Estate

C’è una canzone italiana famosa in tutto il mondo che non è Nel blu dipinto di blu e neanche ’O sole mio. Estate è un brano musicale del1960 cantato da Bruno Martino. Non si tratta certo di una canzone popolare, bensì dell’unica canzone italiana ad essere considerata uno standard jazz internazionale, interpretata da tanti artisti di fama mondiale.

di Luca Tizzi

Nel 1960 Bruno Martino compose la musica di “Odio L’estate” su un testo di Bruno Brighetti. Il grande Lelio Luttazzi ne fece subito una parodia in TV trasformandola in “Odio le statue”, così il titolo della canzone fu trasformato in “Estate”. E’ così che la conosciamo ed è una delle più belle canzoni mai scritte, interpretata in tanti stili e modi diversi da tantissimi grandi cantanti e musicisti.

Il testo racconta di un amore perduto, un amore che scaldava il cuore ed ha lasciato solo il caldo bruciare del sole; si anela ad un inverno che con un manto di neve coprirà i ricordi e aiuterà a sopportare il dolore.

Estate

Estate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare

Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà

Estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

Odio l’estate
Odio l’estate

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà

Estate

 

 

“Estate” non è una canzone popolare, la solita canone da piazza. E’ un brano “confidenziale”, dalle sofisticate atmosfere jazz. Infatti non tutti sanno che è l’unica canzone italiana ad essere considerata a livello internazionale uno standard jazz, insomma un classico della musica jazz internazionale.

Il genere musicale della canzone è il “Bossa Nova”, questo genere nasce alla fine degli anni ’50 in Brasile ed è una interpretazione minimalista del “Samba”, una fusione tra la musica popolare brasiliana e il jazz.

 

Gli inventori di questo genere musicale sono stati Joao Gilberto, Antonio Carlos Jobim e il poeta Vinicio De Moraes. Una delle più belle interpretazioni del brano fu fatta proprio da Joao Gilberto ma moltissimi altri hanno cantato questo brano.

Roberta Gambarini, cantante torinese trasferitasi in America per incompatibilità musicale con il nostro paese, la interpreta magistralmente assieme a Enrico Rava al Jazz Baltica di Riga nel 2004.

Grandi musicisti e interpreti hanno sfidato questo brano: Mina e Ornella Vanoni, Orietta Berti e Giusy Ferreri ne fanno una versione secondo me molto discutibile mentre, ma è risaputo che io di musica capisco poco, mi piace molto l’interpretazione e l’arrangiamento di Irene Grandi e di Sergio Cammariere.

E poi ci sono i jazzisti che la interpretano ognuno secondo il suo stile  Till Bronner e Toots Thielemans e soprattutto il compianto Michell Petrucciani.

Io non amo molto l’estate, le spiagge che a me piacciono deserte si riempiono di fauna colorata e sgradevole, il caldo ti fa sudare, i vestiti si appiccicano addosso e anche passeggiare per una qualsiasi città diventa quasi fastidioso.

Dell’estate apprezzo i centimetri in più di pelle scoperta delle ragazze e la tromba di Chet Baker.

 

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