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Alicé, dove non arrivano le parole arriva la sua arte.

Le città metropolitane stanno cambiando e nonostante l’incongruente andare delle cose, si riempiono di colori e immagini. Tuttavia c‘è ancora chi storta il naso di fronte alla street-art, soprattutto se a dipingerla è una donna. Ma con Alicè ed i suoi murales, capaci di parlare agli occhi di ognuno,  dove non arrivano le parole la sua arte si insinua, come tra le vie più nascoste della città.

Di Cristiana Zamboni

Alice Pasquini Roma 2014 Photo Veronica Rossi (Web)

Eppure una maschera protettiva, bombolette colorate spray, guanti e cappuccio sanno rendere una donna estremamente intrigante perchè ha dalla sua parte, l’affascinante capacità di rappresentare le sue emozioni con un liguaggio conosciuto. Alicé ha il coraggio d’esprimerle e condividerle.

Partiamo dal presupposto che non sta imbrattando i muri. Non crea scritte che marcano il territorio. Ma, semplicemente, colora la quotidiana strada dando forma alle sensazioni. Sono le sue intuizioni e sono lì per chiunque le voglia guardare. Alicè le racconta ed allo spettatore resta solo la volontà di osservarle e, con un briciolo di coraggio, sentirle. Farle sue e tornarsene a casa diverso. Certamente più ricco.

A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. Alessandro Baricco

Alice Pasquini, in arte Alicé, è nata a Roma nel 1980. Ha lottato per frequentare il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti di Roma, ma questa era la sua strada. Zaino in spalla, ha girato il mondo per crescere ed assaporare la natura umana. Non scattava foto ma ritraeva ciò che vedeva sul suo notes. Voleva conoscere nuove forme d’arte più inclini alla sua ricerca espressiva, molto lontana dalla concettuale accademica delle scuole precedentemente frequentate ed esposta nelle gallerie d’arte contemporanea. A Madrid completa la sua formazione con i corsi di animazione alla scuola Ars Animaciòn e consegue un master in critica d’arte all’Universidad Complutense.

Ho dipinto vecchie porte per ricordare quello che era e non c’è più. Alicé

Alice Pasquini
Bench Kiss Kotti Street Art Berlin
photo Web

La sua vita artistica prosegue con varie importanti collaborazioni tra cui un ciclo di opere per i Musei Capitolini ed un pannello per la Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea di Gaeta. Ha illustrato il libro “Vertigine”. Ma la vera libertà d’espressione la trova per le strade ed i suoi murales sono visibili nelle più importanti città del mondo tra cui Sidney, Oslo, New York, Barcellona, Mosca e Parigi.

Nel 2016 ha esposto una sua mostra personale al Museo Italiano di Melbourne. Protagonista, sia come artista che come direttrice artistica, del CVTA‘ STREET FEST 2018 di Civitacampomarano in provincia di Campobasso. Attualmente è una delle più importanti street- artist del panorama mondiale. La sua fama è nata grazie al web e alla condivisione delle sue opere murali. Ha collaborato con aziende del calibro di Toyota, Microsoft, Nike e Canon.

Non avrei mai immaginato di essere pagata per fare ciò che amo. Alicé

Per Alice la street art è una tra le forme più congeniali dell’arte contemporanea. E’ libertà allo stato puro. Una libertà in sintonia con l’habitat in cui esprime i suoi colori, ricca di un linguaggio diretto e consueto fra la gente. Adatta al suo estremo bisogno di comunicare.

Esposta in luoghi inusuali, spenti e inosservati. Attraverso i suoi colori naturali ritrae persone vere che vivono, si abbracciano e condividono.

Alice rimane sedotta dalla cultura Hip Hop e vi trova lo spunto per far crescere il suo linguaggio artistico. I suoi soggetti figurativi le permettono un alfabeto universale, semplice ed immediato. Non annulla gli accademicismi imparati ma li trasforma in chiave moderna, miscelandoli alla sua appassionata cultura underground.

L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità. U.Foscolo

AliCè in Molise ph Teresa Maddonni

Spontanea, istantanea e colorata esattamente come la sua arte, predilige la figura femminile per esprimere le emozioni. Le sue opere rivelano una donna forte ed indipendente, lontana anni luce dalla figura femminile a cui i media ci hanno abituato. Donne capaci di pensare e mai preoccupate della loro figura estetica.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. Oriana Fallaci

 

Alice Pasquini Roma
foto @Jessica Stewart

Capaci di provare sentimenti e di volerli, ancora, disserrare. La sua arte è una continua contaminazione tra luoghi visitati,  volti incontrati ed il luogo in cui andrà a dipingere. Molto attenta e rispettosa, prima di eseguire un murales, vive per qualche giorno l’ambiente. Osserva le persone che lo attraversano e ne studia il constesto urbano. Non vuole assolutamente sconvolgere o impressionare, vuole semplicemente arricchire.

L’intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo. Rudyard Kipling

 

Le sue sono sempre immagini positive che conducono lo spettatore a guardarsi dentro e a ricercare in sè, gli stessi colori.

Alice Pasquini Salamanca 2016 (photo Web)

Per Alice l’arte è un enorme filtro emotivo da cui scegliere cosa tenere e vivere e cosa buttare. E‘ il suo linguaggio ed il suo armonioso metodo espressivo. Mette in risalto ciò che ci accomuna glissando sulle differenze che portano al congedarsi dalla società, all’intolleranza ed alla solitudine.

Ho fatto un patto, sai, con le mie emozioni: le lascio vivere e loro non mi fanno fuori. Vasco Rossi

Alice Pasquini
foto flick Wally Gobetz-CC-BY-NC-ND-2.0

Le donne e i personaggi di Alice ci sconvolgono proprio per questa loro delicata e, ormai sconosciuta, caratteristica. Sono positive anche nella loro solitudine. Hanno paura ma anche coraggio. In piena ritrascrizione della loro vita senza mai dimenticare chi sono e da dove provengono. Sognano ma non sono mai illuse. Donne spontanee, naturali e cariche di colore e luce. Che sanno sorprendere lo spettatore e sorprendersi con lui.

Alice Pasquini Street-Art photo Web

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista. Bernardo Bertolucci

Poco c’è, tra le vie delle nostre metropoli, di più affascinante di una donna con una maschera protettiva, una bomboletta colorata e due occhi che sgranano i sentimenti. Occhi che, con rispetto quasi materno, osservano e riportano sulle pareti della tua giornata immagini perse e sentimenti dimenticati.

Opera Street-art Alicé Roma 2013
photo Web

Il bene di una donna che ama solo te. Meraviglioso. La luce di un mattino, l’abbraccio di un amico, il viso di un bambino.
Meraviglioso. D.Modugno

Anche solo per sorprenderti ancora una volta. Anche solo per dimostrarti quanta naturale emozione e magia vi è tra il sorriso e lo sguardo di un volto femminile che guarda solo te.

 


Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae Cristiana scrive nella sezione ARTE 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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