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Arriva l’autunno e l’umore ne risente

Il caffè con la Psicologa. Arriva l’autunno e l’umore ne risente. Il cambio di stagione può essere delicato e sfociare in una vera e propria condizione chiamata Sindrome Affettiva Stagionale (SAD).

di Virginia Palombi

Siamo a Settembre inoltrato e l’estate, quella un po’ pazza, leggera, calda ed assolata è definitivamente alle nostre spalle. Davanti a noi una nuova stagione, non solo dal punto di vista meteorologico: questa potrebbe essere un’ottima occasione per dare la possibilità a noi stessi e alle persone a noi più care di mettere un punto e ricominciare da capo, per scrivere un nuovo capitolo, fatto  di buoni propositi da attuare, un po’ come facciamo goliardicamente ad ogni inizio anno.

L’estate se ne va e l’umore ne risente – SAD

Si torna alla nostra quotidianità, alla routine fatta di lavoro, di impegni famigliari, come portare i figli a scuola o alle molteplici attività extra-scolastiche, si torna al nostro amatissimo stress quotidiano insomma!

Le giornate si accorciano, la luce è sempre meno e quindi non è un caso se il cambio di stagione per alcuni di noi può essere accompagnato da ansia e tristezza che in alcuni casi sfocia in una vera e propria condizione chiamata Sindrome Affettiva Stagionale (SAD).

Nello specifico, tra le manifestazioni più comuni di chi soffre di SAD rientrano: depressione, ansia, mancanza di energia, pesantezza alle braccia e alle gambe, voglia di non vedere nessuno, perdita di interessi, sbalzi nell’appetito, aumento di peso, difficoltà a concentrarsi. Alcuni scienziati associano il problema ad una possibile carenza di vitamina D dovuta alla minore o nulla esposizione al sole. D’altronde, l’esistenza di un rapporto tra luce e umore è scientificamente provata.

Cosa possiamo fare noi per contrastare tutto questo? Dobbiamo combattere il più possibile la pigrizia che ci porta a stare chiusi in casa, sul divano anche se  a volte, devo ammettere, che è davvero rigenerante! Ma insomma, cerchiamo quanto più possibile di fare camminate all’aperto: questo ci permetterà di esporci alla luce solare e di rilassare la nostra mente.  Avremo la possibilità di notare quale panorama meraviglioso ci circonda. La natura si accinge ad andare in letargo, le foglie si trasformano passando dal verde intenso al rosso aranciato  al marrone.  Chi ha figli, giochi con loro come faceva in vacanza: entrambi ne trarrete grandi benefici; cercate di ricreare un minimo di clima disteso come quando eravate in vacanza.

In questa stagione, poi, troviamo tanti alimenti (come ad esempio il finocchio, i pinoli, i legumi, il tofu, i germogli di soia, la pappa reale, l’avena) che aiutano l’organismo ad adattarsi più facilmente ai ritmi pressanti delle attività quotidiane.

Prima di chiudere, voglio condividere con voi alcune riflessioni sulla scuola per cercare di offrire dei consigli che possano aiutare noi ma soprattutto i nostri figli ad affrontare al meglio l’inizio del nuovo anno scolastico: in effetti anche per loro, come abbiamo appena visto per gli adulti, il sentimento prevalente è quello di essere dentro un frullatore emotivo: stanchezza, mancanza di concentrazione, ansia, spossatezza, irritabilità, sbalzi d’umore sono i principali malesseri, con i quali bambini e ragazzi si ritrovano a fare conti soprattutto durante i primi giorni in classe.

La scuola gioca un ruolo fondamentale nella vita dei bambini e delle famiglie. Per questo è importante che l’ambiente scolastico sia sinonimo di forti emozioni e curiosità da parte dei ragazzi. In realtà anche la scuola è un luogo dove si consuma la routine che a volte tende a sua volta a consumare gli insegnanti stessi, logorati dal rispetto dei programmi imposti dai diversi ministeri ad esempio; parallelamente l’esperienza dell’apprendimento non è solo un fatto cognitivo: un bravo maestro è colui che fa percepire la vibrazione del corpo del testo. Il compito primo di ogni maestro è quello di accendere il desiderio di sapere e non di addormentarlo nella noia.

