Bruno Nazzareno Chiarenza: l’arte nel DNA

Bruno Nazzareno Chiarenza è un Artista visionario, figlio naturale dell’indimenticabile Fred Buscaglione dal quale ha ereditato la voce e i tratti somatici.

di Giusy Baffi

Alterna la pittura e la scultura con la musica, scrive testi musicali, a volte insieme al figlio Elfo Chiarenza musicista affermato, canta, registra CD. E’ un artista poliedrico, ironico, scanzonato.

Bruno Nazzareno Chiarenza in esposione personale a Annemasse – Svizzera

Dal padre ha ereditato lo stesso timbro di voce, un po’ roco e graffiante. Come è graffiante la sua pittura, spesso ironica: con pochi tratti decisi e una serie di volteggi del pennello  il quadro è terminato. E’ capace di fissare una tela bianca per giorni e poi il guizzo, l’idea prende corpo e in poco tempo il quadro è realizzato.

Con molta umiltà si definisce pittore naturalista tutto quello che faccio fa parte della natura e delle emozioni che mi dà afferma,  in effetti nei suoi dipinti è quasi sempre presente il mare, il cielo, la roccia. Ma la spiegazione non è così semplice ed elementare. Nei suoi dipinti c’è sempre un forte rimando alle avanguardie del ‘900, dal surrealismo, al futurismo all’iperrealismo, alla metafisica.

Da anni ritiratosi a Lanzarote, un’isola che ospita tanti artisti di fama internazionale, Bruno Nazzareno Chiarenza crea i suoi pezzi migliori nella sua casa di Mágues, un angolo di paradiso, un luogo sospeso tra i vulcani, il cielo e l’oceano a stretto contatto con la natura selvaggia e con il soffio, a volte impetuoso, del vento di Lanzarote.

Bruno Nazzareno Chiarenza nasce ad Alessandria nel 1950 ma ben presto si trasferisce a Torino; la sua carriera artistica risale agli anni ’70, quando inizia ad esporre i suoi lavori in mostre personali in varie città italiane e all’estero.

La sua serie Dieci animali viene esposta per la prima volta a Torino nel 1972 e, come lo stesso artista ha dichiarato, con l’ironia che da sempre lo caratterizza: “Nella ricerca dell’individuo da realizzare in maniera ottimale e rendendomi conto che ciò è impossibile, mi rivolgo agli animali”.

Sempre negli stessi anni nasce la serie Uomini macchina, una denuncia ante litteram in cui è la macchina a sostituire l’uomo e ne diventa protagonista portandosi appresso l’uomo con il suo fardello di pensieri e problemi.  L’uomo meccanico è carico di quell’espressività non imbrigliata nelle trame della consuetudine iconografica e stilistica.

Uomo meccanico

Nella serie Le Gabbie, sempre dello stesso periodo, è palpabile la visione dell’uomo imprigionato nei suoi sogni, chiuso nei suoi pensieri, obbligato a vivere nell’isolamento e, volendo, nell’alienazione. Paradossalmente, al giorno d’oggi, il significato della gabbia si potrebbe estendere alla dipendenza compulsiva nei confronti del web.

Segue la bellissima serie  Cappelli, nella quale i personaggi presentano un volto sereno, quasi sempre con le stesse fattezze, ma ognuno con cappelli diversi dentro i quali sono dipinti i sogni, i desideri di ognuno.

 

 

Le sue figure hanno piedi e mani grandi, perché, come dice l’Artista “i piedi devono essere ben ancorati alla realtà, alla terra, al presente e le mani chiedono e vogliono dare amore.”

Alcune opere, che siano quadri o ceramiche sono dipinte in una sorta di pittura cubista con evidenti suggestioni Picassiane, sia per la scomposizione geometrica dei soggetti che per il cromatismo.

La sua pittura è la continua ricerca di un altrove, di un luogo in cui è possibile esercitare la propria libertà, costruire strutture babeliche in cui trattenere la memoria di sé, lontano dai canoni e dai riflettori della storia e della critica d’arte. È lasciare che l’immediatezza, la traduzione sincera e necessaria del proprio tormento, la pulsione più recondita fluiscano liberamente, ma sempre con un fare ironico, faceto, scevro da quella drammaticità suggerita dalle situazioni.

Sono gli anni in cui Bruno Nazzarena Chiarenza acquista il Castello di San Giorio, in Val Susa, lo ristruttura e per trent’anni diventa il punto focale della sua attività, un luogo dove affluiscono e confluiscono artisti e famosi cantanti in una continua fucina di idee pittoriche, strumentali, canore. Il castello diventa sede non solo di mostre ma anche di eventi, sempre all’insegna dell’arte in tutte le sue sfumature e forme.

Gli amici al castello

Bruno Nazzareno Chiarenza non si limita ai dipinti, lui produce sculture, crea gioielli a cera persa in argento e oro, gioielli esibiti anche a New York, opere a sbalzo in argento e rame,  piatti in ceramica. E’ un vulcano di idee.

 

Questo è anche il momento magico della sua espressione canora, infatti Bruno Nazzareno Chiarenza si esibisce con un diverso nome d’arte: lo pseudonimo Fred Buscaglione jr. in onore al padre. E’ anche il momento delle tournée in Italia e all’estero dove porta il repertorio dell’indimenticabile Fred arricchito da canzoni composte dallo stesso Bruno, sempre fedele al ritmo e allo swing paterno.

Fred Buscaglione Jr. possiede lo stesso timbro di voce che  non è certo un’imitazione pedissequa del padre, seppure così simile, ma ha varianti personalissime che sono la sua caratteristica. In queste periodo Bruno, pardon, Fred Buscaglione jr., incide diversi CD.

Fred Buscaglione jr.

 

 

Ma la vita non sempre va come si vorrebbe, un violento incendio nel castello distrugge tutto: ricordi, dipinti, musica. Bruno si ritrova sgomento  davanti alla distruzione della sua vita.

Il caso o le coincidenze lo portano a far visita a un suo amico artista a Lanzarote.  Il colpo di fulmine, un nuovo luogo per ricominciare. Le sue tele si caricano di colori, di sole, di mare, di rocce, di vulcani.

Nascono dipinti come Equilibrista all’alba, nel quale la natura è un’esplosione di mare, montagne e cielo mentre l’essere umano è ridotto ad un omino che non sa dove dirigersi,  in equilibro precario su un filo tra le rocce.

Equilibrista all’alba

Oppure il Ladro di Barche in cui il faro, ben piantato a terra,  simboleggia un punto d’arrivo, un aiuto, ma, come nel gioco della vita, dei ganci subdoli afferrano la barca e la trasportano verso un altro “dove”.

Ladro di barche

Nascono quadri onirici, fortemente surrealisti, dipinti con tratti decisi e veloci, a volte simili alle pennellate nervose di Van Gogh, con il blu del mare e del cielo, il giallo del sole, il bruno della terra e dei vulcani.

Nasce la serie delle Isole Sospese, dove un gancio in ferro sembra voler agguantare e trattenere il libero volo di un’isola pur lasciandola librare nell’aria, oppure Fari Innamorati che agganciano cuori a forma di isola, sospesi nel cielo.

E poi la serie astratta che ricorda il movimento delle avanguardie futuriste, Le Ballerine dipinto in argento e oro che muta di profondità in base alla luce, i Cavalli, il Sole. Dice l’artista: “Mi piace molto l’astrattismo, dipingo così quando sono molto arrabbiato, in pochi minuti riesco a realizzare un quadro”.

 

Guardianes de la naturaleza è il titolo di un’opera realizzata con collage misto a pittura acrilica ed è un riassunto del percorso creativo dell’artista e delle sue influenze, la summa della sua cultura e capacità pittorica, dove vi si coniugano armoniosamente iperrealismo, surrealismo, fauvismo con rimandi metafisici, futuristi e classici.

Nel quadro si notano i ritratti di Modigliani, Giacomo Balla, De Chirico, Dalì, la grande bottiglia di Coca Cola in primo piano a rappresentare Andy Wharol, la citazione di César Manrique, il grandissimo artista/architetto originario di Lanzarote, che sta dipingendo sul cavalletto, le mucche ritagliate dalle scatolette di carne e i nudi in pieno stile iperrealista, la testa classica che ricorda non solo i soggetti cari a De Chirico ma anche le sculture di Igor Mitoraj e le lune surrealiste in una citazione di Leonora Carrington, al centro del dipinto è rappresentato l’Artista stesso, colto nell’atto di gettare la spazzatura umana nella bocca del vulcano; le chiese e i campanili sono quelle esistenti nei vari paesini dell’isola, la macchina rossa a rappresentare il turista onnipresente mordi e fuggi, il cielo tempestoso carico di nubi e di fuoco ma che a tratti diventa mare, dal quale nasce Venere. Il verde è realizzato con strisce di cartone applicato alla tela, le ombre proiettate sono quindi mutevoli in base alla fonte di luce.

Quest’opera è stata premiata nel 2010 alla Mostra che si è tenuta a Tias appartenente al progetto MIAC Siglo XXI: Una nueva ética.

Guardianes de la naturaleza

Le sue opere sono presenti in grandi gallerie internazionali e in mostra permanente sian nella galleria d’Arte Arte en Mala che nell’Atelier Arte Bruno Chiarenza a Lanzarote, ciò nonostante Bruno non disdegna il mercatino di Lanzarote, ad Haria, dove espone alcuni sui lavori e non perde occasione di chiacchierare con i turisti che passano da lì e che si fermano ad osservare  incuriositi i suoi dipinti.

Bruno Nazzareno Chiarenza

E se una sera, sempre a Lanzarote, vi capita di sentire cantare in italiano uno swing con voce roca…. entrate, è Fred Buscaglione jr., sempre lui, Bruno Nazzareno Chiarenza, questo Artista eclettico e scanzonato con la perenne sigaretta tra le labbra.

Fred Buscaglione jr.

 

https://www.youtube.com/watch?v=KqPoEihlhqs

https://www.youtube.com/watch?v=hXsFmIzJJnY

ELFO VITTORIO CHIARENZA:

https://www.youtube.com/watch?v=1AMIJjUeiJc&list=PLYT5hRFUW1TMmHlBjzUl4Ln4wzrt0tpfq&index=3

 

Per saperne di più: Fred jr Buscaglione – Bruno Chiarenza

Tutte le opere fotografate appartengono a Bruno Chiarenza e a Collezioni Private e sono soggette a copyright.

Ringrazio Bruno Nazzareno Chiarenza  per aver concesso la pubblicazione delle sue opere. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

© Giusy Baffi 2019

www.giusybaffi.com

 

Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Il suo interesse è l’Arte a tutto tondo. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, ha vinto il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013, le sue foto sono state pubblicate su importanti riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Le sue foto sono state presentate ad una mostra personale e a diverse mostre fotografiche collettive nazionali, alla mostra itinerante “Come look my town” organizzata dal gruppo Archiminimal  che in 10 mesi ha toccato le più prestigiose piazze italiane, a mostre internazionali ad Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Barcellona, Atene, Vienna, Belgrado, al MIA Photo Fair di Milano 2018 e al  MIA Photo Fair di MIlano 2019.

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: