Anselm Kiefer, la sensazione di vedere ciò che è celato

Pirelli HangarBicocca espone in permanenza la mostra di Anselm Kiefer I Sette Palazzi Celesti 2004 – 2015. Visitarla col caldo soffocante dello scorso strano settembre è stata un’esperienza che molto si avvicina alla peculiare misticità dell’artista. #artevitae

di Cristiana Zamboni

Jaipur Anselm Kiefer 2009 – Foto ©Alessandra Bettoni

A Milano, in uno strano settembre, il caldo impera ed il sole acceca.  La popolazione cerca riparo e si rinchiude in containers per proteggersi dalla luce. Eppure l’uomo ha bisogno di vedere per credere. Ha bisogno di guardare per ricordare, anche quello che vuole scordare.

Anselm Kiefer photo Web

Anselm Kiefer realizza per Pirelli HangarBicocca un’installazione permanente. Oggi implementata di cinque nuove opere pittoriche eseguite tra il 2009 ed il 2013. La mostra s’intitola I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Le opere, collocate strategicamente in un container buio e silenzioso, offrono la sensazione di vedere ciò che prima era celato. Le osservi e non puoi far a meno di camminare con lo sguardo rivolto verso l’alto e verso la luce.

I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 Panoramica Anselm Kiefer Pirelli HangarBicocca – Foto ©Alessandra Bettoni

Le giganti tele si fondono con le primordiali architetture e riconducono all’ atavico binomio uomo e natura.  La sommità dei palazzi attrae lo sguardo. Si ha la sensazione di percepire una silente presenza che mostra, senza filtri, le rovine generate dall’uomo alla perenne rincorsa di tutto ciò che non ha importanza. Obliando la natura, la terra, ciò che siamo e la nostra storia.

Rinunciare alla spontaneità e all’individualità significa soffocare la vita.

E. Fromm

L’arte di Anselm Kiefer è uno screening senza fine per comprendere il senso del male generato dall’uomo. E’ un’arte che si nutre di simboli per ricordare, risanare e progredire.

Tutto ciò che passa non è che un simbolo. L’imperfetto qui si completa, l’ineffabile è qui realtà, l’eterno femminino ci attira in alto accanto a sé.

Goethe

Kiefer è un pittore e scultore tedesco nato a Donaueschingen in Germania l’8 Marzo del 1945. Sarà una fatalità, ma quasi tutta la sua analisi espressiva è strettamente correlata al genocidio nazista. Con particolare attenzione al ricordo delle donne ebree uccise nei campi di concentramento.

WH Particolare Mostra I sette Palazzi Celesti 2004-2015 Anselm Kiefer Photo Cristiana Zamboni

Studia legge e successivamente si dedica all’arte. Ancora oggi divide la critica tedesca. Chi lo osanna per il coraggio dimostrato nel rappresentare l’orrenda epopea hitleriana. E chi, alla continua ricerca di dimenticare, lo tagga come neo-nazista. Questa controversia, che lo porterà ad espatriare le sue opere verso l’America e l’Italia, nasce da un suo lavoro dei primi anni settanta. Solitario protagonista di un servizio fotografico in cui sfoggia il saluto nazista nei luoghi cult della storia teutonica.

Dirò subito che non esiste una definizione di arte, ogni definizione si sgretola non appena viene a contatto con il suo enunciato. L’arte non è mai dove ci aspettiamo, dove speriamo di coglierla. Citando il Vangelo di Giovanni, capitolo 7, aggiungo: là dove si trova non potremo mai raggiungerla.

A. Kiefer

All’estero è molto apprezzato. La critica è affascinata sia per la notevole qualità tecnico – artistica e sia per le tematiche trattate. Esegue opere che necessitano di grandi dimensioni per poter esprimere tutta l’angoscia e l’ambivalenza della storia.

Mostra I sette Palazzi Celesti 2004-2015 Anselm Kiefer – PirelliHangarBicocca

Alla fine degli anni settanta si affaccia al panorama artistico italiano. Nel 1980 espone alla Biennale di Venezia con una mostra personale.
Amante della storia, attratto dalla Cabala e dalla Bibbia ebraica, impernia la sua ricerca estetica sullo studio delle religioni e del passato. Prestando attenzione alle contraddizioni sociali, politiche e spirituali.

Anche chi non ha la minima idea della filosofia tedesca o della Cabala, può capire il mio lavoro e vederci cose differenti da me. L’artista fa solo metà dell’opera, lo spettatore la completa. L’artista non è solo, il pubblico trasforma le sue opere.

Anselm Kiefer

Un viaggio crepuscolare, attraverso la scala di Giacobbe, alla ricerca del desiderio di perfezione insito nell’uomo. L’uomo si prodiga affinchè i suoi desideri si avverino, ma una volta concretizzati, si accorge che sono molto lontani da ciò che anelava. Un’eterna irrealizzazione, imperniata sulla profonda mancanza di conoscenza della propria individualità e del proprio pensiero.

Die Deutsche Heilslinie 2012-2013 Anselm Kiefer

Un viaggio nella penombra circondati da sette torri che, un piano dopo l’altro, spingono il viandante verso l’apogeo. Verso la salvezza del popolo tedesco e di tutti i popoli. Una salvezza personale concessa solo se si riconosce la propria singolarità slegata dall’ego.

Le grandi tele ci trasportano in scenari vuoti e aridi come risultante di tragedie storiche realmente accadute.

Cette Obscure clarté qui tombe des étoiles Anselm Kiefer 2011

A dei piccoli semi di girasole è affidata  l’incombenza di rappresentare la speranza della rinascita. I palazzi scevri di porte e finestre e simili a resti di una passata guerra nucleare, invitano ad entrare. Simboli della saggezza e dell’intelligenza di quell’unico Uomo che avrà il coraggio di pensare ed agire autonomamente.

Salendo salendo, scendi.

Faust

L’arte di Kiefer è un’ allegoria che accompagna chi cerca la verità dell’esistere nel suo senso più mistico. L’essenzialità è doverosa e necessaria e la ricerca dello spirito è la meta. Materia e spirito contengono e sono contenuti dall’uomo, ma sono inconcepibili uniti. Kiefer trasforma lo spirito in materia. Uno spirito che, ineluttabilmente, deve farsi tangibile per essere considerato dall’essere umano. Il pensiero deve personificarsi affinchè venga riconosciuto e rispettato.

Alchemie Anselm Kiefer 2012 – Foto ©Alessandra Bettoni

L’ opera I Sette Palazzi Celesti nasce da uno studio attento dei palazzi del Sefer Hechalot, conosciuto anche come Sefer haZohar, il Libro dei Palazzi. Un antico trattato ebraico del IV-V secolo d.C. in cui viene decifrato il cammino da seguire per avvicinarsi all’Altissimo. Un’opera sempre moderna e sempre attuale. In continuo divenire col tempo e con il trasformarsi del pensiero umano.

Sefiroth Mostra I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 Anselm Kiefer Photo Cristiana Zamboni

Sette sono i palazzi e sette i peccati capitali. Sette le anime da salvare per Gabriele Muccino. E sette sono i secondi attesi per Youssou N’Dour e Neneh Cherry per cambiare il mondo in perenne guerra, anche quando vince una battaglia.

La battaglia non è finita, nemmeno quando la si vince
E quando un bambino nasce in questo mondo
Non ha la minima idea del colore della pelle in cui vive
Non è questione di un secondo ne sono già trascorsi sette e finché ci sarò, aspetterò.

Youssou N’Dour e Neneh Cherry

Ed il giorno numero sette fu scelto da Lui per riposarsi. Immobile, nell’eterna attesa di un viandante disposto a salire le scale senza desiderare l’ascensore. Un viandante schierato. Pronto a materializzare lo spirito e l’essenza della bellezza della vita umana per mostrarle alla collettività. Il custode della memoria passata e promulgatore di quella presente al fine di non ripetere, inesorabilmente, sempre gli stessi errori.  Un viandante non più solo alla ricerca di sé ma illuminato dalla luce della consapevolezza, in eterno.

 


Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae Cristiana scrive nella sezione ARTE


Tutte le immagini di questo articolo sono coperte dal diritto d’autore e sono state gentilmente concesse  da Alessandra Bettoni e Cristiana Zamboni ad ArteVitae per la realizzazione di questo articolo.

 

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