La fotografia scenografica di Candida Höfer

Candida Höfer è la straordinaria artista tedesca di cui si occupa oggi ArteVitae. Ne approfondiremo il pensiero, la storia e la sua straordinaria vena creativa. Amante da sempre della fotografia, dell’architettura, del design d’interni e della storia, la sua opera rappresenta un’affascinante simbiosi fra tutte queste arti.

di Luigi Coluccia

Candida Höfer è una fotografa tedesca, classe 1944. La parabola del suo successo ha inizio con delle collaborazioni per alcuni giornali alla fine degli anni ’60. Ha la fortuna poi di divenire l’assistente di Werner Bokelberg, celeberrimo fotografo di moda e pubblicità, che ha immortalato nella sua carriera personaggi del calibro di Picasso, Dalí, Brian Jones e Andy Warhol. Frequenta la Scuola di Düsseldorf sotto la guida dei coniugi Becher, determinando ben presto però la sua personale idea di fotografia. Sviluppa, dopo il normale passaggio da altri generi fotografici, una grande passione per quella che considera “la grazia nascosta” dei molti edifici pubblici quali musei, biblioteche, teatri, palazzi. Questa passione si esprime in meravigliose immagini d’architettura d’interni.

Questa meravigliosa autrice, racconta così la sua esperienza:“Ho iniziato fotografando gli stranieri in Germania. Ero interessata a come fossero influenzati dal nostro modo di vivere. Ho notato come avessero modificato i luoghi dove vivevano in base alle loro esigenze, mutando anche la consapevolezza del bello. Mi sentivo profondamente a disagio nell’interferire nelle loro vite, così mi sono avvicinata agli spazi. Con il tempo ho compreso che i luoghi mostrano con maggiore chiarezza la loro anima, se non ci sono le persone. Gli spazi parlano delle persone come quest’ultime parlerebbero di un ospite assente ad una cena.”  

Questo suo particolare lavoro diviene molto apprezzato nel giro di pochissimo tempo. Le sue immagini hanno fatto parte di numerose mostre in tutta Europa. Anche la nostra galleria Borghese di Roma ne ha ospitata una. Due sono le caratteristiche fondamentali delle sue fotografie: sono sempre realizzate in orari particolarissimi al fine di eludere totalmente la presenza umana. L’altra riguarda invece l’uso della luce, rigorosamente naturale. Mario Codognato infatti, curatore dell’esposizione alla Galleria Borghese, in un suo saggio affermava: “Quello che caratterizza l’ambiente interno di un edificio da lei fotografato è la luce particolare che lo fa diventare un frammento di memoria, di vissuto, anziché solamente una stanza”.

Le immagini di Candida Höfer  sono caratterizzate da rigore formale, equilibrio e da una visuale sempre frontale. La funzione principale che le sue immagini si propongono di avere, è quella di rappresentare il bello che spesso ai più è nascosto all’interno di questi prestigiosi edifici. Le stampe delle sue immagini sono sempre caratterizzate da dimensioni enormi, anche 200×250. La ripresa di questi ampi spazi quindi è riproposta in tutta la loro magnificenza, proprio a volerne trasmettere tutte le peculiarità. I dettagli sono riproposti in tutta la loro nitidezza e precisione.

Sono immagini che vanno contemplate, ammirate. Al loro interno si può quasi percepire la presenza di quelle persone che volutamente sono state escluse dalle sue composizioni. Queste infatti sono i soggetti destinatari di tali bellezze. Una presenza quindi percepita dove non vista, proprio appunto in virtù del loro essere fruitrici principali di quei luoghi magici. Se vogliamo, si può forse anche parlare di un’importante funzione sociale di diffusione del bello, che spesso, per i più disparati motivi, è inavvicinabile ai più.

Gallery immagini di Candida Höfer

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