Ritorno a scuola e depressione stagionale

Ma torniamo all’eventuale malessere generato dall’inizio dell’anno scolastico: per bambini e ragazzi la scuola è un banco di prova di come stanno andando avanti nella loro storia, nello zaino portano con sé molto del loro stile personale, delle dinamiche familiari, del loro modo di reagire alle frustrazioni e alle nuove scoperte. Le ansie che assalgono i nostri figli sono generalmente di tipo prestazionale perché il rientro è segnato dall’ignoto, dal sentirsi giudicati, da verifiche e test d’ingresso che ci fanno sentire subito sotto esame. In realtà, i ragazzi vanno accompagnati e sostenuti amorevolmente dai genitori, favorendo l’emergere di emozioni e sentimenti, senza togliere loro il piacere e la fatica di prendersi nuove responsabilità. Per questo è fondamentale il ruolo della famiglia nel rientro a scuola: sarebbe opportuno che i genitori non trasmettessero ai figli quelle che in realtà sono le loro ansie: più o meno esplicitamente spesso gli viene chiesto di dare il meglio di sé, di eccellere sempre, di essere all’altezza delle situazioni, di adempiere efficacemente a tutte le richieste degli insegnanti. Da genitori si rischia di diventare troppo esigenti, invadenti e di minare così l’autonomia dei propri figli che si sentiranno costantemente irresponsabili e inadeguati.

Ecco alcuni consigli utili per facilitare il rientro a scuola e far vivere serenamente questa nuova fase:

  1. Rendere la transizione dal periodo estivo, tipicamente costituito da poche regole, a quello invernale, più strutturato,  graduale: in estate, complici il divertimento e le lunghe giornate i ritmi vitali sono cambiati. Negli ultimi giorni di vacanza è utile aggiungete una nuova attività ogni giorno: andare a letto un’ora prima, cena in famiglia, sveglia presto e così via per recuperare le vecchie abitudini.
  2. Curare l’alimentazione: mai far saltare la colazione perché apporta la giusta carica e fonte di energia. I pediatri della Sip (Società Italiana di Pediatria) consigliano di non dimenticare la buona abitudine di mangiare più spesso frutta e verdura, fonte inesauribile di vitamine necessarie per la crescita e il buon rendimento scolastico.
  3. Parlare di più coi propri figli: condividete le vostre emozioni e le vostre preoccupazioni in vista del nuovo anno scolastico. Confrontatevi e cercate di capire cosa li spaventa e tormenta e quali sono le loro aspettative; è importante prendersi il tempo di parlare delle proprie emozioni da adulti e lasciare che i bambini esprimano le loro aspettative, l’entusiasmo e i timori legati all’inizio di questa nuova esperienza.
  4. Incoraggiateli a vivere attivamente la scuola: infondete la motivazione e la voglia di mettersi in gioco di fronte alle nuove  attività. Incoraggiateli a vivere attivamente il gruppo- classe. Partecipare ad attività creative li farà acquisire il senso di appartenenza al gruppo- classe, lo spirito di socializzazione e la creatività.
  5. Gratificare adeguatamente: quando perseguono un obiettivo date loro dei premi che li motivano e li entusiasmano nell’attesa del prossimo traguardo o successo da perseguire. Ciò aumenta il senso di efficacia.
  6. Stabilire regole chiare e condivise per la gestione della quotidianità e dei compiti a casa ha la stessa importanza della tenerezza e del calore, consente di fornire ai bambini e ai ragazzi strumenti che li rendano forti e capaci di far fronte alle difficoltà. La famiglia ha un ruolo significativo nel successo scolastico dei figli, è fondamentale offrire sostegno emotivo alla fatica, mostrare comprensione e aiutarli a sviluppare il senso di responsabilità e la capacità di applicarsi.

Questi ingredienti possono rendere il rientro a scuola più tranquillo e l’anno scolastico pieno di possibilità per una scuola coinvolgente. Attuando queste accortezze, potremo rendere, per tutti noi, più dolce il passaggio ad una stagione che in realtà “di freddo e spoglio” ha ben poco.


Note biografiche sull’autrice

Virginia nasce a Roma nel 1978, ma vive stabilmente a Marino, uno dei paesi più apprezzati dei Castelli Romani. Dopo aver frequentato il liceo classico si laurea alla Sapienza in Psicologia Clinica e di Comunità. Già durante il percorso di studi, mostra uno spiccato interesse per le dinamiche relazionali e si avvicina al mondo scolastico, lavorando con bambini dai 3 ai 12 anni con disturbi dell’apprendimento e del comportamento. Parallelamente cerca di alimentare la passione per “l’altro”, conducendo per 4 anni, in due radio romane, un programma di attualità e frequentando per 7 anni un corso di teatro che l’ha portata a calcare palchi anche importanti come per esempio il Ghione di Roma. Oggi lavora in un’azienda romana che da oltre 20 anni si occupa di Customer Care, ricoprendo parte attiva nei processi di selezione e di formazione del personale.


Per ArteVitae scrive nella sezione PSICOLOGIA, esplorando il favoloso e complesso ambito delle Relazioni Umane e cura la rubrica Il caffè con la psicologa, uno spazio vivace e interattivo, tutto dedicato ai lettori, nel quale Virginia risponde alle loro domande.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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