Colombia, non solo Pablo Escobar.

La Colombia non è solo Pablo Escobar, è un paese dell’America Meridionale che ha dato i natali non solo al più grande criminale di tutti i tempi ma anche ad artisti e cantanti che dominano la scena dell’arte, della letteratura e della musica popolare. Un breve racconto di questi grandi, e meno grandi, personaggi che sono originari del paese caraibico.

La Colombia è il paese che tutto il mondo conosce per le vicende di Pablo Escobar raccontate nella serie  televisiva Narcos, una produzione statunitense/colombiana che racconta la guerra tra la DEA e il cartello di Medellin. Quello che la serie televisiva racconta è una delle facce della Colombia, quella violenta dominata anche politicamente dai cartelli della droga, quello di Medellin e di Cali. Pablo Escobar, celebrato dalla serie televisiva, da decine di film, da videogiochi e persino da un fumetto, non è però un’invenzione di un qualche sceneggiatore, è stato il più grande criminale della storia arrivando a profitti, tramite il traffico internazionale di cocaina, di trenta miliardi di dollari l’anno. Per sconfiggerlo sono intervenuti persino le Delta Forces ed i Navy Seal delle forze armate statunitensi; per lui fu costruita una prigione, La Catedral, che tutto era fuorché un luogo di detenzione.

Vi parlerò, brevemente state tranquilli, di alcuni artisti colombiani che riscattano l’immagine di uno dei paesi più violenti al mondo.

Il primo artista non può essere che Fernando Botero Angulo, pittore e scultore conosciuto in tutto il mondo per le generose forme dei suoi soggetti. Nato a Medellin nel 1932 è un artista snobbato dalla critica, che ritiene non abbia nulla a che fare con l’arte contemporanea, ma amato dal pubblico che ritiene le figure grasse dell’artista colombiano delle icone dell’arte del XX° secolo. Il primo incontro con Botero lo ebbi a Firenze nel 1999, Piazza della Signoria e il loggiato degli Uffizi si riempirono di figure obese di donne, uomini, passeri, cani e tori. Le fotografai anche ma, state tranquilli, non le pubblicherò. Ebbe a dire in  un’ intervista che le sue figure non sono grasse ma sensuali, la loro sensualità segue i canoni latino americani dove ritengono, o forse ritenevano, le donne e gli uomini formosi più attraenti di quelli magri. Quello che penso io è che, in certe culture, l’abbondanza delle forme abbia più a che vedere con l’opulenza piuttosto che con la sensualità.
Ho avuto un secondo incontro con Botero, a palazzo reale a Milano, alcuni anni fa espose circa 150 sue opere e una serie di disegni ispirati alla prigione di Abu Ghraib, in Iraq, dove i militari americani compirono torture, soprusi e umiliazioni sui detenuti. Sarà un artista lontano dall’arte contemporanea ma io lo apprezzo molto, soprattutto in questo suo lavoro di denuncia.

Il secondo colombiano degno di attenzione non può essere che Gabriel José de la Concordia Garcia Marquez, conosciuto al mondo come Gabriel Garcia Marquez e soprannominato Gabo. Premio Nobel per la letteratura nel 1982 è autore di una dozzina di romanzi e di svariate raccolte di racconti. Il suo romanzo Cent’anni di Solitudine, scritto nel 1968, è considerato la seconda opera letteraria in lingua spagnola più importante mai scritta, davanti a lui solo il Don Chisciotte di Cervantes. D’altra parte con un incipit come “«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.” non poteva che uscirne un capolavoro. Gabo è Considerato il più grande esponente di quel realismo magico che assieme a Jorge Luis Borges hanno tradotto in letteratura le immagini di Frida Kahlo, di Edward Hopper e del nostro Felice Casorati.


Nel 1982 scrive Cronaca di Una Morte Annunciata, un romanzo che fa riprendere all’autore l’attività letteraria interrotta dopo il colpo di stato in Cile di Pinochet. Il romanzo riprende una storia accaduta realmente in un villaggio colombiano una trentina di anni prima, l’assassino di Santiago Nandar per mano dei fratelli Vicario. Durante le nozze di Angela Vicario il marito, Bayardo San Roman, scopre che la giovane moglie non è vergine e la ripudia. I due fratelli, Pedro e Pablo Vicario, ottengono dalla sorella il nome dell’uomo che l’ha disonorata, Santiago Nadar appunto, e annunciano di volerlo uccidere per vendicare l’onore. I fratelli Vicario, non portati per la violenza, cercheranno in tutti i modi di essere fermati dai compaesani che avvisando la vittima designata ne avrebbero impedita l’uccisione. Una serie di eventi e di coincidenze costringeranno i due fratelli ad uccidere il giovane Santiago che inconsapevole degli eventi conoscerà la ragione della sua uccisione pochi attimi prima che avvenga.
Dal libro è stato tratto un film, con la regia di Francesco Rosi e la sceneggiatura di Tonino Guerra, che è bello quasi come il romanzo.

La Colombia ha dato i natali anche a due star della musica Pop, Shakira Isabel Mebarak Ripoll, in arte Shakira e Juan Estebal Aristizabal Vasquez, conosciuto come Juanes.

Shakira nasce a Barranquilla nel 1977, ha venduto oltre 125 milioni di dischi e vinto innumerevoli riconoscimenti, tre Grammy Award, dodici Latin Grammy Award, trentatre Billboard Latin Music Awards e cinque volte gli MTV  Video Music Awards. E’ la cantante di musica latina più popolare al mondo e l’unica ad essere stata prima nelle classifiche di Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Uno dei suoi singoli più venduti è stato Waka Waka, sigla dei mondiali di calcio del 2010 svoltisi in Sudafrica.

Juanes nasce a Carolina del Principe nel 1972 e anche lui ha venduto oltre 120 milioni di dischi. In Europa il successo arriva con il singolo Camisa Negra, la canzone è falsamente ritenuta, soprattutto in Italia, come un simbolo dell’ideologia neofascista  in realtà parla di un amore finito e la camicia nera è un simbolo di lutto per il dolore provato.

La Colombia, la città di Cali per l’esattezza, ha dato i natali anche a Zuleidy Piedrahita Vergara, in arte Lupe Fuentes. E’ una cantante, DJ e produttrice discografica con una carriera da ex pornostar. Lupe si è resa protagonista di un caso piuttosto curioso, nel 2009 Carlos Simon-Timmerman, di ritorno a New York dal Venezuela, fu arrestato all’aeroporto di Porto Rico perché in possesso di materiale pedo-pornografico, un film di Lupe Fuentes. Durante il processo però l’avvocato difensore riuscì, tramite My Space, a contattare l’attrice la quale dichiarò di essere maggiorenne all’epoca del film. La sua corporatura minuta la faceva infatti apparire, secondo la scala di Tanner, una ragazzina.

Note biografiche sull’autore

Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari, ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. Libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

NB: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright.L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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