Avete fatto i compiti per le vacanze?

L’inizio e la Frine – Pillole di vita quotidiana.  Avete fatto i compiti per le vacanze?

di Frine Trovato


Avete fatto i compiti?

Da piccoli ci lamentavamo coi grandi perché a loro non assegnavano i compiti e i grandi si giustificavano dicendo che loro si riposavano solo 3 settimane all’anno, ma ora che siamo noi quelli grandi, esattamente che diciamo ai piccoli?

Io personalmente niente, ma vorrei tanto sghignazzare beffarda con un bel gnè gnè gnè, ”… perché adesso è il mio turno, piccolo de zia, studia e scansati che io mi devo fare un selfie”

Ma no, non lo farò, non questa volta, non quest’anno.  Cinica e se non bastasse pure stupida,  mi sono auto-tassata e assegnata i compiti delle vacanze, lo ammetto, quelli che mi facevano schifo, li ho passati al mio compagno di banco che non è proprio lo stesso di vent’anni fa e non sta seduto in un banco manco a legarlo, ma se non riuscivo in matematica prima, figuriamoci adesso che posso pure barare senza il rischio di un’insufficienza e una punizione di mamma e papà.

Che poi, alla fine si fa così, “Senti, compagno di banco nerd, io ti faccio inglese e storia dell’arte, ma le equazioni , io manco morta, pensaci tu e ci vediamo a settembre”.

Ho finito la scuola da più di vent’anni e ho spesso in testa il concetto che non ho più tre mesi di libertà, l’estate dopo i 30 anni dura pochissimo, circa 15-20 giorni… ma non possiamo riempirla peggio di un club sandwich e ridurla ad una pausa pranzo risicata. O quantomeno non tutte le volte. Nella vita ho girato in lungo e in largo il globo con affanno e dotata di certe tabelle di marcia da far impallidire regimi militari, giravo a spron battuto Pechino, Shanghai, Singapore, Kuala Lumpur, Dakar, Lusaka, Miami, New York che Google Maps non sei nessuno. Certo, ho visto un sacco di cose, ma forse mi godo più il ricordo che il momento stesso in cui mi trovavo lì. Mi sono persa tanti di quei “qui ed ora”  che mi tocca rifare tutto da capo. Ho un master in “ansia nel momento in cui potresti goderti le cose che vivi ma non puoi, perché hai un sacco di altre cose da fare, vedere e fotografare, subito dopo” (per ripetizioni ed esami di riparazione a settembre, citofonare a me).

Ecco i miei compiti quindi. Partire leggera, di testa e di bagaglio (e se faccio fatica col secondo, figuriamoci con la prima). A partire dalla programmazione, ho prenotato una settimana prima (come quando finivi i compiti 2 giorni prima di rientrare in aula, insomma). Ho fatto mio questo concetto di delegare le cose che mi fanno schifo e provare, almeno per  una volta a rallentare il ritmo. Ovviamente avevo compilato un quadernino con un planning per i primi 3 giorni, ma è stato defenestrato dall’auto prima di ingranare la retro ed uscire dal parcheggio. Quindi: “che si fa oggi?” “Boh, poi vediamo”…

Alle mete esotiche dell’anno scorso ho preferito tornare alle mie origini e alla bellezza dell’Umbria, come quando passavo l’estate dai nonni e i compiti li avevo sul serio, ma mio nonno era così bravo ad insegnarmi le tabelline….poi un aereo e il mare.

E così…ho stravolto piani che non avevo fatto, dormito sonni per il gusto di dormire, mangiato quando non avevo fame, guardato fuori dal finestrino dell’auto fino al torcicollo, rabbrividito sotto le cascate, fatto surf poco prima di prendere un aereo senza preoccuparmi di perderlo e respirato come mai mi era successo su e giù per il mondo.

“Pazzesco, ma poi si mangia anche , vero?”

Avevo tre settimane di ferie quest’estate, come sempre, ma quest’anno mi sono sembrate un’eternità, non sono volate via come ogni maledettissimo agosto. Ho poche foto e tantissimi momenti  che sinceramente, non avevo mai pensato potessero essere così intensi.

Ho fatto i compiti. Onestamente ho delegato qualche cosa, ma ho imparato che questi “compiti delle vacanze” impegnano (molto), divertono (moltissimo) ed insegnano (tantissimo).

Il mio bagaglio non era poi così leggero, ma sono sempre Frine, sono partita senza tacchi e con un golfino in più, mi pare già una conquista eh…

Ah, e comunque, ho finalmente trovato il sole ad Ibiza, sì ci sono tornata perché ve l’avevo detto che “poi si apre”.

Tuffi perfetti e dove trovarli.

 

 


 

Note biografiche sull’autrice

Frine nasce nel 1982 e cresce nella periferia milanese, studia a Milano fin dalle scuole primarie perché la madre d’impostazione e provenienza tedesca le vieta la frequentazione di ambienti poco salubri negli anni ’80. Lavora nella vecchia compagnia aerea di bandiera, ma dopo la bancarotta decide di partire per lo Zambia per un progetto di volontariato con una ONG americana, torna confusa ma determinata a cambiare vita e a 30 anni si iscrive in università. Si laurea in Sociologia con una tesi sulla partecipazione sociale attiva nell’arte contemporanea volta ad estirpare la violenza di genere con chiari intenti di pubblica ed utile informazione. Lavora da tre anni in un’azienda di ingegneria di precisione meccanica tedesca e si occupa di marketing.

Per ArteVitae  scrive nella sezione Lifestyle e conduce la rubrica “L’inizio e la Frine


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

 

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