Francis Scott Fitzgerald, l’eroe romantico e dannato dell’età del Jazz

Francis Scott Fitzgerald, l’eroe romantico e dannato dell’età del Jazz. Quella di oggi è una puntata speciale che ci porta nella grande letteratura ed è dedicata  a uno degli autori più amati  di sempre: Francis Scott Fitzgerald che, in occasione dell’anniversario della nascita (24 settembre del 1896), avrò il piacere e l’onore di ricordare in un incontro alla libreria Il tempo ritrovato di via Garibaldi 17 a Milano, venerdì 20 settembre alle ore 19.

di Gabriella Maldini

Appuntamento Venerdì 20 Settembre, alle ore 19.00 presso la libreria Il tempo ritrovato di via Garibaldi 17 a Milano. In questa occasione  Gabriella Maldini ripercorrerà la vita e l’opera di Fitzgerald, mettendone in risalto il profondissimo legame e sottolineando come entrambi siano la prima e più affascinante incarnazione del sogno americano.

Tempo Ritrovato Libri – Via Garibaldi 17 Milano

Fitzgerald nasce nel 1896 a St. Paul, una piccola città del Minnesota. E’ la grande provincia americana, quella rurale, la più profonda. Ma da quel piccolo paese partirà giovanissimo per le prestigiose università della East Coast dove, in una manciata di anni frenetici, tormentati e favolosi a un tempo, a 24 anni diventerà lo scrittore più pagato d’America.

Fitzgerald e la moglie Zelda

Carey Mulligan nel film Il Grande Gatsby, di Baz Luhrman, 2013.

Una parabola fulminante che lo consacrerà per sempre tra i grandi della letteratura e insieme lo brucerà senza scampo a soli 34 anni. La sua vita e la sua opera sono un unico corpus, anzi, un unico corpo. Percorse dalla stessa indomabile ansia di vivere e dalla stessa coscienza dell’ineluttabilità del fallimento. Una vita e un’opera incarnazione di bellezza sfolgorante, abbacinante, come le sue indimenticabili figure femminili, ‘snelle bambole smaltate, fasciate in un tessuto d’oro’.

Una giovinezza audace e fiduciosa in se stessa, e nei propri sogni. Il sogno d’amore e di felicità che fu di Gatsby e di Fitzgerald insieme, perfette parallele incarnazioni del sogno più grande, il sogno per eccellenza, quello americano.

Prima edizione del Grande Gatsby, 1925

Una vita e un’opera, quelle di Fitzgerald, segnate dal desiderio e dalla fascinazione per la ricchezza; e allo stesso tempo testimonianza lucidissima della crudeltà e del cinismo dei ricchi. Un mondo al quale, Fitzgerald, proprio in virtù del suo ruolo di scrittore, appartenne sempre con riserva, restando costantemente dentro e fuori, sempre lacerato tra lo splendore sfrenato degli anni ruggenti e l’ombra dolorosa di una storia sentimentale allucinante (quella più che mai romanzesca con la giovanissima e bellissima moglie Zelda) e della propria sempre più solitaria e incompresa fatica letteraria.

Fitzgerald è il ragazzo di vent’anni che con i suoi racconti e romanzi fu la voce di un’intera generazione, quella romantica e dannata dell’età del jazz che, in un pazzesco decennio, dal 1919 al 1929, passò dai fasti euforici e scintillanti del Grande Gatsby al baratro della Grande depressione. Quel baratro che inghiottì anche lui, lo scrittore più pagato d’America, che a trent’un’anni nessuno voleva più ed era già considerato fallito.

 Eppure sarà proprio in questi anni che scriverà il suo secondo e vero capolavoro (dopo quel Grande Gatsby così favolosamente sintonizzato con l’attimo vincente, ma fuggente, di un paese e di un popolo giovane e spensierato): Tenera è la notte. Il suo romanzo più maturo, a cui dedicò nove anni di scrupoloso labor limae e che quando uscì, nel 1934, fu un colossale fiasco. Ora che Fitzgerald aveva smesso di cantare l’audacia e la spregiudicatezza della giovinezza per mostrare il suo livido crollo, non piaceva più. Le sue storie diventarono all’improvviso sgradevoli  da ascoltare, il suo divenne uno specchio troppo inquietante in cui guardarsi. E l’America tutta lo abbandonò.

Persino Hollywood, dove tentò di guadagnarsi da vivere come sceneggiatore, gli riservò ingenerose umiliazioni. Ma forse, anche per questo fu un vero scrittore, perché lo fu fino in fondo. Fino a una morte in solitudine e miseria, a 44 anni, quando (era il 1940) il suo ultimo rendiconto editoriale riportava: 40 copie vendute, comprese 7 copie del Grande Gatsby e 9 di Tenera è la notte, per un totale in diritti d’autore di 13 dollari e 13 centesimi.

 


Note biografiche sull’autrice

Nata  a Forlì nel 1970, dopo il diploma al liceo Classico si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha svolto un Master in Comunicazione a Roma e Milano, poi un corso di Racconto e Romanzo e uno di sceneggiatura cinematografica alla Scuola Holden di Torino. E’ docente di cinema e letteratura e ha diverse collaborazioni in atto, fra cui quella con Università Aperta di Imola, la libreria Mondadori di Forlì e le scuole medie, per le quali sta portando avanti un progetto didattico che coinvolge i ragazzi delle classi terze in una ‘lezione cinematografica’ su rapporto umano e formativo che unisce allievo e insegnante. Nell’aprile dello scorso anno è uscito il suo primo libro, edito da CartaCanta, dal titolo ‘I narratori della modernità’, un saggio di letteratura francese dedicato a Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant come quei grandi padri della letteratura che per primi hanno raccontato la nascita del mondo moderno.

Per ArteVitae  scrive nella sezione Cinema e TV.

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