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Bagni pubblici: non sei al sicuro, gli esperti lanciano il pesante allarme sanitario

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Vincenzo Pugliano

Norme di igiene nei bagni pubblici, le cose sono più gravi di quanto si pensi. Esaminiamo cosa dicono gli studiosi.

Nelle grandi città, come nei piccoli centri uno dei problemi più rilevanti di igiene e decoro urbano è rappresentato dalla presenza e gestione di bagni pubblici. Non si tratta certo di un problema banale o di secondaria importanza. La necessità di garantire la presenza di servizi igienici adeguati si scopre in occasione di grandi eventi, con afflussi massicci di persone.

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Quindi sono le amministrazioni a doversi occupare della questione. Una particolare attenzione la devono avere tutte le strutture, musei, cinema, treni, ristoranti e così via dove si trovano bagni pubblici. La pulizia e l’igiene sono a carico di chi gestisce le strutture stesse. La trascuratezza e la scarsa pulizia, trasformano i bagni pubblici in luoghi disagevoli con rischi da non sottovalutare.

Norme igieniche nei bagni pubblici, la verità degli esperti

Quindi chi gestisce un bagno pubblico deve prestare la massima attenzione all’igiene e alla pulizia. Ma d’altra parte chi se ne serve, come deve comportarsi? Certamente con rispetto e attenzione, seguendo tutte le indicazioni, in modo da mantenere decoroso l’ambiente, attenendosi a norme igieniche consuete.

Quindi lavarsi bene le mani con sapone e igienizzanti, per eliminare germi e batteri, che comunque si annidano all’interno del bagno pubblico per quanto ben tenuto. Molti addirittura usano i copriwater di carta, spesso forniti da chi gestisce il bagno pubblico, con il fine di creare un’ulteriore barriera contro potenziali pericoli. Ma attenzione proprio a questo proposito si sono esposti diversi studiosi.

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Quello che emerge è la scarsa efficienza dei copriwater di carta nella prevenzione e difesa da batteri e germi. In realtà per alcuni studiosi, l’uso dei copriwater ha una funzione psicologica. In altre parole rassicura chi si serve della toilette pubblica, ma non serve per proteggersi da potenziali pericoli. I copriwater di carta non sono efficaci per vari motivi. Innanzitutto assorbono l’umidità dell’aria e in genere del locale, determinando un ambiente favorevole alla proliferazione dei germi.

Poi lo stesso spessore della carta usata non garantisce una difesa abbastanza solida e la sua stessa composizione porosa consente il passaggio di microrganismi di vario genere, che possono entrare in contatto con la pelle. Al confronto della carta, proprio l’epidermide umana è molto più efficace nella protezione contro batteri e germi.

La pelle rappresenta una barriera naturale molto più efficace quindi, impedendo ai batteri di penetrare nel corpo a meno che non ci siano delle lesioni aperte. Quindi i copriwater di carta non servono a proteggersi e meglio trovare soluzioni alternative.

Vincenzo Pugliano

Redattore e collaboratore di vari siti, mi occupo di temi connessi all'economia, alla cronaca, ai viaggi, ai diritti sociali fin dalla laurea in storia contemporanea. Nel settore editoriale ho collaborato con varie riviste e periodici come Suono, Lettera Internazionale e Giano con i ruoli di redattore, segretario di redazione e correttore di bozze. Anche la lunga esperienza nel settore dell'assistenza professionale per la disabilità visita, mi ha fornito strumenti utili per i temi dell'inclusione e dei diritti.

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