Fotografia e Storie di circoli – Circolo Fotografico Milanese

Con il meritato lustro del seguente esordio su queste pagine, Artevitae inaugura una rubrica che si intitola “Storie di Circoli”, uno spazio dedicato alla fotografia amatoriale che si misura nelle realtà dei circoli fotografici nazionali, solitamente riuniti nell’associazione FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche .

di Rita Managanello

Racconteremo la storia dei circoli fotografici e le loro attività per dare ai lettori di Artevitae interessati alla fotografia, un servizio in fatto di informazione sull’esistenza di queste realtà, come sono nate e come operano. Giusto un cenno per meglio orientarsi nel magico mondo della fotografia, quando si sente la necessità di trovare un riferimento culturale appropriato, nella pratica amatoriale.


Circolo Fotografico Milanese

Circolo Fotografico Milanese

Parliamo del Circolo Fotografico Milanese nello spazio concesso da Artevitae, per quanto generoso mezzo di comunicazione al servizio delle arti visive, cercando di delinearne l’immagine e i contenuti, senza peccare di approssimazione.

Il CFM, Benemerito della Fotografia Italiana – BFI ed Encomiabile della Fotografia Italiana – EFI, non è solo un circolo fotografico ma un continente in continua espansione, con una lunga e ricca storia sviluppatasi a partire dal 1930 in ambito nazionale.

Una realtà al servizio della fotografia, che ha visto sfilare alcuni fra più bei nomi, a partire dai fondatori: Giò Ponti, Dino Villani, Albe Steiner, Luigi Veronesi, Giuseppe Pagano, Bruno Stefani, Emilio Sommariva.

Motivazione primaria del Milanese fu il rinnovamento della cultura fotografica, attraverso una ricerca formale raffinata, uno specifico fotografico tendente a valorizzare ciò che va oltre il soffermarsi sulla composizione e la gamma tonale.

CFM – Il Bollettino – 1931

Al termine della pausa forzata imposta dalla seconda guerra mondiale, il CFM riparte speditamente introducendo nuovi autori, anzi, Maestri, come Pietro Donzelli, Gualtiero Castagnola, Mario De Biasi, a fianco di personalità già affermate negli Anni Trenta come Giuseppe Cavalli o Federico Vender. Ma il fermento continua e nuove generazioni di autori si affacciano alla ribalta dell’instancabile circolo: Davide Clari, Pepi Merisio, Toni Nicolini, Carla Cerati, Enrico Cattaneo.

In un ambiente fotografico rarefatto come questo non poteva mancare l’eminente Gianni Berengo Gardin, il quale successivamente se ne distaccò per fondare un altro circolo.

Serate al CFM – In sala di Gianni Berengo Gardin, Cesare Colombo ed Ernesto Fantozzi

Gli anni Sessanta del Milanese hanno visto l’esordio del mitico Gruppo 66, capitanato da Ernesto Fantozzi, signore del realismo fotografico, come testimoniano le innumerevole sue immagini di una limpidezza documentaria che non ammette cedimenti alla tentazione artistica, a quell’estetica artificiosa che, di tempo in tempo, si affaccia compulsivamente a momenti alterni, nello scenario della fotografia nostrana.

Al Gruppo 66 aderirono altri valenti fotografi: Enrico Cattaneo, Gualtiero Castagnola, Carlo Cosulich, Mario Finocchiaro e in seguito: Valentino Bassanini, Giovanni Rosa, Giuseppe Serravezza, per citarne alcuni.

Ma a Ernesto Fantozzi e un altro personaggio di spicco, Emilio Secondi, dedicheremo un articolo a parte in un prossimo numero di Artevitae, sempre che la storia del CFM vi appassioni.

Per corredare queste note introduttive che non bastano a definire il profilo di questa istituzione, è utile conoscere il manifesto del Circolo Fotografico Milanese, che meglio esprime lo spirito di questa prestigiosa realtà cittadina.

MANIFESTO DEL CIRCOLO FOTOGRAFICO MILANESE

Il Circolo Fotografico Milanese (CFM) è nato nel 1930, e nel 1948 è stato tra i Circoli fondatori della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

Uno dei meriti riconosciuti al CFM è quello di aver avuto numerosi Soci che, nel tempo e con differenti tendenze espressive, sono entrati nella Storia della fotografia italiana. ”Ma il merito maggiore del Circolo Fotografico Milanese – scrive Giuseppe Turroni nel suo volume ‘Nuova Fotografia Italiana’ (1959, ed. Schwarz) – è stato di far partire, e proprio negli anni ’50 e proprio da Milano, la lezione realistica, la sola àncora di salvezza dal dilagante conformismo dell’epoca”.

Noi, Circolo Fotografico Milanese, crediamo ancora nel valore positivo della ‘lezione realistica’, senza però configurarla come una preconcetta opposizione ai possibili ‘conformismi’ di oggi.

Consideriamo comunque con attenzione la nascita di nuovi linguaggi che – a vario titolo – utilizzano la fotografia, ma desideriamo soprattutto ‘difendere’ il linguaggio fotografia indagandone specificità, valenza storica, possibilità e limiti, convinti che solamente lungo questo percorso si possa evidenziare e tramandare la sua insostituibile importanza.

Ci piacerebbe, in definitiva, che le persone, osservando le fotografie da noi realizzate, continuassero a ‘vedere’ come si presentava in quel momento una piccolissima parte di mondo, e a capire quanto noi – partendo da quella rappresentazione – desideriamo suggerire in un ampio, ma logico, ventaglio di idee.

Naturalmente il Milanese è attivo tutt’oggi con una serie di attività e proposte culturali, sempre negli ambiti di sua pertinenza, sapendo tener testa al cambiamento in atto in una società impegnata a evolversi, interpretandone gli umori, le tendenze, le mode, le manie e i sentimenti; nulla sfugge all’occhio allenato dei suoi membri, da quelli storici agli odierni aderenti, alla ricerca non certo di una rendita di posizione, data dall’appartenenza ad una realtà di così interessante profilo, ma disposti a imparare e spendersi al fine di perpetuare la tradizione della buona cultura fotografica. Tra le iniziative di rilievo vogliamo anche ricordare la mostra monografica dedicata a Sergio Magni, “Il Fotografo che Insegna”, presso la Fabbrica del Vapore a Milano, nel 2016. Sergio Magni fu presidente del Milanese e, negli anni ’70, abbandonò la pratica della fotografia per dedicarsi all’insegnamento del linguaggio fotografico in tutta Italia.

Sergio Magni – Saluto del Presidente alla scadenza del suo mandato

“Il CFM non deve essere ricordato solo da vecchi fotografi, da critici o storici; vogliamo venga anche maggiormente conosciuto e apprezzato per l’attività che svolge oggi. In primis per la nostra Rivista, poi per fotografie e portfolio, poi per le serate culturali, poi per i nostri Corsi. ” – Sergio Magni

Ai nostri giorni Presidente del CFM è LuciaLaura Esposto, lunga esperienza nella fotografia, che così si definisce:

“La fotografia fa parte della mia vita da quando, ragazzina, vidi una mostra di Gianni Berengo Gardin e pensai che doveva essere bellissimo riuscire a comunicare attraverso le immagini. Da allora è passato molto tempo, e il mio rapporto con la fotografia ha subìto interruzioni più o meno brevi nel corso degli anni, ma l’amore per questa forma espressiva non mi ha mai abbandonata. Certo, non avrei mai immaginato di diventare presidente del Circolo Fotografico Milanese, un’Associazione fondata quasi 90 fa, e nella quale sono passati nomi entrati a far parte della storia della fotografia italiana. 

Ricopro questa carica da circa un anno: è un’esperienza senz’altro entusiasmante, ma anche piuttosto impegnativa che richiede tempo e dedizione. Il mio lavoro – come quello di tutti i componenti del Consiglio Direttivo – è di volontariato, ma ci mettiamo tanta passione.

Berengo diventa socio onorario del CFM – foto A. Dubini

Continuiamo a divulgare la cultura fotografica in un periodo in cui l’invasione degli smartphone, e delle fotocamere digitali, ha convinto molte persone che basta uno strumento in grado di produrre un’immagine per diventare, in poco tempo, dei bravi fotografi. Ecco, noi vogliamo far sì che i nostri soci riconoscano la differenza tra un “clic” e uno scatto che comunichi qualcosa.” 


Circolo Fotografico Milanese

Vita dei Circoli – Momenti al Circolo Fotografico Milanese

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