Urban Solitude, la mostra fotografica di Andrea Gasparro

Urban Solitude è la mostra fotografica di Andrea Gasparro che verrà inaugurata il prossimo 8 giugno alle ore 18.00 presso l’hotel Cellai di Firenze. L’esposizione composta da 16 immagini, tende ad approfondire il rapporto fra uomo moderno e città e sarà visitabile per tutto il mese di Giugno, tutti i giorni.

di Luigi Coluccia

Capita una sera a cena con l’amico Stefano Barattini, che tra un discorso e l’altro, spaziando a trecentosessanta gradi sul mondo della fotografia, ci si imbatta nella conoscenza di un autore davvero interessante. Tra un commento ad una mostra visitata e l’organizzazione di un evento futuro, passando dall’analisi approfondita di un genere fotografico, complice un piacevole ponentino romano, ecco che all’improvviso, come colti da un raptus, si apre un pc portatile sul tavolo del ristorante, sistemato alla meglio tra un piatto e l’altro e: “piuttosto, guarda invece quest’autore qui, è davvero forte”.

Si fanno prepotentemente strada dentro la mia testa le meravigliose immagini di Andrea Gasparro, che prendono forma una dopo l’altra sullo schermo. Decido in quel momento che avrei contattato l’autore il giorno seguente perché dovevo assolutamente saperne di più. Urban Solitude, la mostra della quale voglio parlavi oggi, è una personale di questo autore ospitata dall’Hotel Cellai di Firenze, fino alla fine del mese.

Urban Solitude, la locandina

Questo lavoro, si occupa di analizzare “Il rapporto fra l’uomo moderno e la città” – come dice lo stesso autore, che aggiunge: “Mi piace cogliere la solitudine nella moltitudine umana presente nelle varie metropoli che ho visitato. Sono da sempre affascinato dallo stretto rapporto fra l’uomo e l’ambiente urbano che ogni giorno lo vede protagonista”. Le immagini di Andrea Gasparro sono caratterizzate da una notevole forza compositiva che trae la sua efficacia dalla scelta cromatica decisa e dalle inquadrature che sembrano così oltrepassare la dimensione reale.

Le opere di Andrea Gasparro mi hanno riportato alla mente Pirandello. La società moderna è fortemente legata all’idea del binomio antitetico rappresentato da individuo e società, proprio come nel pensiero dell’autorevole scrittore e drammaturgo siciliano volto a delineare la condanna con la quale l’individuo viene costretto ad un’omologazione tanto forte e radicata che quasi considera pazzo chi vuole ad essa ribellarsi. Uno, nessuno e centomila quindi, come metafora di un’evoluzione dell’uomo e della sua stessa vita, che viene a manifestarsi proprio come un perpetuo movimento, come un flusso continuo. E’ qui appunto, che l’uomo indossa le “maschere” per volontà propria o imposta dalla società, imprigionando la libertà della vita individuale in statiche e immutabili forme sociali.

Proprio come nel pensiero di Pirandello, anche nelle fotografie di Andrea Gasparro il volto del protagonista non è identificabile univocamente perchè ognuno di noi potrebbe essere al suo posto. L’accento è sempre posto più sulla funzione disgregante di una società globalizzata che, se pur costretti continuamente in mezzo alla folla, ci vede sempre più soli, imprigionati nella condizione di dover essere continuamente qualcun altro, uno per ogni circostanza che nella giornata ci si può presentare davanti. Un’alienazione aberrante che conduce dritti verso una massificazione concepita come disvalore e male della moderna società.

Dice Rita Carioti, fotografa professionista: ” Dalla vigorosa e sensibile personalità di Andrea Gasparro, traspare una rigorosa e precisa visione delle cose raffigurate delle sue splendide opere. Fortemente interessato ai temi della vita sociale, si lascia catturare dalla semplice realtà che lo circonda Tuttavia il suo occhio di attento osservatore, coglie visioni che possiamo definire Iconografie Poetiche i cui contenuti trasmettono emozioni che portano o trasportano verso profondità che sfiorano i luoghi dell’inconscio. Con eleganza e sobrietà, i suoi soggetti sono descritti in pochi segni, tratti, o zone di luce, che sapientemente riesce a cogliere in un minimalista equilibrio estetico-compositivo. La propria visione di ispirazione surrealista, si descrive e si traduce in un Grafismo essenziale basato su giochi di netto contrasto tra spazi pieni e vuoti, il cui contenuto d’insieme amplifica il contenuto stesso, quasi come in un sogno onirico che coglie nel segno l’anima“.

 

Note biografiche sull’autore
Andrea Gasparro

Nasce in Campania nel 1944, da padre napoletano e madre fiorentina e cresce periodicamente in entrambe le differenti città. Sin da giovanissimo si appassiona alla fotografia e inizia a scattare con una Agfa Silette, che ancora oggi conserva come un cimelio. Dopo la laurea presso la Facoltà di Agraria di Firenze, oltre alla fotografia, altre passioni occupano costantemente il proprio tempo: l’insegnamento di economia, che svolge per molti anni come lavoro, e la passione per la politica, che si sviluppa sino a presidiare la carica di Assessore. Nel tempo, terminati i suoi impegni di lavoro e di attività politica, la fotografia riesplode come primario interesse, e la pratica a pieno ritmo, quale bisogno di espressività comunicativa. Dopo le tecniche analogiche, attualmente si dedica con molto interesse alle tecniche digitali, ed elabora i suoi scatti anche in post-produzione. Per lungo tempo interessato all’uso del b/n che oggi alterna al colore, è sempre alla ricerca di nuove forme espressive.

 

Ha al suo attivo numerose mostre, su temi che sente particolarmente vicini come le Urban-Street e le Architetture Moderne. Presenta i suoi lavori presso scuole di fotografie e Club fotografici. Da tempo membro dello storico Gruppo Fotografico Il Cupolone di Firenze, ha ricevuto incarichi professionali da società nel campo della pubblicità e da associazioni culturali e politiche con report su manifestazioni, viaggi della memoria a Auschwitz e Dachau, cartelloni pubblicitari ed altro. Collabora stabilmente con una ditta di pubblicità e cartellonistica del territorio fiorentino.

Riferimenti dell’autore

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