roma, museo nazionale delle arti del XXI secolo, è visitabile fino al 13 aprile una retrospettiva dedicata a Giò Ponti, uno dei più grandi architetti e designer italiani del ‘900.

Di Luigi Coluccia

 

Il titolo della mostra “Giò Ponti. Amare l’architettura” è un chiaro riferimento al famoso libro scritto proprio dall’architetto, in cui negli anni ’50 scrisse:

Amate l’architettura, la antica, la moderna. Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso e solenne ha creato – ha inventato – con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita.

Venerdì prossimo, il 14 di febbraio, Francesca Molteni, in conversazione con Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura, e Salvatore Licitra, curatore della mostra Gio Ponti. Amare l’architettura presenta il lavoro di ricerca dietro Amare Gio Ponti.  – Si legge nel sito del MAXXI, che così continua – Un incontro per raccontare il film Amare Gio Ponti (in programmazione presso la Videogallery fino al 16 febbraio) e per riflettere, ripercorrendo il lavoro di ricerca portato avanti durante la realizzazione del film, sulla figura di Ponti come uomo e architetto, aspirante pittore, promotore ante litteram dell’italian design che, in più di cinquant’anni di attività, ha sperimentato tutto – arti, mestieri, oggetti, architetture e materiali – con energia instancabile, dal piccolo al grande, dalla progettazione di una maniglia all’ideazione di un piano urbanistico.

Il documentario Amare Gio Ponti, è stato realizzato grazie ad un’attenta ricerca che si è avvalsa di materiali storici, fonti iconografiche degli Archivi Ponti e delle Teche Rai, con un’intervista a Gio Ponti nel suo studio di via Dezza, le architetture e gli arredi progettati ad hoc, da Villa Planchart al Palazzo Montecatini, fino al grattacielo Pirelli.

Si tratta inoltre del primo documentario sul grande maestro che raccoglie le testimonianze degli eredi – i figli Lisa, Letizia e Giulio, e i nipoti Salvatore Licitra e Paolo Rosselli – e le interviste ai protagonisti di oggi: Vittorio Gregotti, Fulvio Irace, Enzo Mari, Giovanna e Maria Grazia Mazzocchi, Sandro Mendini, Nanda Vigo, Bob Wilson. Con un’intervista esclusiva all’editore Benedikt Taschen, grande amante e collezionista di Ponti.

Lo spazio espositivo visitabile, è organizzato in otto sezioni, ognuna dedicata ad un concetto chiave del pensiero dell’Architetto. L’allestimento è molto scenografico, quasi a riprendere proprio quell’idea dello spazio tanto cara a Ponti, colorata, fluida, dinamica.

Foto di Ettore Ferrari . Ansa

Vi potrete trovare architetture in cui il protagonista assoluto è il design, dall’edificio agli arredi interni, dagli impianti ai mobili. Il grattacielo Pirelli di Milano, la Scuola di matematica de la Sapienza a Roma per arrivare alla Concattedrale di Taranto. I grandi magazzini De Bijenkoef di Eindhoven, il Denver Art Museum e l’Iistituto di cultura italiano a Stoccolma. Senza scordare i tanti oggetti di design da lui concepiti: poltrone, sedie maniglie, ed anche sanitari.

In esposizione anche decine di plastici e modelli originali, disegni, riviste, progetti di vario tipo e grandi classici del design oltre ad una serie di fotografie di autori moderni di sue realizzazioni.

“Era ora che una grande istituzione nazionale rendesse il dovuto omaggio a questa figura gigantesca della storia culturale, architettonica e artistica del nostro paese –  ha spiegato la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri – il Maxxi è il museo nazionale d’arte e di architettura e quindi questo è il luogo giusto dove doverosamente celebriamo la versatilità, l’estro e l’innovazione di questo grande architetto”

Gio Ponti ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di transatlantici.  Oltre all’appuntamento del 14 febbraio, che con tutta evidenza rappresenta un bellissimo ed interessantissimo momento d’incontro con l’opera del maestro, vi segnalo quindi questa bellissima ed imperdibile retrospettiva.


 

Note biografiche sull’Autore

Gigi Coluccia

Gigi, salentino di nascita e romano d’adozione, intraprende il percorso di laurea in Economia Bancaria e successivamente abbraccia la carriera militare. Alterna la passione per l’economia e la letteratura, ereditata dal nonno, a quella per la fotografia che coltiva da tempo, applicandosi in diversi generi fotografici, prima di approdare alla fotografia di architettura e minimalismo urbano in cui trova espressione la sua vena creativa. Dotato di personalità votata alla concretezza e con uno spiccato orientamento alla cultura del fare, Gigi intuisce le potenzialità aggreganti della fotografia unite alla possibilità di condivisione offerte dal Social e fonda il Gruppo ArchiMinimal Photography attraverso il quale riesce a catalizzare l’attenzione di tanti utenti italiani e stranieri attorno ad progetto di più ampio respiro che aggrega una nutrita comunità attiva di foto-amatori. Impegnato nella promozione e nella divulgazione della cultura fotografica, crea il magazine ArteVitae, progetto editoriale derivato dal successo della community social, per il quale scrive monografie ed approfondimenti sugli autori fotografici e cura la rubrica Digressioni sulla Fotografia, ricercando nel panorama fotografico contemporaneo, personaggi e spunti di interesse di cui parlare.


 

[Ndr] Tutte le foto e i video presenti in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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