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Elisa Tomaselli, la fotografa dell’anima.

Elisa Tomaselli è una giovane e talentuosa fotografa che negli ultimi anni ha saputo imporsi in un mondo molto affollato, quello della fotografia, grazie alla sua straordinaria sensibilità artistica e capacità espressiva.

Di Luigi Coluccia

Avrei voluto scrivere di Elisa, della sua fotografia, già diversi mesi fa. Non ho fatto in tempo a farlo. Questo oggi è per me un grande rammarico. Quasi un vuoto. L’ho più volte contattata per realizzare con lei un’intervista che ci catapultasse nel suo incredibile mondo, fatto di visioni fuori dal comune, sussurrate da una voce fuori dal coro.

L’ho sempre trovata in periodi intensi della sua vita, impegnata nella promozione dei suoi meravigliosi lavori in giro per l’Europa. Avrei dovuto insistere, forse avrebbe ceduto invece di chiedermi di rimandare. A dirla tutta, la sensazione in più d’una occasione è stata quella che fosse anche una persona molto schiva, poco incline a parlare di sè. Forse proprio per questo aveva saputo sviluppare quel suo inconfondibile modo di comunicare con la fotografia.

Elisa è recentemente scomparsa, giovanissima. Non posso più quindi realizzare quell’intervista che avevo già in mente, posso però provare a ricordarla alla mia maniera, cercando nella lettura delle sue fotografia la sua anima profonda che tanto ammiravo.

Elisa nasce a Frosinone nel 1981 – si legge nella sua biografia in rete – si trasferisce per un breve periodo a Londra e successivamente a Roma, dove viveva. Da sempre affascinata dalle forme di linguaggio visivo, in particolar modo dalla fotografia, nel 2009 si iscrive ad alcuni corsi di formazione per apprenderne le nozioni base. Accantonata la fotografia per qualche anno, la riprende nel 2016 in occasione dello sviluppo di un progetto collettivo, che le darà modo di approfondire la piena potenzialità di espressione del mezzo fotografico. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero e pubblicati in diverse riviste come “Grain Magazine” e “Eye Magazine”. Ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui il Sony Photography Award, Life Framer, IPA, primo posto portfolio al London Street Photography Festival e primo posto portfolio all’Umbria World Festival.

Elisa aveva una capacità unica di raccontare per immagini. Aveva una visione molto personale della realtà che la circondava, a tratti onirica, ma marcatamente intensa e decisa. Nella sua fotografia le sovrapposizioni degli elementi compositivi destabilizzano l’osservatore, catalizzandone l’attenzione sui molteplici elementi caratterizzanti così da suscitare emozioni forti, interrogativi e perché no, anche riflessioni.

Elisa sapeva accompagnarci nel suo mondo regalandoci un viaggio indimenticabile. I soggetti delle sue fotografie sono  sempre dotati di sguardi vividi, intensi ed eloquenti, che sembrano dialogare con noi, veicolando, attraverso la luce che li anima e la loro incredibile espressività, il loro ed il suo stato d’animo. È così che Elisa ci arriva, potente.

Uno dei lavori che più di altri mi hanno affascinato della sua produzione, è senza dubbio quello dedicato a Natalia.

Avevo paura per me e per i miei figli – dice Natalia. A volte penso a come sia potuto succedere tutto questo. Poi la vita mi prende per mano e per un momento riesco a dimenticare tutte queste domande che mi risuonano nella testa. Sono passati tre lunghi anni, alla ricerca di me stessa e di una mia stabilità, senza quasi accorgermene. Tante volte alla domanda: “Come va?”, la prima risposta che riesco a darmi è: “Mi sento come Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Natalia è una donna di trentaquattro anni di nazionalità bulgara. Ha vissuto anni caratterizzati da continue violenze domestiche. La paura per se stessa ma ancor di più per i suoi due figli le ha dato la forza per intraprendere un percorso di recupero fisico e psicologico compiuto all’interno di una struttura d’accoglienza, dove vive protetta assieme ai suoi due bambini.

“Natalia è un progetto fotografico che si sofferma sulle paure, le ansie e il tentativo di rinascita di Natalia, che si fa voce ed eco di tutte le donne vittime di quel fenomeno per lo più sommerso e nascosto”

Quello di Elisa somiglia molto ad un interessante discorso interrotto, ad una storia senza una fine, ad un’alba senza un tramonto, un viaggio interrotto sul più bello.  Quando una giovane vita si spegne così, all’improvviso, ci si sente impotenti davanti ai misteri che regolano il nostro cammino terreno, a noi, dopo il profondo dolore, resta solo la possibilità di custodire il ricordo delle persone care tenendolo vivo nel nostro cuore.

 “La fotografia – amava dire Elisa – è una finestra aperta attraverso la quale è possibile osservare nuovi significati dalla realtà. La mia intenzione non è quella di essere un illustratore con una macchina fotografica ma un interprete del mio ambiente circostante.

Elisa vivrà per sempre nel cuore di ognuna delle persone che le hanno voluto bene ma anche grazie alle sue meravigliose fotografie, eredità di un’anima pura che sapeva scendere all’inferno per farcelo vedere.


Note biografiche sull’Autore

Gigi Coluccia

Gigi, salentino di nascita e romano d’adozione, intraprende il percorso di laurea in Economia Bancaria e successivamente abbraccia la carriera militare. Alterna la passione per l’economia e la letteratura, ereditata dal nonno, a quella per la fotografia che coltiva da tempo, applicandosi in diversi generi fotografici, prima di approdare alla fotografia di architettura e minimalismo urbano in cui trova espressione la sua vena creativa. Dotato di personalità votata alla concretezza e con uno spiccato orientamento alla cultura del fare, Gigi intuisce le potenzialità aggreganti della fotografia unite alla possibilità di condivisione offerte dal Social e fonda il Gruppo ArchiMinimal Photography attraverso il quale riesce a catalizzare l’attenzione di tanti utenti italiani e stranieri attorno ad progetto di più ampio respiro che aggrega una nutrita comunità attiva di foto-amatori. Impegnato nella promozione e nella divulgazione della cultura fotografica, crea il magazine ArteVitae, progetto editoriale derivato dal successo della community social, per il quale scrive monografie ed approfondimenti sugli autori fotografici e cura la rubrica Digressioni sulla Fotografia, ricercando nel panorama fotografico contemporaneo, personaggi e spunti di interesse di cui parlare.


[Ndr] La foto di cover è stata gentilmente concessa ad ArteVitae dal suo autore. © Andrea Boccone.


[Ndr] Tutte le foto e i video presenti in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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