google.com, pub-7859771719203345, DIRECT, f08c47fec0942fa0

E’ la stampa, bellezza. Cinema e giornalismo, tra verità e leggenda.

La puntata di oggi dedicata al cinema, prova ad affrontare un tema di estrema attualità: il  rapporto, complesso e spesso conflittuale, tra cinema, stampa e giornalismo, sempre in bilico tra verità e leggenda.

di Gabriella Maldini

Sbatti il mostro in prima pagina, di Marco Bellocchio, 1972

Cinema e giornalismo sono due gesti del narrare, uno dei bisogni connaturati dell’essere umano.

Da sempre, gli uomini cercano di dare un senso al mondo e alla vita raccontando(si) storie; cinema e giornalismo sono due strumenti attraverso cui si esprime questo bisogno di narrazione. I fratelli Lumiére, che mostrano l’arrivo del treno e l’uscita degli operai dalla fabbrica, sono i primi reporter ante litteram. Sia il cinema che il giornalismo si pongono il problema del rapporto con la realtà, della rappresentazione del mondo, ma partono da presupposti differenti. Il cinema, oltre che un’industria, vuol essere, ed è, una forma d’arte, il giornalismo no.

Quarto potere, di Orson Welles, 1941

Il cinema, in quanto Arte, fa sentire la voce del soggetto (l’autore), ed è sempre la costruzione di un mondo. Il giornalismo invece, il mondo vuole/deve ‘solo’ registrarlo, mostrarlo così com’è, in modo oggettivo. Compito del giornalismo è, o dovrebbe essere, mostrare la verità. Il cinema, all’opposto, si nutre di mistero che, in quanto tale, non è fatto per essere svelato. Compito del cinema, allora, è farne provare la vertigine, il turbamento; è affrontare il rapporto con l’invisibile, con la parte buia dell’essere umano.

Storicamente, negli USA, cinema e giornalismo sono nati e cresciuti insieme, come espressione di un Paese giovane e forte che entra nella storia con determinazione, entusiasmo e anche prepotenza; e che ha bisogno di autolegittimarsi. Saranno il cinema e il giornalismo a crearne la leggenda, il mito degli stati Uniti d’America, la terra del futuro, la più grande democrazia del mondo, il Paese della libertà e dell’uguaglianza.

Ma come si concilia l’idea di mito (propria del cinema) con quella di verità (propria del giornalismo)?

Negli USA la libertà di stampa fu fin dall’inizio un totem, un diritto imprescindibile, sancito fin dal 1789 nel famoso Primo emendamento. Ma anche negli USA, quello con la verità fu, per il giornalismo, un rapporto ambiguo, complesso e tormentato.  Fin dalle sue origini, il cinema colse in pieno il ruolo cruciale del sistema dell’informazione come strumento capace di plasmare e influenzare le idee, la politica e la società. Più ancora, una forza capace di decidere cosa è verità e cosa menzogna. Da sempre, i più grandi autori cinematografici si confrontano con questo grande tema: il rapporto con la verità; perché la ricerca della verità è uno dei più alti e insopprimibili bisogni dell’essere umano.

Fino a che punto il giornalismo ha raccontato la verità? E fino a che punto l’ha invece manipolata? Come? Perché? Da sempre, il cinema racconta questo corpo a corpo incessante, e a volte feroce, tra verità e menzogna. Nel film di John Ford  ‘L’uomo che uccise Liberty Valance’ (1962), c’è una battuta memorabile: al senatore James Stewart che gli ha appena raccontato la verità su come, molti anni prima, fu ucciso il famoso bandito Liberty Valance, il giornalista risponde:

‘No senatore, qui siamo nel West, dove, se la verità incontra la leggenda, vince la leggenda’;

e dunque si stampa la leggenda che, ovviamente, è molto diversa dalla verità.

L’uomo che uccise Liberty Valance, di John Ford, 1962

Ecco quindi venire dal cinema una prima lezione di giornalismo: molto spesso, una menzogna affascinante, utile, vincente, potremmo dire anche (paradossalmente) più credibile, è destinata a prevalere su una verità scomoda, o anche solo impopolare e modesta. Carl Bernstein, che insieme a Bob Woodward nel 1972 svelò lo scandalo Watergate sulle pagine del Washington Post, dice che nel giornalismo l’unica verità possibile è ‘la migliore versione della verità che si può ottenere’.

Tutti gli uomini del presidente, di Alan Pakula, 1976

Eppure, il cinema ha fatto del giornalista uno dei suoi primi eroi, accanto al cowboy del western e al detective del Noir. Alcuni dei film più indimenticabili della storia del cinema hanno come protagonista il giornalista, nelle sue più diverse declinazioni: reporter, cronista, eroe, traditore, provocatore sottile e strategico o buono a nulla. L’esempio più celebre di giornalista paladino della libertà e della democrazia resta quello interpretato da Humphrey Bogart nel film ‘L’ultima minaccia’ di Richard Brooks (1952): un direttore che lotta per impedire la vendita del suo giornale a una potente organizzazione criminale, e anche quando ciò accade, fa pubblicare la verità necessaria a far condannare il capomafia.

L’ultima minaccia, di Richard Brooks, 1952

Al telefono con il gangster che lo minaccia di morte se pubblicherà la verità, lui alza la cornetta verso le rotative in azione, e all’altro che grida ‘che cos’è questo rumore!’ risponde con la battuta divenuta leggenda: ‘E’ la stampa, bellezza’.

Note biografiche sull’autrice

Nata a Forlì nel 1970, dopo i diploma al liceo classico si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha svolto un Master in Comunicazione a Roma e Milano, poi  un corso di Racconto e Romanzo e uno di Sceneggiatura cinematografica alla Scuola Holden di Torino. E’ docente di cinema e letteratura e ha diverse collaborazioni in atto, fra cui quella con Università Aperta di Imola, la libreria Mondadori di Forlì e le scuole medie, per le quali sta portando avanti un progetto didattico che coinvolge i ragazzi delle classi terze in una ‘lezione cinematografica’ sul rapporto umano e formativo che unisce allievo e insegnante. Nel maggio 2018 è uscito il suo primo libro, edito da Carta Canta, dal titolo ‘I narratori della modernità’, un saggio di letteratura francese dedicato a Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant come quei grandi padri della letteratura che per primi hanno colto la nascita del mondo moderno. Collabora con il Festival Internazionale del cortometraggio, Sedicicorto.

Per ArteVitae scrive nella sezione Cinema e TV.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: