ArchiMinimal approda al Circolo Fotografico Milanese

Per la serata de “La fotografia di Architettura” il prossimo 6 novembre, il gruppo ArchiMinimal Photography fa il suo meritato ingresso al Circolo Fotografico Milanese, fucina di buona fotografia nel mondo fluttuante del digitale per tutti.

di Rita Manganello

ArchiMinimal al CFM con Stefano Barattini

Onorato di tale opportunità, ArchiMinimal sarà rappresentato da Stefano Barattini – Artevitae 5/4/17 – relatore sul tema dell’architettura in generale (elementi, stili e periodi), con un focus particolare al razionalismo e all’architettura moderna. Come la fotografia si presta al gioco delle forme per restituirci interessanti immagini degli edifici noti e meno noti nel panorama urbano.

Il concetto “archiminimal” applicato alla fotografia si sviluppa su due direttrici, quella architettonica e urbana con composizioni che riprendono elementi architettonici e scene di vita comuni nelle città contemporanee e quella minimalista che astraendo dal dettaglio architettonico e dal set urbano, contribuisce a creare composizioni armoniche, essenziali, mai urlate e dal tocco raffinato. Il minimalismo architettonico può allora unirsi alla presenza umana che nella composizione fotografica non è mai preponderante, ma ha il compito di animare se non quello di impreziosire la ripresa architettonica.

Ecco alcuni esempi di fotografia “archiminimal”. Immagini tratte dall’omonimo Gruppo fotografico.

Nel corso della serata, Stefano Barattini tratterà alcuni argomenti: architettura classica, moderna, dettagli architettonici, minimalismo e studio d’interni, naturalmente in chiave fotografica.

Un capitolo a parte è riservato a un argomento di rilievo confinante con alcuni temi della fotografia sociale: nascita ed evoluzione delle periferie, la creazione di nuovi nuclei abitativi che soffrono di un isolamento resosi inevitabile a seguito di un’incoerente pianificazione territoriale. Una politica che penalizza fortemente gli abitanti di questi complessi, persi in un paesaggio alieno. Edifici costruiti, a volte, su aree mal bonificate e con scarsità di servizi.

Le aree esplorate sono: Quartiere Adriano, Trenno, Figino, Quartiere di Porta Vittoria, Quartiere Santa Giulia, Centro Direzionale Colleoni ad Agrate.

Non poche realtà, prodotti di un’urbanistica massificata, scarsamente incline a considerare la questione demografica come una risorsa sulla quale investire per creare un reale benessere abitativo conforme alle necessità della popolazione di un quartiere, di una città. Nessuna storia pregressa, nessun riuso.

Ultimo, ma non meno importante, la presenza umana nelle foto di architettura minimalista, come trattarla.

Un ricco menu che sono certa catturerà i presenti, nell’ottica di una collaborazione con il Circolo Fotografico Milanese che ci auguriamo sia l’avvio di un percorso di reciproco interesse.

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: