L’arte di diventare madre

Diventare madre è forse uno dei più straordinari eventi creativi che l’arte ha celebrato. E’ un atto che ha ispirato pittori e musicisti di ogni tempo. Nell’articolo di oggi ripercorriamo i tre momenti salienti che una donna affronta nella maternità, raccontati attraverso lo sguardo congiunto della pittura e della musica.

di Luca Tizzi

ll Montefeltro è una parte d’Italia al confine tra Marche e Romagna dove si trova il paese caro al poeta Tonino Guerra. In un canto dell’Inferno Dante identifica questa regione con queste brevi parole:

…ch’io fui d’i monti là intra Orbino
e ’l giogo di che Tever si diserra – Dante Alighieri

 Passeggiando tra le strette vie di quel borgo antico mi sono imbattuto, pochi giorni fa, nella riproduzione della “Madonna del Parto” di Piero della Francesca.
E’ la riproduzione usata da Valerio Zurlini nel film “La prima notte di quiete”, un film del 1972 e interpretato da un giovane Alain Delon, girato in queste zone. Nel video alcune scene del film accompagnate dalle note di Enrico Ruggeri.

La vista di quella ormai scalcinata riproduzione mi ha ispirato queste quattro righe con le quali vorrei tracciare, se me lo permettete, tre momenti che una giovane donna deve affrontare quando, volente o nolente, si appresta a diventare madre e a far nascere un figlio.

Mi farò aiutare da immagini e musica.

Il primo atto che una futura madre deve compiere è quello della consapevolezza.

Nella vita di una donna si insinua un dubbio, quindi alla prima occasione entra in una qualsiasi farmacia e compra un test di gravidanza.

Antonello da Messina, nella sua “Annunciata” (Palazzo Abatellis – Palermo), raffigura questo momento. La vergine con la mano leggermente sollevata blocca l’Angelo come a dire: “Fermo! Che dici? Non sono pronta per un bambino adesso.”

Con lo stesso timore le donne guardano il risultato del test spesso da sole, sedute in bagno, mutando l’espressione del viso da timoroso a stupito, lo sguardo si riempie di dubbi e meraviglia pensando a come dare la notizia al padre, a come la sua esistenza sarà mutata da quella nuova creatura. La curiosità del sesso, la scelta del nome e cosa farà da grande e tante, tante altre domande che da quel momento le affollano la mente. Dubbi e paure che saranno sopraffatti dalla gioia della maternità.

 

Ho scelto “La Madonna del Parto”, capolavoro di Piero della Francesca (Monterchi – Arezzo), per rappresentare    la parte della gestazione, nove mesi in cui il corpo della donna si trasformerà per prepararsi al parto, la pelle diventerà più luminosa, le forme si arrotonderanno e il seno si ingrosserà.

Nel dipinto il volto austero della Madonna, una mano accarezza il ventre e l’altra che lo sorregge.

Due angeli aprono la tenda che mostra al mondo la giovane, nobile Maria e al tempo stesso la protegge così come il ventre della giovane, non a caso la veste è leggermente aperta, protegge il figlio.

Con la stessa maestosa fierezza la giovane madre mostrerà il suo stato passeggiando nella città, nel paese, dove vive. Si fermerà a parlare con le amiche che le accarezzeranno la pancia e la riempiranno di orgoglio per il miracolo che cresce in lei.

Sandro Botticelli dipinge “La Madonna della melagrana” (Galleria degli Uffizi – Firenze) dove il Bambin Gesù viene finalmente mostrato al mondo. Così come la vergine Maria è circondata dagli angeli la giovane madre sarà circondata dalle amiche che estasiate ammireranno il nascituro.

Buffe espressioni del viso, versi strani dalla bocca cercheranno di far nascere un sorriso. Di quel figlio verrà raccontato tutto, se mangia, se dorme se e quante volte fa i suoi bisogni e poi di quanto lungo sia stato il travaglio, quanto doloroso e di quell’inutile del marito che quando serve non c’è mai.

Si faranno congetture sulla somiglianza è al termine del breve incontro, dopo aver fatto piangere il bimbo, si sentenzierà : “E’ da cambiare!”

Una madre proteggerà sempre i suoi figli ed è questa protezione che si raccomanda nella canzone “Mother” dei Danzig

“Mother
Tell your children not to walk my way
Tell your children not to hear my words”

Questo brano, del gruppo statunitense di heavy metal formato da Glen Danzig, è stato inserita nel video gioco GTA San Andreas e F.E.A.R. 3.

Rammstein, gruppo industrial metal tedesco, intonano in “Mutter” quasi un pianto per l’assenza, la non presenza di una madre.

“Die Tränen greiser Kinderschar                                                      “Le lacrime di una schiera di bambini anziani
ich zieh sie auf ein weißes Haar                                                        le infilo su un capello bianco
werf in die Luft die nasse Kette                                                          getto nell’aria la catena bagnata
und wünsch mir, dass ich eine Mutter”                                               e desidero di aver avuto una madre”

Si invoca il suo aiuto per aiutarci a dimenticare la “non madre” che abbiamo avuto.

Si parla forse di abbandono, un atto che purtroppo si presenta con sempre maggiore frequenza.

Ma se una madre può essere crudele sarà sempre la nostra consolatrice, ci asciugherà le lacrime e dissiperà i nostri dubbi.

“Mother do you think they’ll drop the bomb
Mother do you think they’ll like the song
Mother do you think they’ll try to break my balls
Mother should I build the wall”

Tutto questo messo in musica dai Pink Floyd con la superba voce dei Sinead O’Connor.

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