Anna Di Prospero, l’intervista!

 

di Luigi Coluccia

Oggi è un giorno speciale, il consueto momento privato e molto intenso in cui accendiamo i riflettori su uno dei nostri autori infatti, è eccezionalmente dedicato ad  una giovane e talentuosa donna del cui lavoro fotografico e percorso artistico ci eravamo già occupati. E’ anche una donna di parola, nonostante i molteplici impegni lavorativi, si è ritagliata del tempo da dedicarci ed ha mantenuto la promessa che ci aveva fatto, quella di concederci un intervista.   Oggi quindi è con noi Anna Di Prospero che gentilmente ci ha dato modo di conoscerla meglio e noi, come sempre, abbiamo cercato, entrando in punta di piedi nel suo mondo, di approfondirne la storia e la personalità. Buona lettura! 

 I più attenti ricorderanno certamente l’articolo che il Blog le dedicava alcune settimane fa. Anna è una giovane e talentuosa fotografa che ha già realizzato diversi lavori di pregio che hanno ricevuto premi internazionali e diversi riconoscimenti. Ha studiato fotografia presso l’istituto Europeo di Design a Roma e presso la Shool of Visual Arts di New York. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali ed oggi espone le sue opere presso la galleria Madè di Parigi.

Ha suddiviso la sua produzione fotografica in tre grandi progetti: “I am here” in cui si esalta lo stretto legame tra la figura umana e lo spazio, “With you” un progetto molto ambizioso dedicato ai rapporti interpersonali e “Beyond the visible” che è volto a rappresentare il mondo interiore attraverso la ricerca introspettiva.

Con parole ed immagini ci lasciamo guidare da Anna alla scoperta del suo percorso creativo, dagli inizi non facili sino alla maturata consapevolezza artistica dalla quale scaturiscono la sua sensibilità creativa e le sue potenti rappresentazioni figurative che sembrano proprio documentare le tappe evolutive della sua crescita come artista e come donna.

Anna possiamo a tutti gli effetti definirti un artista, quando hai avvicinato per la prima volta la fotografia? Raccontaci come è stato questo incontro e sopratutto quando hai capito di poterla utilizzare come forma di espressione per la tua arte? 
Il primo approccio è stato all’età di quindici anni, quando ho partecipato e vinto un concorso rivolto agli studenti liceali della città di Latina. Il premio consisteva in un corso sulla fotografia analogica e cento euro da spendere in materiale fotografico. Successivamente ho studiato pittura per tre anni, abbandonando momentaneamente la fotografia. A diciannove anni poi, ho ripreso a fotografare quando ho scoperto il sito di condivisione fotografica Flickr, grande fonte d’ispirazione per i miei primi lavori.

Come nasce in te l’idea di realizzare un progetto, quali sono le tue fonti di ispirazione ?
L’introspezione. Le relazioni interpersonali. Le relazioni tra uomo e spazio. 

       Nei progetti di Anna è evidente il continuo riferimento alla sfera emotiva, all’introspezione che è palpabile in ogni suo lavoro. Anche la relazione tra uomo e spazio è un tema molto caro alla nostra giovane artista, contestualizzato nei self portrait che ritraggono la sua figura, leggera ed armonica, perfettamente integrata in spettacolari paesaggi urbani, quasi a fondersi perfettamente con l’ambiente metropolitano che la circonda, stabilendo con esso un forte rapporto simbiotico.

Molti appassionati di fotografia sono soliti fotografare “istintivamente” tutto ciò che vedono, spesso senza un’idea ben precisa. Quale consiglio ti senti di dare loro, per incoraggiarli a strutturare i loro lavori fotografici?
Personalmente prima di realizzare una qualsiasi fotografia penso, studio e progetto. Il consiglio che potrei dare è di fotografare prima con la testa e poi con la macchina fotografica. Di aspettare, di non avere fretta, di comprendere che non tutto quello che vediamo è degno di essere immortalato.

C’è un progetto tra quelli che hai realizzato a cui sei più legata? Perché?
Sono molto legata a tutte le serie fotografiche del progetto Beyond the Visible. Sono i miei lavori più sinceri e autentici.

Come realizzi i tuoi lavori dal punto di vista tecnico? Di quali mezzi tecnici fotografici e software ti avvali?
Mi avvalgo di pochissimi strumenti. Macchina Fotografica, treppiede, telecomando per autoscatto e infine Photoshop. Inoltre, mi avvalgo quasi sempre dell’aiuto di un assistente e ricorro raramente all’utilizzo di lampade o flash.

Le immagini di questa artista dalla bellezza eterea, senza tempo,  sono caratterizzate dalla presenza di una particolare luce, soffice e calda che ricorda molto quella di un acquerello, a confermare che gli anni dedicati a studiare pittura hanno ancora la loro inevitabile e positiva influenza sul suo lavoro fotografico.

          Cosa hai ricevuto dalla fotografia e cosa ritieni di averle restituito?
Grazie alla fotografia ho trovato il mio posto al mondo.

Sei impegnata al momento nella realizzazione di qualche progetto di cui ci puoi parlare?
Sono impegnata alla realizzazione di due nuove serie fotografiche, una legata al progetto Beyond the Visible e una al progetto I am here.

Come vedi il futuro della fotografia? E come vedi il tuo nel mondo della fotografia che verrà?
Non posso e non voglio esprimermi sul futuro della fotografia. Nel mio piccolo sono certa che continuerò a dedicarmi ai miei progetti personali e a portare avanti la mia attività di insegnante.

Anna, non possiamo fa altro a questo punto che ringraziarti di cuore per averci dedicato il tuo preziosissimo tempo e farti un grande in bocca al lupo per una carriera brillante e ricca di successi e soddisfazioni. Grazie di cuore da parte dello staff di Archiminimal Blog e da tutti i suoi utenti che tanto si sono appassionati alla tua storia!

Grazie a voi, un saluto a tutti gli amici di Archiminimal. 

Photogallery di Anna Di prospero

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