Bianco e nero o colore, questo è il dilemma

All’inizio era solo in bianco e nero. Certo, le pellicole a colori non erano ancora state inventate. Poi è arrivato il colore a sparigliare. Per molti fotografi che avevano usato solo il bianco e nero per anni, l’introduzione del colore è stato quasi un trauma. Vedere il mondo a colori o in bianco e nero non è infatti la stessa cosa.

di Rita Manganello

Un buon numero di fotografi amatoriali in affanno su uno dei grandi dilemmi della fotografia: come la faccio, in bianco e nero o colore?

L’eccesso di comunicazione di cui siamo tutti spettatori non risparmia opinioni e insegnamenti; una badilata di informazione sul tema.

Risultato? Confondere maggiormente le idee. Estremizzo. In realtà esiste una quantità di corsi di fotografia, blog tematici, testi divulgativi sulla fotografia digitale, gruppi di fotografia che si spendono diligentemente nello spiegare agli utenti cosa vuol dire fotografare in bianco e nero o a colori. La pedagogia fotografica, di questi tempi, è sconfinata.

E’ diffusa credenza, tra i fotoamatori inesperti, che una foto malriuscita si nobiliti volgendola in bianco e nero. Non è così. Una foto scadente rimane tale, in bianco e nero o a colori.

Nella comunicazione fotografica la tecnica reclama la sua parte nella giusta misura e il bianco e nero richiede saper dosare i bianchi, i neri e i grigi, luce, ombra e contrasto per evitare immagini ‘impastate’ e poco leggibili.

Carlo Sposini, competente fotografo di professione, afferma: “La post produzione entra sempre più ad accompagnare il prodotto della fotocamera e contemporaneamente il bianconero conserva, se non aumenta, la sua  presenza. E’ il frutto di chi ritiene, ed io fra questi, che la mancanza del colore costituisca un approccio più intimo e diretto con l’essenza della realtà.”

Vero in linea di principio, ma non basta. Dobbiamo perciò considerare che se la fotografia è un linguaggio, anche la scelta formale lo è: ci sono scatti che prediligono il colore e altri il bianco e nero, non si può generalizzare senza fare distinzioni.

Osserviamo, per esempio, la fotografia enfatizzante di Martin Parr: la riterreste altrettanto efficace in B/N? Non credo. All’opposto il realismo fotografico, caro ai membri del Circolo Fotografico Milanese, prestigiosa istituzione nell’ambito dell’amatoriale, punta sul bianco e nero nelle immagini di valore documentario. I miti della fotografia nazionale e internazionale scattavano in bianco e nero, molto meno distraente, per meglio valorizzare la comunicazione. E qui siamo in un dominio stellare, vera e propria arte, vedere per credere.

Qual è, infine, la conclusione di questo ragionamento? Salto a piè pari l’argomento divisivo ‘analogico o digitale’, che entrerebbe d’imperio in questo discorso se glielo permettessi, perché non voglio perdermi in tecnicismi che meritano un capitolo a parte.

La base di partenza è sviluppare una buona cultura fotografica. Sviluppare quel senso estetico sufficiente a farci capire se stiamo andando nella direzione giusta. Quindi sperimentare e osservare le foto altrui con quel tanto di curiosa considerazione che nasce da un vero interesse verso la materia, lontano dalle pretesa di chiedere attenzione solo per sé, per il proprio lavoro, noncuranti di quanto e di meglio può esserci realizzato da altri.

Il colore dedrammatizza…il bianco e nero è più carico di sensi – Jean Baudrillard

E voi, cosa ne pensate ?


Questa gallery presenta le fotografie di alcuni fra i più autorevoli fotografi coloristi.

Immagini di: William Eggleston, tratte dal libro The Democratic Forest. E’ comunemente riconosciuto come uno dei padri della fotografia artistica a colori. Esordì negli anni ‘70 e le sue immagini furono oggetto di aspre critiche. Martin Parr, tratte dalla recente serie Mar del Plata. Luigi Ghirri, paesaggista italiano, tratte dal volume Paesaggio italiano

Questa gallery presenta le fotografie di alcuni fra i più virtuosi fotografi bianco e nero.

Immagini di: William Klein, dalla serie Nina, piazza di Spagna, Roma 1960,  Ferdnando Scianna, dalla serie Marpessa per Dolce e Gabbana 1987, Gianni Berengo Gardin dalla serie Venezia e le Grandi Navi 2015.

3 Replies to “Bianco e nero o colore, questo è il dilemma”

  1. Colgo con piacere questa tua riflessione ed invito cara Rita, più mi avvicino più mi chiedo l’importanza di distinguere quando usare uno o l’altro. Proprio ieri ho affrontato questo argomento con una visitatrice.. ne sono felice di applicare i vostri insegnamenti anche nel mio piccolo..
    Naturalmente la presenza dei colori in alcuni scatti è fondamentale, facilita la lettura che diviene immediata ..mentre con il BN è la passione, lo studio, la pratica e la conoscenza a fare la grande differenza del risultato del messaggio…
    E’ sempre un arricchimento leggerti… Grazie!

  2. Una sintesi efficace: il BN porta all’essenza, il colore aggiunge informazione che richiede maggiore sforzo per essere controllata. Aggiungo che predisporsi allo scatto in bn o a colori è anche una impostazione mentale, una preparazione a priori dello scatto. Inoltre molti prediligono ancora l’analogico per il BN (per es Cito, Galligani) in quanto lo ritengono impareggiabile nella resa delle sfumature.

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: