Monet, la mia vita è come un giardino fiorito

Claude Monet fu un artista passionale e voracemente innamorato della pittura e della natura. Giardiniere premuroso e ritrattista esperto della luce che gioca sui campi di papaveri, sui vestiti svolazzanti al vento e sui petali di una ninfea che fluttua sull’acqua. L’artista fondatore, senza volontà alcuna, dell’impressionismo francese. Un uomo che amò moltissimo durante la sua lunga e germogliante vita, in modo unico e rivoluzionario.

Di Cristiana Zamboni

I papaveri Claude Monet 1873

Ritornare tra i campi danzanti al vento delle colline toscane è sempre un’emozione che regala un’incontenibile sensazione di libertà. Il panorama è somigliante ad un dipinto impressionista. La brezza scompiglia i capelli ed i pensieri e la nebbia li dissolve. Non puoi passeggiare a lungo senza lasciarti andare ad un corsa che toglie il fiato.

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace. Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi. Adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori.
Giudizi universali – Samuele Bersani

La sensazione che si prova è riconducibile a quell’amore narrato dai testi antichi. Il cuore batte forte ed i colori s’illuminano. Nel silenzio della natura è possibile udire il vento suonare una musica ormai antica ed una voce soave intonare, mentre annaffia il suo capolavoro fiorito, è primavera, madonne fiorentine, quante forcine si troveranno sui prati in fior…

Ritratto di Suzanne Hoschédé Claude Monet 1868-1899

 

Forse devo ai fiori se sono diventato pittore.

Claude Monet

Le ninfee Claude Monet 1890-1899

Un piccolo stagno si affaccia alla fine dei campi ed un centinaio di ninfee galleggiano inermi seguendo il vento che si muove tra le acque paludose. Se provi a girare velocemente sul posto, hai la sensazione d’essere catapultato al Musée de l’Orangerie, tra le ninfee di Monet.

Basta che un rumore, un odore, già uditi o respirati un tempo, lo siano di nuovo, nel passato e insieme nel presente, reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, perché subito l’essenza permanente, e solitamente nascosta, delle cose sia liberata, e il nostro vero io che, talvolta da molto tempo, sembrava morto, anche se non lo era ancora del tutto, si svegli.

Marcel Proust

Avverti la sua passione per la natura. Un artista ed un uomo contornato da sognanti donzelle che vedevano in lui un affascinante Don Giovanni. In realtà era solo un ragazzo insofferente alle regole la cui aspirazione era di fare il giardiniere.

Ninfee blu Claude Monet 1918

 

La luce lì è unica, non si trova uguale in nessun altra parte del mondo.

Claude Monet

Un sogno che realizza nel bel mezzo del cammin della sua vita quando, incupito dal dolore per i lutti subiti, finalmente riesce a ritirarsi nel suo casale a Giverny.

Ninfee Claude Monet 1916

Un rifugio con le pareti rosa e le persiane verdi che s’intonano perfettamente con la flora che ne contiene i confini.

C’è una storia che inizia in un giardino. E‘ il giardino del pittore Claude Monet, l’uomo il cui occhio prodigioso, incanta il mondo.

Dal film Le Ninfee di Monet

 

Monet nel suo giardino a Giverny

Claude Monet nasce a Parigi il 14 Novembre del 1840. La sua famiglia fa parte della piccola borghesia parigina ed il padre possiede una rinomata drogheria. All’età di cinque anni si trasferisce nella cittadina di origine del padre, Le Havre.

Caricatura Léon Manchon Claude Monet 1858

La sua infanzia trascorre serena all’aria aperta, genesi del suo immenso amore per la natura. Fin da subito manifesta la sua abilità artistica disegnando caricature che espone nelle vetrine dei negozi. Appena adolescente palesa un netto rifiuto nei confronti della scuola e delle regole, caratteristica che non lo abbandonerà mai.

 

 

 

Ero un ragazzo naturalmente indisciplinato, anche nella mia infanzia odiavo obbedire alle regole.

Claude Monet 

Incontra Boudin che, certo della sua abilità nel disegno, lo inizia alla pittura en plein air. L’aria aperta e l’arte tengono sotto controllo lo spirito ribelle del giovane Monet, scoprendo in lui una grande passione per la pittura del paesaggio. Rivolge tutta la sua attenzione agli esigui ed esclusivi attimi in cui la luce incontra il creato. Orientando la sua concentrazione sulle sfumature del colore e sulla mutazione effimera che la luce denota sulla natura, apparentemente, inerme e sedotta.

Giardino a Giverny Claude Monet 1800

La pittura diventa una vera e propria attrazione nell’animo interiore del giovane artista. La sua smania di osservare ed analizzare la luce e l’aria ed i loro effetti sul panorama, è senza fine.

Dormo solo con duchesse o domestiche. Preferibilmente con le domestiche delle duchesse. Qualsiasi via di mezzo mi spegne.

Claude Monet

Una passione che, a volte, indugia intrappolata negli sguardi femminili. L’uomo Monet ama le donne, preferibilmente belle e di buona famiglia. Ma non disdegna la compagnia delle serve. L’importante è che siano abili concimatrici della sua vita, trasformandola in  un immenso giardino di beatitudine eterna.

