Buongiorno bellezza!” è il nuovo racconto di Daniela Bonalume.

“Buongiorno bellezza!”. E’ il nuovo racconto breve di Daniela  Luisa Bonalume per la raccolta “Suggestive evasioni”.

 

di Daniela Luisa Bonalume

Maddalena continuava a frequentare la sua casa per via di Carolina, lui la salutava “ciao bellezza”, e lei rispondeva appena a mezza bocca. Gerolamo non riusciva a capire se quel saluto stirato era causato all’indifferenza o alla gelosia. Non poteva credere che tutto quel bene che si erano voluti da bambini fosse svanito lasciando un vuoto.

Buongiorno bellezza! – Gerolamo diceva sempre la stessa cosa, ogni volta che incontrava Maddalena. Sia che fosse a casa propria – lei era l’amica del cuore di sua sorella Carolina – sia che la vedesse per la strada. A Gerolamo, Maddalena, era sempre piaciuta. Questo sin dalle scuole elementari. Lei era diversa dalle altre ragazzine. Insieme andavano a caccia di code di lucertola e tiravano con la cerbottana nel sedere delle galline nelle aie limitrofe alle loro.

Maddalena portava sempre lo stesso vestitino, ogni stagione più corto e più stretto. Glielo aveva cucito la madre con la stoffa dell’abito da sposa della nonna paterna. Il colore, così chiaro, le illuminava il volto e, anche quando divenne un’adolescente, la madre glielo allargava inserendo dei pezzi di stoffa.

Maddalena aveva già le idee chiare fin da piccola, voleva studiare, e studiare costava. Proprio per questo non faceva storie, non gliene importava nulla della moda e dei vestiti, il suo obiettivo era una vita migliore di quella che stavano facendo i suoi genitori. Voleva vivere comodamente e l’unico modo per ottenere questo risultato era quello di studiare ed intraprendere un lavoro più remunerativo e meno faticoso.

Neppure a Gerolamo importava della moda, Maddalena gli piaceva così com’era, senza “accessori”. La trovava una ragazza intelligente e divertente, oltre che coraggiosa, ma gli ormoni iniziarono ad esercitare la loro dittatura e, intorno ai sedici anni, Gerolamo virò brutalmente verso atteggiamenti più consenzienti.

Maddalena continuava a frequentare la sua casa per via di Carolina, lui la salutava “ciao bellezza”, e lei rispondeva appena a mezza bocca. Gerolamo non riusciva a capire se quel saluto stirato era causato all’indifferenza o alla gelosia. Non poteva credere che tutto quel bene che si erano voluti da bambini fosse svanito lasciando un vuoto.

Maddalena lo spiazzava: era concentrata solo ed esclusivamente sullo studio, prima il liceo e poi l’università, e l’unico svago che si concedeva erano le uscite con Carolina, sua sorella. Non voleva distrazioni rispetto al proprio percorso, e questa caparbietà la rendeva ancora più interessante ai suoi occhi.

Tutto sommato, quella di Maddalena, era un’influenza positiva, in famiglia. Sia Carolina che lui stesso venivano un po’ trascinati in questa smania di affermazione, ed entrambi si adoperarono, ognuno per un diverso motivo, per meritare la stima della ragazza.

Carolina mirava all’arte, era una talentuosa scultrice nonché una ottima decoratrice, e tra mostre e tromphe l’oeil, si era fatta conoscere ed aveva acquisito clientela, fama e soldi. Mentre Girolamo cercò di ottenere il massimo dal proprio lavoro avviando il percorso in autonomia, diventando uno stimato giovane imprenditore.

Si erano scambiati qualche parola durante le feste comandate, per poi tornare, sempre per volere di Maddalena, alla quasi indifferenza. Lui l’aveva invitata ad uscire, ma senza successo. La scusa era sempre quella: devo studiare, ho un esame, ho già promesso a Carolina che sarei uscita con lei, non voglio storie nella mia vita, almeno finché non avrò raggiunto i miei primi obiettivi. E Gerolamo decise di aspettare questo benedetto raggiungimento dei suoi primi obiettivi, sicuro com’era di essere l’unico papabile nel cuore della compagna di giochi.

Il tempo passava e la ritrosia di Maddalena, nonché la sua totale devozione allo studio, esercitavano su Gerolamo una presa quasi morbosa. Quest’ultimo sapeva che mancava poco all’ambìto pezzo di carta, e che sarebbe stato un titolo con molto valore. Non era mai riuscito bene a capire in cosa si stesse specializzando, Maddalena, ma sapeva che era una cosa molto difficile e che avrebbe subito trovato un ottimo lavoro, o almeno questo era quello che gli riportava Carolina.

Il momento della discussione della tesi arrivò. La famiglia di Maddalena, e Carolina, furono presenti al trionfo della ragazza, che si laureò con tutti gli onori previsti e possibili. Gerolamo ci rimase un po’ male, e glielo fece presente, ma lei rispose che sarebbe stato invitato per una cosa altrettanto importante.

Infatti Maddalena trovò subito un’occupazione che, però, la teneva molto molto occupata. Almeno 12 se non 15 ore al giorno. Lei era molto ambiziosa ed avida nell’apprendimento delle regole del gioco. Si fermava per svolgere il proprio lavoro e prolungava per documentarsi su quello che avrebbe dovuto fare in un immediato futuro. Insomma, non si vedeva quasi più. Non andava neppure più da Carolina. Capitava che Gerolamo non la vedesse per intere settimane, e questo lo metteva in ansia.

Una sera chiese alla sorella notizie dell’amica.

-E’ in Spagna, sta lavorando con un gruppo di persone per potenziare alcune apparecchiature di bonifica per mari inquinati dal petrolio, starà lì per un po’. Io andrò a trovarla la prossima settimana. – Gerolamo si arrabbiò tantissimo con sé stesso. Sicuramente aveva conosciuto qualcun altro che le era piaciuto più di lui, e se la prese molto per aver rispettato le esigenze di Maddalena. Avrebbe dovuto invece essere pressante e convincente, si ripeté più volte, avrebbe dovuto corteggiarla e tampinarla. Si disse che era stato un coglione e che era deciso a riprendersi ciò che gli spettava di diritto, cioè Maddalena.

Si propose per accompagnare la sorella, ma lei rifiutò l’offerta. – Arriverà un invito anche per te – gli disse.

E così fu. Gerolamo trovò nella cassetta delle lettere una busta con due biglietti aerei di sola andata, uno per sé ed uno per Carolina.  Quasi svenne dalla gioia. I fratelli partirono, emozionatissimi, ognuno per un diverso motivo.

All’aeroporto, Maddalena salutò entrambi con lo stesso calore. Gerolamo non ci capì più nulla. Dopo anni di indifferenza, non era preparato a tanta familiarità, era soprattutto imbarazzato nel dover accettare l’ospitalità in una casa, seppur molto grande, che prevedeva zone di comune frequentazione. Forse avrebbe preferito un albergo, per la prima notte. Comunque si adattò senza fare storie.

L’indomani il ragazzo fu accompagnato dalle due donne in una piazza dove altre persone li stavano aspettando. Alla loro vista, tutti si avviarono all’interno di un antico palazzo, e si accomodarono sulle sedie nella prima sala a sinistra. Anche Gerolamo, totalmente rimbambito. Maddalena e Carolina si avviarono al centro fino a raggiungere un officiante che, tra gli applausi che coprirono il tonfo di Gerolamo, le dichiarò “coniugate”.

Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.


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