Direction Mouffetard, Paris!

Rue Mouffetard è una delle strade più antiche di Parigi: c’era già prima che il Plan Haussmann cambiasse la città nell’Ottocento; seicentocinquanta metri né rettilinei né tortuosi, dalla parte della Rive Gauche.

Di Francesco Galletta

Rue Mouffetard, o più semplicemente La Mouffe, è una delle strade più antiche di Parigi. Tra la piccola Place de la Contrescarpe e la bella Paroise de St. Médard, corre in discesa per seicentocinquanta metri al 5e arrondissement Panthéon, tra le facciate bianche di edifici a due e tre piani.

In origine fu una strada romana; usciva da Lutetia verso sud scavalcando la collina di Sainte-Geneviéve a un tiro dal cardo maximus, corrispondente all’incirca con Rue Saint-Jacques. Nei pressi scorreva la Biévre, un piccolo affluente della Senna usato dalle manifatture artigiane fino all’interramento definitivo d’inizi ‘900.

Il percorso di uscita dalla città iniziava più a nord del tracciato della Mouffetard, sulle rive del grande fiume, in pieno Quartier Latin. Una piccola Rue de Biévre, un vicolo a ricordo dell’affluente, unisce oggi il Quai di fronte a Notre Dame con Place Maubert, lungo Boulevard Saint Germain, dove può iniziare il nostro giro, proprio dalla stazione Maubert Mutualité della linea 10 del Mètro.

Qui la traccia antica diventa visibile anche nella toponomastica: Rue de la Montagne Sainte-Geneviéve ci propone subito un bivio; a destra, mantiene il suo nome e porta all’Église Saint-Étienne-du-Mont uno degli edifici religiosi più rilevanti del Quartier. Diversamente continua in Rue Descartes, arriva alla Contrescarpe e, da lì, si tuffa di corsa verso la Mouffe.

retro del Pantheon visto da Saint-Étienne-du-Mont

Oltre l’Église Saint-Étienne-du-Mont troviamo il Panthèon, uno dei simboli di Francia. L’enorme edificio di Soufflot, finito da Rondelet nell’anno della Révolution, accoglie le tombe di un numero incredibile d’illustri personaggi, da Hugo a Zola, Rousseau e Voltaire; poi Mirabeau e Lagrange, Pierre e Marie Curie, lo stesso Soufflot, Monge, Braille; ancora, Malraux e Dumas padre, fino a Simone Veil, l’ultima arrivata.

Il salto di scala tra lo spazio amplissimo del Pantheon e Place de la Contrescarpe è assolutamente stridente: due mondi opposti distanziati solo da sei minuti a piedi; appena cinquecento metri per passare in modo brusco da uno dei luoghi più rappresentativi di Francia alla piazzetta raccolta dei bistrot e dei café.

Place de la Contrescarpe

Rue Mouffetard è da sempre luogo di vendita alimentare. Mercanzie, banchi e tende distinguevano l’anima originaria e il mestiere dei suoi abitanti già nei tempi antichi, soprattutto tra il Passage des Postes e Rue de l’Arbaléte, fino alla piazza di fronte all’Èglise St. Médard, dove ancora oggi si svolge il mercato.

lungo Rue Mouffetard

Le trasformazioni del Plan Haussmann hanno tagliato la parte finale della Rue, quella che scendeva oltre St. Médard fino alla Manifacture des Gobelins, tuttora esistente, dove si producevano i migliori arazzi di Francia. Nel corso del ‘900, una parte delle antiche botteghe alimentari della Mouffe si sono mantenute; altre sono state sostituite dai locali per la ristorazione e dagli immancabili negozi per turisti.

La Mouffetard termina alla Fontaine pluie Guy Lartigue, in La Place Georges-Moustaki. Dalla Senna c’è quasi un chilometro e mezzo. Nel gioco dei modi vari di scoprire i luoghi, la salita e la discesa non corrispondono mai e non solo perché la prima è più difficoltosa: è proprio un fatto mentale. Abbiamo scelto di scendere.

L’arrivo a La Place da Rue Mouffetard equivale all’uscita da un pezzo di storia di Parigi: da lì capisci che poi tutto cambia. Poco oltre, Censier-Daubenton fermata della linea 7 del Mètro è già una nuova entrata.

Lungo Rue Mouffetard

 


Note biografiche sull’autore

Francesco Galletta (Messina, 1965), architetto, grafico. Titolare di Tecniche Grafiche alle scuole superiori; laureato con una tesi di restauro urbano, è stato assistente tutor alla facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per Storia dell’Urbanistica e Storia dell’Architettura Moderna. Dottore di Ricerca alla facoltà di Ingegneria di Messina, in rappresentazione, con una tesi dal titolo: “L’Immaginario pittorico di Antonello”. Con l’architetto Franco Sondrio ha rilevato, per la prima volta, la costruzione prospettica e la geometria modulare dell’Annunciazione di Antonello. La ricerca, presentata in convegni nazionali e internazionali, è pubblicata in libri di diversi autori, compresa la monografia sul restauro del dipinto. Sempre con Franco Sondrio ha studiato l’ordine architettonico dell’ex abbazia di San Placido Calonerò nell’ambito del restauro in corso e scoperto a Messina un complesso architettonico della metà del ‘500, collegato al viaggio in Sicilia del 1823 dell’architetto francese Jaques Ignace Hittorff.

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: