Fan Ho, Urban Street Photography di classe

Soprannominato il “Cartier-Bresson dell’Est” e riconosciuto come uno dei fotografi più influenti in Asia e nel mondo, il fotografo e regista Fan Ho trasferitosi a Hong Kong da adolescente è diventato famoso negli anni ’50 e ’60 per la sua Urban Street Photography, una serie di fotografie in bianco e nero che catturano scene urbane tratte dalla vita quotidiana di persone comuni.

Dubbed the “Cartier-Bresson of the East” and lauded as one of Asia’s most influential photographers, Shanghai-born photographer and filmmaker Fan Ho moved to Hong Kong as a teenager and rose to fame during the 1950s and 60s for capturing street scenes and everyday people in tender, moving black-and-white prints.

Fan Ho with his Rolleiflex

Fotografie d’Oriente – Photographs from the East

Le fotografie di Fan Ho raccontano una Hong Kong insolita che consideriamo lontana dallo stereotipo della città affollata in cui le strade brulicano di persone. Hong Kong è la città asiatica che ha “adottato” il fotografo cinese, la città in cui si trasferì giovanissimo insieme alla famiglia originaria di Shanghai. Hong Kong diventa così il set fotografico prediletto nonchè l’unico nel quale Fan Ho esprime la propria poetica fotografica. Infatti, la sua abilità è stata quella di riuscire ad immortalare le strade di Hong Kong quasi vuote o con pochissime persone, in un periodo storico, gli anni 50′ e 60′,  in cui la città attraversava una fase di forte sviluppo e moltissime erano le persone che la abitavano. La sua carriera fotografica ebbe inizio nel lontano 1950 quando il giovane adolescente fotografo, armato con il suo doppio obiettivo Rolleiflex rimase totalmente affascinato da questa città dalle abitazioni contigue e dai molti vicoli bui. La sua opera fotografica ci ha lasciato una meravigliosa testimonianza di quella Hong Kong che ora non c’è più, oggi sovrastata da futuristici grattacieli slanciati verso la modernità.  Durante la sua lunga carriera Fan Ho è stato anche regista, talvolta attore  e ha insegnato fotografia e cinematografia in molte università in tutto il mondo. Muore nel 2016 a San Jose in California dove si era trasferito nel 1996 per ricongiungersi alla famiglia e dopo essersi ritirato dal cinema.

Fan Ho’s photographs tell of an unusual Hong Kong that we can consider far from the stereotype of the crowded city where the streets are teeming with people. Hong Kong is the Asian city that “adopted” the Chinese photographer, the city he moved to with his family from Shanghai when he was very young . Hong Kong thus becomes the favorite photographic set as well as the only one in which Fan Ho expresses his photographic creativity. In fact, his ability was to be able to capture the streets of Hong Kong almost empty or with very few people, in a historical period, the 50 ‘and 60’, in which the city was going through a phase of strong development and many were the people who lived there. His photographic career began in 1950 when the young teenage photographer, armed with his double Rolleiflex lens, was totally fascinated by this city with its adjoining houses and many dark alleys. His photographic work has left us a wonderful testimony of that Hong Kong that now no longer exists, today dominated by futuristic skyscrapers soaring towards modernity. During his long career Fan Ho was also a director, sometimes an actor and taught photography and cinematography at many universities around the world. He died in 2016 in San Jose, California where he moved in 1996 to join his family and after retiring from the cinema.

La filosofia del momento decisivo –  The decisive moment

Soprannominato il “Cartier-Bresson dell’Est”, Fan Ho ha perseguito la filosofia del momento decisivo, il momento perfetto che descrive così:

“Prima devi trovare la location ideale. Poi devi essere paziente ed attendere il soggetto giusto capace di suscitare il tuo interesse, anche semplicemente un gatto per esempio. Devi essere capace di cogliere l’attimo in cui lo spirito, l’essenza e l’anima del soggetto si rivelano […] Se quell’attimo non arriva, devi aspettare la sensazione giusta. È un lavoro creativo, perché quella sensazione la devi avere dentro”.

Nicknamed the “Cartier-Bresson of the East”, Fan Ho waited patiently for “the decisive moment”, that perfect moment which he described as follows:

“First you have to find the ideal location. Then you have to be patient and wait for the right subject capable of arousing your interest, even simply a cat for example. You must be able to grasp the moment in which the subject’s spirit, essence and soul are revealed […] If that moment does not arrive, you have to wait for the right sensation. It’s a creative job, because you have to have that feeling inside ”.

Il momento decisivo si concretizza quando tutto è perfettamente allineato: il soggetto è incorniciato da uno sfondo che evidenzia motivi geometrici e texture, le ombre sono una costante, la combinazione di fumo e luce crea particolari atmosfere urbane, il bianco e nero le rende a tratti surreali e semi astratte. Fan Ho è un fotografo di grande ispirazione soprattutto per la Urban Street Photography. Le sue foto in bianco e nero ci conquistano per la loro linearità, eleganza e precisione.

The decisive moment happens when everything is perfectly aligned: the subject is framed by a background that highlights geometric patterns and textures, the shadows have a key role, the combination of smoke and light creates particular urban atmospheres, simplifying the world in the black and white can make the scene at times surreal and semi abstract. Fan Ho is a photographer of great inspiration especially for Urban Street Photography. His black and white photos catch the observer’s eye especially for their linearity, elegance and precision.

“Mi piaceva concentrare e semplificare il mondo in bianco e nero, era più simile alla mia natura. Potevo esprimere meglio e più liberamente le mie emozioni, potevo tenerle sotto controllo, ed i risultati erano surreali e semi astratti. Mi piaceva quella distanza, non troppo vicino, non troppo lontano […]”

“I liked to concentrate and simplify the world in black and white, it was more like my nature. I could express my emotions better and more freely, I could keep them under control, and the results were surreal and semi abstract. I liked that distance, not too close, not too far […] “

La Fotografia più famosa, Approaching Shadow (1954) – The most famous photograph, Approaching Shadow (1954)

Battuta all’asta nel 2015 e venduta per circa 48.000 dollari, Approaching Shadow è la fotografia più famosa di Fan Ho. La foto è stata realizzata nel 1954, ed è stata “messa in scena” dal fotografo (diventato anche regista nella seconda parte della sua carriera!) che ha evidenziato l’ombra triangolare in fase di post-produzione in camera oscura. Infatti la donna appoggiata alla parete è sua cugina e l’ombra triangolare sul lato destro è stata aggiunta in camera oscura nel processo di stampa. Un’immagine creata ad hoc per rappresentare il concetto della giovinezza che poi sarebbe svanita. Ciò non toglie nulla al risultato finale che semmai evidenzia la forza dell’idea compositiva, basata su tre linee essenziali: la linea orizzontale del terreno che dona stabilità alla composizione, la linea verticale del muro che sorregge la figura femminile e la linea diagonale creata dall’ombra che guida l’occhio dell’osservatore sulla ragazza.

In una intervista al South China Morning Post, noto giornale di Hong Kong pubblicato in lingua inglese, l’autore spiegava così la sua idea:

Auctioned in 2015 and sold for around $ 48,000, Approaching Shadow is Fan Ho’s most famous photograph. The photo was taken in 1954, and was “staged” by the photographer (who also became a filmmaker in the second part of his career!) who highlighted the triangular shadow during the printing process in the darkroom. In fact, the woman leaning against the wall is his cousin and the triangular shadow on the right side was added in the darkroom. An image created to represent the concept of youth that would then vanish. This does not detract from the final result which, if anything, highlights the strength of Fan Ho’s creativity and compositional idea, based on three essential lines: the horizontal line of the ground that gives stability to the composition, the vertical line of the wall that supports the female figure and the diagonal line created by the shadow that leads the observer’s eye to the girl. In an interview with the South China Morning Post, a well-known Hong Kong newspaper published in English, the author explained his idea as follows:

“I saw a white wall near Causeway Bay. I asked my cousin to stand there, and she acted as the girl facing the approaching shadow. I made the composition first, and then I finished it by bringing in the triangular dark shadow in the darkroom. There was no shadow on the wall, actually. It means her youth will fade away, and that everyone has the same destiny. It’s a little tragic.”

 

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Fonti: Fine Art Caffè

 

Photographs are owned by Fan Ho
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