Un attimo di vera beatitudine! E‘ forse poco per riempire tutta la vita di un uomo?

Dostoevskij

Nel 1865, in un tiepido pomeriggio di primavera, Monet entra in una libreria e conosce Camille. Per la fanciulla è amore a prima vista. Diventa la sua modella prediletta e lascia tutto per lui, un promesso sposo facoltoso ed una famiglia affettuosa. Camille Doncieux è l’unica donna che Monet ritrae infinite volte per tutta la sua vita. Prima dal vero e poi attraverso i ricordi. Si sposano nel 1870, poco dopo Camille si ammala e le viene diagnosticato un cancro pelvico.

La dama dal vestito verde Claude Monet 1866

Da quel momento Monet cerca di catturare ogni attimo della vita della sua sposa nelle sue opere e la sua pittura sembra seguire il corso della malattia. Tela dopo tela le sue pennellate si fanno sempre più ovattate e leggere e le immagini sembrano dissolversi. Una sorta di preparazione subliminale all’assenza ed alla solitudine che la morte di Camille, inevitabilmente, elargirà. Simbolo inequivocabile  di quel dolore è l’opera Camille Monet sul letto di morte.

La morte di Camille Claude Monet 1879

Un tormento lestamente rincuorato dalle sollecite braccia di Alice, moglie di  Ernest Hoschedé, collezionista ed amico di Monet. La tresca durò per anni, diventando di pubblico dominio alla morte di entrambi i rispettivi coniugi.

Ritratto di Alice Hoschedé Carolus Duran 1878

E se per Alice la morte di Camille era il prologo per una lunghissima storia d’amore col suo amante, per Monet fu l’inizio del suo più profondo e vivo agàpe per la perduta sposa.

Claude e Alice Hoscedè Monet con la famiglia nel 1880

Un diafano amore che Alice alimentò incessantemente e con alienazione. Consumata dalla Sidrome di Rebecca, la sua invasione mentale rendeva la defunta consorte sempre più reale e presente nella vita quotidiana dell‘artista. Nemmeno le premurose lettere che Monet le scriveva quando erano lontani, riuscivano a placare la sua gelosia.  Distrusse tutto quello che le fu possibile distruggere relativo al ricordo di Camille.

Femme cueillant des Fleurs Pierre August Renoir 1872

Doveva svanire e non solo dal cuore di Monet, ma dal mondo intero.  I suoi oggetti personali, le foto ed alcune tele che la ritraevano furono mandate in rovina. Tra le poche salvate vi è un bellissimo dipinto di Renoir del 1874, intitolato Femme cueillant des Fleurs. Del resto Camille era bellissima, tutti la volevano come modella e Renoir fu uno di questi.

Il ponte giapponese Claude Monet 1899

Il vero ed idilliaco amore di Monet fu la pittura ed il 15 Aprile del 1874, a Parigi, il movimento impressionista francese espone per la prima volta e sarà proprio la sua opera Impressione, levar del sole del 1872, ad attrarre maggiormente l’attenzione della critica, diventando l’appellativo inconsapevole di uno dei più grandi movimenti artistici della storia dell’arte .

Impressione, levar del sole Claude Monet 1872

A quarantatre anni si trasferisce a Giverny. Il suo piccolo angolo di paradiso dove produce più di duecentocinquanta opere in trent’anni. Lilla, viola, arancio, rosa, blu e qualsiasi tonalità percettibile di verde, sono i colori stesi, con venerabile maestria, sulla tela. Al fine di rappresentare ciò che l’umano occhio non può percepire del mistero della bellezza infinita della natura.

Ninfee bianche Claude Monet 1899

Le opere di Monet regalano un’incontrastabile sensazione di quiete e libertà, miscelate ad una notevole dose di eleganza e compiutezza che trasformano la natura in una femme fatale ipnotica ed irresistibile.

Ho dipinto cose impossibili a vedersi, ma si diventa pazzi a fare cose simili.

Claude Monet

L’arte fu la compagna di vita e l’ancora di salvezza del longevo aspirante giardiniere. Diventato ormai praticamente cieco, seguita a dipingere i colori del suo giardino attraverso le immagini custodite nella memoria. Una delle sue ultime opere rappresenta un cespuglio di rose canine rosa che, in realtà,  non vide mai davvero.

E quando gli occhi, pieni della sua arte, guardano altrove, ecco che arriva il tempo a rendere tutto nuovo. Dal film Le ninfee di Monet

I giorni del crepuscolo, Claude Monet, li passò a dipingere le effigie che la vita gli aveva rivelato. Passeggiava tra le ore delle sue giornate rimembrando la bellezza che tanto aveva osservato e studiato per carpirne i segreti dell’incanto della luce e del mutamento enfatico del colore e della sostanza.

Ninfee blu Claude Monet 1918

Del resto, la vita, non è nient’altro che un immenso giardino di immagini colorate. A noi non rimane che preservarle nella serra della mente per le stagioni in cui, il freddo e la solitudine, mettono a riposo le radici in attesa di una nuova primavera.


Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae Cristiana scrive nella sezione ARTE 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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