Barconi d’alto bordo, la fotografia di Stefania Adami

Nel suo lavoro fotografico Barconi d’alto bordo, Stefania Adami, acuta interprete fotografica dei nostri giorni, ci mostra senza alcuna pietà il fenomeno del ‘vuoto da riempire’, ravvisabile in una umanità contemporanea che vive serenamente la sua opulenza.

di Rita Manganello

L’ironico titolo di questo reportage ci mette subito sull’avviso. L’evidenza si presenta guardando le foto.
Stefania Adami, premiata Autore dell’anno FIAF per il 2018, ci elargisce un doppio regalo: il sorriso bonario generato dalle scene che stuzzicano il sano e liberatorio sadismo insito in ciascuno di noi; mi sia concessa questa considerazione, così come la riflessione su un fenomeno base di un primo mondo che vive all’insegna dello spreco.
I barconi carichi non di migranti ma di festosi gitanti intenti al consumo di cibi e bevande, quasi fossero stremati da una fame atavica.
Rimpinzarsi non è un aspetto secondario della crociera nel Mediterraneo a scapito delle località da visitare; infatti i costi delle escursioni sono piuttosto alti e gli approdi di breve durata, quindi non rimane che compensare mediante pantagrueliche mangiate per ‘dare un senso’ al viaggio.
L’autrice ci mostra senza alcuna pietà il fenomeno del ‘vuoto da riempire’, ravvisabile in questa umanità che vive serenamente la sua opulenza.
Un edonismo che satura e confonde il pensiero, un’omologazione fatta di uguali, molto distanti da altre realtà. Tuttavia colgo una tristezza di fondo in qualche sguardo; tristezza che, se meglio indagata, può suggerire un malessere nascosto al quale non si è in grado di reagire.
In un mondo parallelo l’altro, gli altri, sono i frequentatori di ben diversi barconi, quelli che solcano il Mediterraneo avvolti nei loro stracci sfidando la sorte, ai fini di uno sbarco in un paese che li accolga. Mai come oggi questione di grande attualità.

La fotografia chiama i contrasti e genera semiosi e qui entra in gioco la cultura del fotografo: Stefania Adami acuta interprete dei nostri giorni, si affida con occhio sapiente alle meraviglie prodotte dallo strumento fotografico, indirizzato verso le manifestazioni di un sistema che appaga chi da questa esperienza di viaggio ricava un godimento materiale, fugace, disertando ben più alti appagamenti.

Nessun moralismo riguardo a queste crociere più vicine alla sagra paesana montata sull’acqua, che non a quelle immagini di un’elegante élite che solca i mari a bordo di elegantissimi transatlantici verso mete di sogno, appannaggio di una società abbiente ma tutto sommato anche interessata a ciò che la circonda: scene da sophisticated comedy.
L’autrice ce lo spiega bene con le sue immagini spietate; la valenza simbolica del portfolio è a dir poco spiazzante. Stefania Adami è già comparsa su ArteVitae in una precedente occasione; è sempre un piacere per noi ospitare le sue immagini e i suoi racconti sul mondo, le sue meraviglie e i suoi incubi.

Tutte le immagini contenute in questo articolo sono coperte dal diritto d’autore e sono state gentilmente concesse da ©Stefania Adami ad ArteVitae per la realizzazione di quest’articolo.

Note biografiche sull’autrice

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale e si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi.

2 Replies to “Barconi d’alto bordo, la fotografia di Stefania Adami”

  1. Chapeau!!!
    Quando l’occhio di una grande Donna e anche quel di una grande Fotografa… sicuramente è un connubio di intensa sensibilità.
    Ed il messaggio che arriva è sconvolgente!! Duro ma con una punta d’ironia che fa sembrare meno tesa la tristezza un po’ nascosta dai colore di una “vita assai mediocre”
    Complimenti Stefania…ottimo lavoro che a mio viso sarebbe da mandare a quei che in questi tempi chiudono le frontiere.
    Poi Rita…come non emedesimarsi in questo racconto così ben descritto dalle tue parole…
    Grazie!
    Ed è proprio il caso di dire…
    Buona Estate all’insegna della riflessione: Restiamo Umani!
    Stiamo su terra ferma ad accogliere chi arriva…non si sa mai se una di queste “città navale” possa averne bisogno di approdare in porti lontani…possono essere chiusi…
    Un saluto..

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