Assassinio sull’Orient Express per la regia di Kenneth Branagh.

Assassinio sull’Orient Express per la regia di Branagh. Un cast quasi stellare per un intercedente Hercules Poirot. Ma Agatha Christie ne sarebbe soddisfatta?

di Daniela Luisa Bonalume

Locandina del Film

Quando si ha voglia di vedere un film “certo” in un pomeriggio di incerta meteorologia, si sceglie “Assassinio sull’Orient Express”. Film diretto, co-prodotto e interpretato da Kenneth Branagh. Della serie che “chi fa da sè fa per tre” ma anche della serie che “di santissima trinità ce n’è una sola”. Già un altro regista, Sidney Lumet nel 1974, aveva preso in considerazione il testo intrigante di Agatha Christie, e credo che il pioniere sia rimasto insuperato.

 

Assassinio sull’Orient Express – La contessa

Nella regia di Branagh, il drone usato per le riprese dall’alto nel percorso da Istanbul a, e non ci è dato di sapere, è l’unica vera innovazione. Ogni volta che entra in azione, una leggera vertigine confonde lo spettatore. Anche alla terza ripresa, nonostante l’abitudine, manca un po’ la terra sotto i piedi. Manca anche la tensione di cui il romanzo si nutre  grazie alla grande abilità dell’autrice. Nel “Assassinio sull’Orient Express” diretto da Branagh non vi è traccia del sottile intrigo e del forte sospetto che si tende reciprocamente tra i viaggiatori. L’atmosfera è un po’ tiepida nonostante il contesto nevoso, sembra quasi una scampagnata tra attori della commedia dell’arte che poco si sopportano.

 

Assassinio sull’Orient Express – I sospettati

L”Assassinio sull’Orient Express” sembra si verifichi quasi per caso. Il delitto è preannunciato ma non trapela la paura provata dal minacciato. Il rivoltante Cassetti, interpretato in un cameo o poco più da Jhonny Depp, ci lascia le penne quasi subito, e l’attore lascia il set. Non se ne sente la mancanza. Il bel Jhonny non si è sprecato abbastanza. O forse il suo regista è stato poco esigente, impegnato com’era ad interpretare il ruolo del genio investigativo. Si, perché Kenneth Branagh non ha resistito e si è ritagliato il ruolo di un Hercules Poirot esageratamente baffuto ed un po’ troppo autoreferenziale.

 

Hercules Poirot – Kenneth Branagh

Il cast è di tutto rispetto, ma nessuna stella brilla con un’interpretazione di spessore. Neppure la Pfiffer, che non ha perso il suo fascino pur avendo perso la giovinezza, riesce a convincere di essere quella che vuol far credere. Solo col minimo tentativo nell’autodenuncia finale rispolvera i vecchi allori, ma nulla che faccia intravedere quello che è stata in Scarface o ne Le relazioni pericolose. E’ tutto così leggero! La tragedia non si concretizza neppure col secondo tentato ma non riuscito “Assassinio sull’Orient Express”. Il film non cresce, non esiste il mistero che dovrebbe, invece, alimentare la pellicola. Nessuno degli interpreti sa infondere credibilità e coerenza al proprio personaggio. Non ci riesce Penelope Cruz nei panni della baby-sitter, neppure Judi Dench nel ruolo della Principessa Dragomiroff.  Di Depp è già stato detto, gli altri attori hanno diligentemente fatto il loro compitino.

Assassinio sull’Orient Express – Il cast

Tuttavia il testo di riferimento ha un valore talmente alto che, pur con poco dinamismo, “Assassinio sull’Orient Express” riesce ad essere godibilissimo. Le quasi due ore della proiezione trascorrono velocemente e non mancano pennellate di sana ironia che strappano più di una risata. Non è chiaro se la cosa fosse negli intenti del regista oppure no, ma il risultato non cambia. Due ore piacevoli, e per chi non conosce l’opera, anche divertenti. Il film è adatto anche a bambini sagaci. Scoprire l’assassino prima di Poirot è un atto di vanità al quale pochi riescono a sottrarsi.

Assassinio sull’Oriente Express – Trailer ufficiale del Film


Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.

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